Jonathan Hickman parla di East of West

Anno 2064. I Cavalieri dell’Apocalisse tornano in vita per scatenare finalmente sul pianeta il Giudizio Finale. Perché questo accada però, è necessario che all’appello si presenti anche Morte, il cavaliere disperso che ha abbandonato tutto per inseguire l’amore. Questo il punto di partenza di East of West, la serie Image creata da Jonathan Hickman a metà strada tra fantascienza e western distopico che negli Stati Uniti – ma anche in Italia – sta ricevendo ottima stampa da critica e fan.

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In un’intervista al Washington Post, l’autore americano ha parlato della genesi della serie, partendo dalla scelta del disegnatore, quel Nick Dragotta già al lavoro con Hickman su un apprezzato ciclo di storie dei Fantastici Quattro:

«Sono molto fortunato a essere in un posto dove non ho alcun tipo di obbligo, posso permettermi di fare le scelte che voglio con i miei progetti. Un paio di anni fa, ho semplicemente deciso che non avevo più alcun interesse a lavorare con persone che mi rendono le cose difficili. E così ho fatto. Questo processo per me si può risolvere così: quando mi alzo alla mattina penso: voglio o non voglio scrivere per questa persona? Ci divertiremo e, come risultato, creeremo un prodotto di qualità, o stiamo solamente lavorando? Io e Nick ci divertiamo. È un ragazzo con un talento incredibile che però, fino a East of West, non aveva mai ricevuto il riconoscimento che merita. Ora ce l’ha, e questa cosa lo carica, e lui a sua volta carica me, e il risultato finale è l’ottimo disegno.»

E proprio riguardo al suo disegno, Dragotta ha raccontato come si svolge il processo creativo, portando come esempio la nascita del bizzarro destriero cavalcato da Morte nel corso della storia:

«Molto del processo creativo scaturisce dal rapporto fra quello che voglio disegnare e le scadenze. Originariamente Jonathan aveva scritto che Morte avrebbe cavalcato un drago. Sembrava un sacco di lavoro disegnare un drago in ogni numero, quindi al posto del drago gli ho dato un cavallo con un cannone al posto della testa. Mi piace fare delle prove; pensare di più e disegnare di meno.»

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Entrambi gli autori hanno infine speso parole al miele per l’Image, sottolineando quanto si sentano fortunati a essere approdati in una casa editrice che lascia ai propri autori i diritti completi sulle loro opere. Hickman ha anche sostenuto di dover la proprio intera carriera all’Image, dal momento che furono i primi a pubblicare un suo lavoro:

«Il mio primo lavoro pubblicato fu con Image Comics. Eric Stephenson scelse il progetto che gli mandai via mail e mi fece un contratto immediatamente. È un onore fare fumetti con loro. Voglio bene a queste persone e non esagero quando dico che devo a loro la mia carriera.»

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