Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco, a teatro

Domenica 24 maggio, presso il Teatro dell’Arancio di Grottammare, si è tenuta una rappresentazione teatrale de Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco. Di seguito la locandina e le foto dello spettacolo scattate da Marco Biancucci_Cantiere 12.

Lo spettacolo ispirato ai fumetti di Maicol&Mirco, membro del collettivo Fratelli del cielo, è stato portato in scena al Ratatà 2015 e al Teatro dell’Arancio di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno. Il gruppo che ha adattato i fumetti è composto dal regista Andrea Fazzini e gli attori Meri Bracalente, Sergio Licatalosi e Fernando Micucci. Le scenografie sono ad opera di Cifone, mentre le musiche sono composte ed eseguite da MAT64.

In entrambi i casi si è trattato di una prima. «Questo spettacolo sarà difatti sempre una prima» han detto Maicol&Mirco «visto che la rappresentazione muta e vomita nuove scene in continuazione. Un po’ come  noi.»

L’ultimo volume de Gli Scarabocchi – il quinto è stato pubblicato lo scorso febbraio, autoprodotto tramite il metodo Prima o Mai inventato da Ratigher (ora distribuito da SaldaPress), e si intitola Il suicidio spiegato a mio figlio. Una sorta di manuale di 400 pagine in cui Maicol&Mirco spiegano con disegni neri su sfondo rosso perché, come dicono loro stessi «su questa Terra occorre passare il minor tempo possibile». Un testo in cui in cui gli autori illustrano i modi, le maniere, i motivi e i trucchi per suicidarsi.

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Ma perché gli autori hanno deciso di portare l’opera al teatro? «Perché il teatro è la cosa più simile alla nostra esistenza.» Ci dicono, «uno spazio apparentemente enorme – in realtà minuscolo – dove le case, le piazze e i monumenti sono edificati con nient’altro che colla e forbici. Dove i vestiti disegnano i personaggi. Dove il sipario è ineludibile. Un mondo in cui se non hai un faro piantato in faccia è inutile parlare. Un mondo che ti dà il benvenuto col silenzio e ti congeda con un applauso. Un mondo dove chi paga per vederti e recitare è protetto da un buio fitto fitto. Un mondo dove il bis è una condanna vera e propria.»

Ad ogni messa in scena della rappresentazione teatrale si può leggere questo messaggio:

Questo spettacolo non contiene
bestemmie o atti di violenza
ma solo loro rappresentazioni.
Con questo spettacolo imparerete
a distinguere una coltellata
dalla rappresentazione di una coltellata.”