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FocusProfiliA colazione con Robert Crumb e Gilbert Shelton

A colazione con Robert Crumb e Gilbert Shelton [Intervista]

Ospiti a Lucca Comics and Games 2014, Robert Crumb e Gilbert Shelton hanno presentato le collane integrali delle loro opere, in corso di pubblicazione in più volumi presso Comicon Edizioni. Assieme i due, negli anni Sessanta, hanno posto le basi del fumetto underground. Shelton con i suoi The Fabulous Furry Freak Brothers, Fat Freddy’s Cat, Wonder Wart-Hog e Not Quite Dead; Crumb con personaggi simboli della controcultura, come Fritz the Cat e Mr. Natural, ma soprattutto con il protagonista che a oggi rimane il più complesso, stratificato e affascinante: sé stesso.

Durante l’incontro con la stampa, tenutosi la mattina al Teatro del Giglio, davanti a una birra e un caffè, i due hanno risposto alle domande dei giornalisti – riportate in questo articolo – parlando della loro amicizia, dell’influenza delle loro opere sulle nuove generazioni e, ovviamente, dei loro fumetti preferiti.

crumbshelton

Avete condiviso una lunga storia insieme, sia personale che professionale. Quale aspetto, secondo voi, rivela la personalità e la qualità migliore l’uno dell’altro?

Gilbert Shelton: Io sono andato all’università del Texas con Janis Joplin e quello era il periodo del revival della musica folk. Un giorno dissi a Janis che volevo suonare rhythm and blues o rock e lei mi disse «Noi artisti folk non facciamo rock.» E poi lei cambiò idea ma per me era troppo tardi per fare lo stesso e non entrai nella band. Penso che lei avrebbe dovuto restare nel folk.

Robert Crumb: La prima volta che ho conosciuto Gilbert mi ha fatto sentire alcune cassette di Janis dove cantavava canzoni anni venti e penso che fossero molto meglio di quello stupido album dei Big Brother and the Holding Company, quella pessima band psichedelica. L’altro giorno Gilbert mi ha detto una cosa nuova su Chet Helms, un impresario che mise in contatto Janis con la Big Brother e aveva una organizzazione che si chiamava Family Dog e lui oganizzava concerti rock a San Francisco nei tardi anni sessanta nella Avalon Ballroom. Era anche responsabile per molti dei poster psichedelici che uscivano all’epoca e ha fato in modo che le band potessero suonare quanto volessero e al volume che volessero. Così però ha perso la licenza per suonare nella sala dei Family Dog perché facevano troppo casino. Molti pensano che sia stata una grande cosa, lasciare i musicisti suonare interminabili assoli a volume altissimo. Dovrebbero essere mandati in un campo di rieducazione per cinque anni.

Shelton: Ecco una storia divertente sulla sala Avalon Ballroom: l’ingegnere del suono fece il soundcheck quando la sala era vuota e tutto funzionava, poi però quando la gente è entrata non andava più niente, come se i capelloni hippie stessero assorbendo il suono con le loro chiome.

La creazione più famosa di Crumb, Fritz the Cat, è morta da anni. Fritz ha lasciato un segno anche dopo la morte?

Crumb: No, ho ucciso Fritz nel 1972, dimenticatevelo. Ho scritto Mr. Natural fin troppo a lungo e non posso rimanere attaccato a un personaggio per troppo tempo.

Shelton: Ma il mio personaggio, il gatto di Fat Freddy, ha incontrato Fritz nel paradiso dei gatti.

Crumb: Sì e Fritz aveva ancora il punteruolo del ghiaccio conficcato nella schiena.

C’è qualcuno che ha raccolto la tua eredità?

Crumb: Io suonavo in un gruppo, i Cheap Suit Serenaders, e sono stato a Monaco tempo fa e c’erano dei giovani che suonavano come noi, perfino indossando i fez che avevamo noi.

Shelton: Ad Amburgo un fan dei Cheap ha visto Crumb disegnare su un tovagliolo e gli ha chiesto “Ah, ma sai anche disegnare?”.

Crumb: Mi arrivano di continuo cd per posta di questi giovani che hanno assorbito completamente le influenze dei Cheap.

Quali sono gli artisti contemporanei che ammirate?

Crumb: Molti, Joe Sacco, Daniel Clowes, Noah Van Sciver, un giovane artista, i suoi fumetti sono sconosciuti.

Shelton: Io leggo un sacco di pubblicazioni francesi, ma solo per migliorare il mio francese. Il Pinocchio di Winshluss è un capolavoro.

Cosa ne pensate di Tony Millionaire?

Crumb: Boh, non saprei, niente di che. Non mi piace molto visivamente, però è un fumetto letterario. Per me le cose migliori sono i fumetti buoni dal punto di vista sia letterario sia grafico. Come Jean-Marc Reiser.

Shelton: Per me le parole sono fondamentali.

Crumb: Siamo d’accordo, è la storia che conta in un fumetto. Molti sono visivamente interessanti ma la parte importante è il significato che la storia trasmette. Spesso ricevo fumetti di giovani artisti i cui testi sono difficili da leggere, il loro lettering non è chiaro. Quindi dico sempre loro che la cosa più importante è rendere il testo leggibile, ma loro non lo capiscano, pensano che sia fico che i testi siano difficili da leggere. Ma se la gente non riesce a leggere molleranno il fumetto e prenderanno qualcosa di più leggibile.

Come è stata l’esperienze di trasporre a fumetti la Genesi?

Crumb: Sono passato attraverso varie fasi col libro, a un terzo dei lavori ho iniziato a odiarlo. La gente è davvero folle a pensare che questo libro possa fungere da guida morale; è primitivo, tribale e selvaggio. Man mano che lavoravo però questo sentimento è scemato, era come mettere i binari per la ferrovia Transiberiana e quando sono arrivato nella Mongolia interna ho capito che questo testo aveva diverse stratificazioni di contenuto ed è per questo che  sopravvissuto così a lungo, come per tutte le fiabe e i racconti folkloristici perché c’è qualcosa di estremamente profondo in Adamo ed Eva. Però la gente continua a essere stupida se pensa di usarla come guida morale. L’altro giorno ascoltavo la radio e si parlava della questione israeliana e questa donna ebrea diceva che Dio ha dato ad Abramo questa terra, ma è follia! Non sono antisemita però questo è folle. La cristianità, l’islam, l’ebraismo. Tutte follie.

Ci sono autori italiani che conoscete e che vi piacciono?

Crumb: No, sinceramente non ne conosco.

Shelton: Sì, qualcosa conosco. Lorenzo Mattotti, Tanino Liberatore. Sapete, il primo libro a essere proibito negli USA in sessanta stati è stato il fumetto di Massimo Mattioli, Squeak the Mouse. Art Spiegelman ha cercato di pubblicarlo ma glielo hanno impedito. Spiegelman è andato in tribunale si è fatto ridare indietro la copia ma nient’altro; è da L’amante di Lady Chatterley che non proibivano un libro in America.

Crumb: lei ha lavorato con Harvey Pekar, ed è stata un’occasione per lavorare su testi altrui. Cosa prova per quelle storie e com’era il suo rapporto con Harvey?

Crumb: Harvey era un mio amico molto prima che iniziasse a fare fumetti e disse “Ehi, io posso scriverli questi fumetti”; è sempre stato un lettore accanito di fumetti quindi li capiva e riusciva a scriverli. Ma non sapeva disegnare. Scriveva queste sceneggiature con gli omini a fianco, scriveva le sceneggiature con la ripartizione in vignette e questi omini e io ero l’unico fumettaro che conosceva, quindi mi ha fato i buchi nella schiena perché disegnassi le sue sceneggiature. Alla gente piaceva, poi lui ha trovato qualcun’altro che li disegnasse. Ma è stato molto insistente, se non lo fosse stato non sarebbe mai successo ed è stato l’unica persona a farlo nella città di Cleveland, Ohio. Era davvero solo in quel buco.

Shelton: Harvey prima era un critico jazz e secondo me i suoi lavori critici sono molto meglio dei suoi fumetti.

Crumb: Lui odiava il jazz tradizionale. Io gli facevo ascoltare il jazz delle origini di New Orleans e lui faceva una faccia strana, dicendo che era pacchiano.

Shelton: Anch’io negli anni cinquanta ero uno snob del jazz moderno, a me non piaceva Louis Armstrong. Forse perché il jazz tradizionale in confronto a quello moderno era molto semplice.

Crumb: A me non dicevano nulla quelli moderni, perfino Dizzy Gillespie. A me piacciono quelli divertenti.

Siete stati influenzati dal cinema, in qualche modo?

Crumb: Be’, siamo figli della culturale popolare. Tutti quelli della mia generazione e quelli dopo sono influenzati dalla cultural popolare ed è una componente che c’è. io ho speso metà della mia infanzia seduto davanti a una televisione. non ho avuto un’educazione classica, non ero incoraggiato a leggere i classici dell letteratura. e tutto quello che ho letto l’ho scoperto dopo, da adulto. Non sono mai riuscito a capire l’arte contemporanea.

Qualche nome?

Crumb: Sì, da bambino tutta la roba Disney, poi a 18 anni ho iniziato ad apprezzare i fratelli Marx.

Aline Kominsky-Crumb (la moglie, dal pubblico): Ehi, Robert, dì loro di Fellini!

Crumb: Sì, amo Fellini, è uno dei miei preferiti. Mi piace il surrealismo visivo di Fellini.

Moglie di Shelton: Ehi, Gilbert, dì loro come hai creato i Freak Brothers dopo aver visto quel doppio spettacolo?

Shelton: Uno era dei fratelli Marx e l’altro dei Tre Marmittoni. Questo mi ha spinto a creare i Brothers. la cosa più stupida che si potesse trovare. Questa è l’origine dei Brothers. Comunque, il mio film preferito è il Dottor Stranamore.

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