Il boom dei cinecomics (non solo di supereroi), in quattro grafici

Mai come negli anni Duemila abbiamo assistito a una massiccia offerta di film tratti da fumetti, un fenomeno che non coinvolge solamente i supereroi Marvel o DC, ma che comprende anche manga di successo (Oldboy), bande dessinée (Snowpiercer), fumetti “indipendenti” (nelle più diverse accezioni, come Sin City) e finanche fumetti italiani (La profezia dell’Armadillo di Zerocalcare sarà presto un film diretto da Valerio Mastandrea). Soltanto da qui ad agosto saranno ben quattro i cinecomics distribuiti in sala: X-Men: Days of Future Past, Teenage Mutant Ninja Turtles, Sin City: A Dame to Kill For e Guardians of the Galaxy. Il newsmagazine americano Quartz ha elaborato quattro grafici per tentare di illustrare le tendenze di questo boom dei cosidetti cinecomics.

grafico numero cinecomics
Il primo grafico mostra il numero di film tratti da un fumetto usciti in sala ogni anno dal 1978 (anno del primo film di Superman) a oggi. Ed è proprio il film di Donner a inaugurare l’interesse ‘moderno’ dell’industria cinematografica verso i personaggi dei fumetti, un che sfociò in tre sequel e uno spin-off per Superman negli anni ’80 e in vari film dedicati a Batman negli anni ’90. Ma è nel 2002, dopo qualche anno di pausa, che i cinecomics tornano a crescere, trainati dal grande successo dello Spider-Man di Sam Raimi (nel 2002 fu il film più visto dell’anno, battendo titoli come Harry Potter e la camera dei segreti, Il signore degli anelli: Le due torri e Star Wars episodio II: L’attacco dei cloni). Da quel momento in poi, solo in tre annate sono stati proposti meno di sei film tratti da un qualsivoglia fumetto.

grafico incassi cinecomics
Il secondo grafico, invece, aiuta a cogliere le ragioni economiche dell’aumento di questi film: i soldi incassati dai cinecomics hanno toccato negli ultimi anni cifre da record. Negli ultimi dieci anni, ben tre volte hanno sfondato il muro del miliardo di dollari, con il record di 1,6 miliardi stabilito nel 2013, un numero quattro volte superiore ai circa 400 milioni incassati nel 1978.

grafico budget cinecomics
Il terzo grafico mostra come quello dei cinecomics non sia un fenomeno da ascrivere solamente al mercato americano, ma che, al contrario, siano un successo a livello globale. A fronte della crescita anche nei costi di produzione (i budget assegnati, in media, a questi blockbuster, sono divenuti via via sempre più impegnativi), i guadagni ottenuti nei mercati esteri – fra cui, in primis, quelli nei mercati cinematografici emergenti come Cina e India – hanno reso possibile il continuo alimentarsi degli investimenti in questa redditizia fetta dell’immaginario pop.

grafico giudizi cinecomics

Il quarto grafico, infine, riguarda tutt’altro: si tratta del giudizio espresso dai critici cinematografici. Esaminando i dati di Rotten Tomatoes (sito che aggrega i giudizi dei principali critici delle più diverse testate) si può notare come, a parte nel 2002, il giudizio complessivo non sia mai salito in questi ultimi anni oltre il 70%. Come fa notare Quartz, il dato non è per forza un segnale negativo; al contrario, può essere interpretato come la capacità delle case di produzione di adeguarsi a uno standard e produrre film facilmente riconoscibili, senza cadere in ‘eccessi’ – troppo visionari (o troppo originali?) – che potrebbero allontanare il grande pubblico dalle sale.