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FocusOpinioniDinamite, o l’energia di una fragile generazione

Dinamite, o l’energia di una fragile generazione

Di quale rivista parliamo 

Dinamite nasce nel 1995 ed è pubblicata dall’editore Granata Press, a Bologna. Il progetto editoriale prevedeva un numero definito di uscite: dodici. Tuttavia la rivista non uscì che per i primi due numeri, datati marzo e aprile 1995.

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La linea editoriale

Dinamite nasce grazie all’intuizione degli autori Giovanni Mattioli e Davide Toffolo che la concepiscono come momento di autopresentazione e confronto generazionale. I temi esistenziali e identitari sono al centro del progetto. Raramente nel fumetto italiano i giovani erano stati rappresentati, in un contenitore coerente, “dall’interno” delle loro passioni, ansie, aspettative.

Gli autori

Davide Toffolo e Giovanni Mattioli, con il loro Piera degli Spiriti

Pino Creanza, con Tom & Ponsi

Marcello Albano, Giorgio Lavagna e Gianmaria Liani, con Nukies

Jacopo Olivieri e Pietro Reggiani, con Ai confini della pubertà

Jack Rapid, con Dogma Dog

Tra gli autori, altri nomi furono annunciati (ma non fecero in tempo a vedersi pubblicati):

Vanna Vinci, con Lilian Brown

Francesca Ghermandi, con Alice

Massimo Semerano, con Rollo Robot

Davide Toffolo, con Cinque allegri ragazzi morti

Otto Gabos, con Oberdan e Bunny (poi pubblicato col titolo di Loving the alien)

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Un’opera ‘simbolo’ della rivista

Dinamite propone le prime due puntate di un fumetto destinato a diventare un vero e proprio cult, più volte ristampato negli anni successivi, Piera degli spiriti, scritto da Giovanni Mattioli e disegnato da Davide Toffolo. Piera è una ragazza poco più che adolescente che si ritrova ad affrontare la vita dopo la morte della nonna che le aveva fatto praticamente da seconda madre. La musica, gli amici, i primi amori… Piera inizia il suo viaggio verso l’età adulta.

Le firme

Mattioli e Toffolo sono i principali animatori della rivista, che coordinano redazionalmente con la collaborazione del grafico Roberto Ghiddi (artefice di tutta l’immagine grafica di Granata), di Nives Aiuola, Giancarlo Carlotti e del giovane disegnatore emergente Andrea Accardi.

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L’indice (sezioni, rubriche)

La rivista vuole parlare essenzialmente attraverso i fumetti. Sono pochissime le pagine redazionali. L’editoriale ha un tono particolarmente informale, ed è firmato da un personaggio: il barbone Omero. Si alternano quindi strisce e singole tavole con le puntate delle opere più lunghe. In mezzo ad ogni numero un “contenuto” speciale”

Curiosità

Ogni numero offre un inserto nella parte centrale, un quartino a colori fatto con la stessa carta della copertina. Nel primo numero i personaggi sono nella classica posa per la foto segnaletica stile “I soliti sospetti” (film uscito proprio in quell’anno). Nel numero due, Dinamite propone le maschere dei Nukies, da ritagliare e indossare, con tanto di spiegazioni.

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Grafica e design

Dinamite vuole apparire come un giornaletto di facile uso. Per questo è rilegato come un semplice spillato, dal formato di circa 16cm di base e 24cm di altezza. La carta interna è la classica ruvida “uso mano”. Copertina e inserto interno sono stampati su carta patinata opaca, leggermente più pesante.

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Un progetto, tanti destini 

Meno di un anno dopo la prematura conclusione di Dinamite, in marzo, temi e autori ritorneranno in un nuovo progetto editoriale che si chiamerà Mondo Naif. Sono i “Kappa Boys” Andrea Baricordi, Barbara Rossi e Massimiliano De Giovanni a tracciare le linee di questo nuovo percorso, che si traduce prima in una miniserie primaverile di tre uscite “antologiche” per Star Comics (nel 1996), e poi in un’elegante rivista contenitore che durerà diversi anni, pubblicata dalla loro etichetta Kappa Edizioni.

Da parte sua, Toffolo porterà avanti i Cinque allegri ragazzi morti (sorta di estensione fumettistica del suo gruppo musicale, I tre allegri ragazzi morti) che saranno il fumetto leader della rivista Fandango, pubblicata dal 1999 al 2001 dall’etichetta Cult Comics di Panini.

*Rivisteria è una column che esplora il panorama delle grandi (e piccole) riviste del fumetto italiano. In ciascuna puntata ci concentreremo su una testata, attingendo agli archivi della biblioteca del Centro Fumetto “ Andrea Pazienza”.

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