Adam Wild, nuova serie Bonelli. Intervista all’autore: Gianfranco Manfredi

Se ne parlava già dallo scorso anno, ma l’annuncio ufficiale da parte di Sergio Bonelli Editore è avvenuto solo a inizio settimana: Adam Wild, la nuova serie di Gianfranco Manfredi, debutterà nelle edicola a ottobre 2014. Il formato sarà il tradizionale bonelliano in bianco e nero, la periodicità mensile. Un nuovo protagonista per lo sceneggiatore di Magico Vento, Volto Nascosto e Shanghai Devil, coadiuvato dal disegnatore Alessandro Nespolino, autore della prima storia e dei model sheet dei personaggi principali. Di seguito, l’intervista a Manfredi.

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Quando è nata l’idea per la serie e da dove hai preso ispirazione?

Mio padre ha passato sei anni in un campo di lavoro inglese sotto il Kilimanjaro, contribuendo a costruire la strada del Masai Mara. Era pittore. Dopo la guerra, io sono nato e cresciuto circondato dai suoi quadri e disegni di ambientazione africana. Solo in età adulta sono andato a fare un safari in quei luoghi. Un’esperienza breve, ma che mi ha segnato. Indimenticabile.

Si è detto che il personaggio principale avrà le sembianze di Errol Flynn. Un attore famosissimo, ma che forse i più giovani non conosco. Flynn ha avuto anche una vita molto avventurosa, ha svolto tanti lavori ed stato anche un incorreggibile playboy. Lo hai scelto anche per questo?

All’inizio, con Alessandro Nespolino, avevamo pensato ad attori più moderni, da prendere per riferimento. Ma ci siamo accorti che sceglievamo facce che più o meno ricordavano Erroll Flynn, visto che io avevo in mente lui. Così Michele Masiero (redattore capo della Bonelli) ha detto: “Tanto vale ispirarsi direttamente a Errol Flynn”. In effetti Flynn, oltre a essere stato il primo eroe d’avventura cinematografico ad avermi entusiasmato da ragazzino, con la sua aria scanzonata e il suo totale anticonformismo, sul set e nella vita, era il modello ideale per Adam Wild. Per quanto riguarda il fisico, però, Adam è più simile a Sean Connery giovane. Dopodiché si sa che i modelli contano poco, perché poi i personaggi acquistano sempre una loro particolarità grafica e ciascun disegnatore, pur nel rispetto dei model sheet iniziali, se li adatta.

Da quello che ho inteso, non si tratterà di una miniserie, ma di una serie regolare. Confermi? Quali sono le tue aspettative?

Regolare nel senso che, come usa oggi, la programmeremo per stagioni. Sto completando la seconda, cioè gli episodi del secondo anno, e se i risultati saranno incoraggianti, come speriamo, partirò per la terza, perché il tempo c’è, senza dover spezzare la continuità. Del resto, a me serve molto il dialogo con i lettori, e trovo sbagliato preparare troppe puntate prima senza aver visto le loro reazioni e sentito il loro parere. Una serie lunga cresce meglio se è in costante rapporto con i lettori.

Dopo Volto Nascosto, Shanghai Devil e, perché no, Magico Vento, torni ancora una volta ad affrontare il tema del colonialismo. Cosa ti spinge a lavorare con così tanta passione questo tema? Nel fumetto italiano (e non) sei forse l’unico autore a proporre soggetti su questo tema, che è più legato al passato dei lettori italiani. Mi vengono in mente per esempio, le strisce degli anni ’30, come Cino e Franco, molto popolari da noi.

Più che a Cino e Franco, risalirei a Emilio Salgari, uno scrittore che ha saputo sempre descrivere il mondo, non solo per gusto dell’esotismo e dell’evasione avventurosa, ma anche ideando indimenticabili eroi anti-colonialisti, come Sandokan e Yanez. Oggi si comincia a capire meglio che dal colonialismo è originato il mondo globale, cioè quello che stiamo vivendo. Trovo fondamentale uscire da piccole visioni provinciali e dai recinti nazionali, aprendoci al mondo, con tutte le sue contraddizioni, ma anche con la sua ricchezza, il suo fascino, la sua molteplicità di culture e di modi di vita. E’ un fatto da cui non si può più prescindere: siamo tutti cittadini del mondo, che lo si voglia ammettere o no.

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Adam Wild è stata presentata come una serie d’avventura pura, nella tradizione del fumetto Bonelli, ma soprattutto dei tuoi lavori, almeno da Magico Vento in poi. Ci sarà spazio per personaggi controversi, problematici o per le tematiche trasversali che hai già saputo trattare?

Ho solo detto che stavolta non volevo un eroe problematico, ma non intendevo dire con ciò che Adam non avrà dei problemi, anche personali, da dover sbrogliare. Però non ha atteggiamenti meditativi, è un eroe d’azione. Va dritto allo scopo. Si butta. L’avventura gli piace, non saprebbe vivere senza. I suoi amici sono strani: c’è Amina, la principessa guerriera bantu che combatte al suo fianco e con la quale ha sempre dei vivaci battibecchi, oltre che un’appassionata storia d’amore. C’è il Conte Narciso Molfetta, il finanziatore delle esplorazioni di Adam, un italiano deciso a seguire le orme del dottor Livingstone per fuggire da una vita precedente troppo monotona per lui, considerando anche che ha uno zio cardinale in Vaticano! Poi c’è Makibu , un giovane africano di religione musulmana, molto mite, ex schiavo di palazzo a Zanzibar. E infine Sam, un marinaio americano di colore che decide di seguire Adam per conoscere gli africani di cui, da americano da più generazioni, non riesce proprio a capire i costumi. Insomma: le sfumature non mancano.

I disegnatori annunciati per la serie sono in gran parte molto giovani e nuovi al mercato italiano. La maggior parte sono est-europei. Com’è la tradizione fumettistica dei paesi di provenienza dei nuovi autori?

Ci sono parecchi disegnatori serbi, alcuni noti internazionalmente, altri freschissimi. Hanno segni potenti, sono tutt’altro che disegnatori di maniera. Ci sono, tra gli stranieri, anche due disegnatori brasiliani di grandissimo valore come Ibraim Roberson e Pedro Mauro che si è aggiunto di recente al nostro nuovo “mucchio selvaggio”. Ma i lettori avranno piacevolissime sorprese anche dagli italiani.

Pedro mauro

Questa scelta deriva dal volere/necessità della Bonelli di ampliare la sua scuderia vista la grande quantità di prodotti nuovi che sta facendo uscire? Hai scelto personalmente i disegnatori con cui lavorare?

Ho scelto i disegnatori uno per uno. Molti di quelli con cui avevo lavorato in precedenza, non erano disponibili in quanto già impegnati in altri progetti. Quindi c’era l’occasione per un rinnovamento radicale e l’ho colta al volo, non perché non mi fossi trovato bene prima, ma perché ritengo che una serie nuova è bene che abbia un’immagine nuova. E anche molto varia. L’omologazione stilistica non mi piace. Viva la varietà!

Chi si occuperà delle copertine?

Le cover le farà Darko Perovic. Quelle che ha creato per l’edizione Libellus (croata) di Magico Vento le ho trovate bellissime e molto forti espressivamente. Darko sarà una colonna della serie. La sua è un’Africa aspra, niente di banalmente calligrafico.

Una domanda che non posso non farti: Adam Wild avrà un suo cattivo, una sua nemesi?

Anche qui ci saranno delle novità. I cattivi fissi sono una coppia, un lui (Frankie Frost, un americano che va alla caccia di indigeni da impiegare nei circhi e negli zoo coloniali) e una lei (Lady Gertrude Winter, ricchissima ereditiera inglese con il dente avvelenato perché in passato ha avuto una storia con Adam che poi l’ha mollata per totale incompatibilità di carattere). Ma Frost e Winter (per quanto entrambi “gelidi”) durano poco insieme, perché terribilmente competitivi. Per cui agiranno separatamente. In seguito, poi, apparirà un’intera famiglia di cattivi, i Manning: padre autoritario, un figlio nevrotico, una figlia completamente fuori di testa. La galleria dei cattivi è sempre quella che mi appassiona di più.

Laci Vladimir Krstic

In tutto questo, scriverai ancora Tex?

Ho appena cominciato a scrivere un nuovo episodio. Nel frattempo Leomacs sta finendo di disegnare quello che avevo scritto mesi fa. Spero che potrete leggerla presto, questa storia fatta con Leomacs, perché i disegni sono straordinari. Il nuovo episodio, non so ancora con certezza chi lo disegnerà.