Le 5 storie più sottovalutate di Devil, secondo Mark Waid

Mark Waid è lo scrittore che nel 2011, assieme ai disegnatori Marcos Martin e Paolo Rivera, ha rilanciato la serie di Devil. L’ha rinnovata svecchiandola e facendola uscire dal circolo vizioso che da anni vedeva il personaggio intrappolato in storie cupe e noir. Situazione che, bene o male, durava dalla gestione di Frank Miller degli anni 1980. Alle sue spalle ha una carriera ricca di storie importanti, a cominciare dall’apocalittica e pluripremiata miniserie Kingdom Come (Dc Comics). Acclamato dai fan e osannato dalla critica – attualmente da molti è considerato il miglior scrittore di supereroi classici – lo sceneggiatore ha riportato Devil alle sue origini, rendendo le storie più solari e divertenti pur mantenendo alto il livello di introspezione e complessità emotiva del personaggio. Nel 2012, agli Eisner Awards – gli Oscar del fumetto – la sua serie si è aggiudicata ben due riconoscimenti: Miglior Serie e Miglior Numero Singolo per il numero 7, mentre lui ha vinto uno dei premi più ambiti, quello per il Miglior Sceneggiatore. Tutt’ora è al lavoro su Devil con il disegnatore Chris Samnee.

Grande amante e conoscitore del supereroe Marvel, per il sito 13thDimension ha stilato una personale classifica delle storie più sottovalutate di Devil che bisognerebbe leggere. Eccole:

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Daredevil #134-137 (1976) – di Marv Wolfman e Bob Brown

Nella metà degli anni 1970, Marv Wolfman ha lavorato su Devil per un periodo relativamente breve. Il momento migliore della sua serie è una storia in quattro parti su Jester, tutta incentrata sulla manipolazione dei media e il potere che un sol uomo avrebbe potuto avere se fosse riuscito a raggiungere le masse con notizie false. Allora, quando avevo 13 anni, mi sembrava fantascienza, ma in realtà, Wolfman predisse l’esistenza di Fox News. Quell’uomo era un visionario.