La fine della rivista Puck

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Alessandro Baronciani – Apuckalipse

Lo slogan che accompagnerà l’ultimo numero di Puck, una delle migliori “fanzines diventate rivista” degli anni Duemila, racconta Ivan Manuppelli, in arte Hurricane Ivan, sarà La più grande tragedia editoriale di sempre: “una nuova Apocalisse scritta e disegnata da oltre 100 autori e ambientata in oltre 100 città diverse: da Honolulu a Marina di Massa. Ogni autore racconterà la propria giornata apocalittica dalla propria città d’origine. Avrà un cast tutto internazionale (quasi la metà di queste firme non è mai apparsa prima in Italia). Non ci saranno solo autori di fumetti, ma anche xilografi, pittori, artisti di collage… Apuckalipse uscirà con due copertine diverse. Una sarà di Christopher Ulrich, il mistico del pop surrealism, uno dei pittori più pazzi di Los Angeles. L’altra di Marcos Carrasquer, pittore spagnolo, incisore del macabro e del grottesco…”

Gli autori presenti saranno tantissimi. Per conoscerli tutti, l’unico modo è tenere d’occhio la pagina facebook. Negli anni, su “Puck” hanno pubblicato decine e decine di artisti, tra cui l’ormai scomparso Osvaldo Cavandoli (il creatore dell’immortale La linea), Paolo Bacilieri, Hunt Emerson, Fernando Caretta, Maurizio Rosenzweig, Alberto Ponticelli, Zograf, Squaz, Akab, Giacon, Stefano Zattera, Matteo Guarnaccia, fino ai fuoriclasse Bruno Bozzetto, Sandro Dossi, Adriano Carnevali, Giuliano Rossetti, Antonio Tubino. Impossibile elencarli tutti. “Non ho mai considerato “Puck” come qualcosa di totalmente mio – ammette Ivan – è più un porto di mare, il frutto di tante collaborazioni. Una jam session editoriale continua e dai risultati inaspettati”.

Ma come ha funzionato la produzione dei numeri della rivista fino a oggi? Semplice, “Puck si è sempre autoprodotto – racconta Ivan – con ogni mezzo lecito e illecito, non ha mai cercato un editore…come del resto nessun editore ha mai cercato Puck! Ma questo è anche inevitabile: gli editori già non rischiano di loro, con i loro nomi e prodotti collaudati, figurati con una rivista come la nostra che esce quando vuole, come vuole, e che utilizza tutti gli incassi per stampare il numero successivo, spesso rimettendoci…”.

Attraverso verkami.com, piattaforma di crowdfunding, Puck sarà venduto anticipatamente insieme a diverse opzioni speciali (dediche, disegni, pagine personalizzate…). “Faremo tanta promozione con video ed eventi, le proveremo tutte. Se raggiungiamo la cifra richiesta, stampiamo il numero in due lingue e portiamo l’Apocalisse nelle principali fiere internazionali”.

E il futuro di Hurricane qual è? “Io mi ci vedo – mi dice – a 70 anni suonati, con il respiratore artificiale e il diabete, a girare con il megafono alle fiere e a promuovere il nuovo Puck…ma è la fase di mezzo che mi preoccupa, è lì che bisogna mettersi in gioco e provarle tutte. Mi piacerebbe capire se valgo qualcosa anche come autore. Ho una storia lunga in mente da tanto tempo, ormai, e finora ho solo provato a fare cose molto brevi per “Il Male” e “Frigidaire”. Vediamo.  Mal che vada, ci si rivedrà tra 40 anni!”.

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