È morto il fumettista underground olandese Peter Pontiac

Nella notte tra il 20 e il 21 gennaio è venuto a mancare il fumettista olandese Peter J.G. Pollman (nato nel 1951), in arte Peter Pontiac. L’autore era uno dei fumettisti olandese più conosciuti; i suoi libri sono stati pubblicati in fiammingo, spagnolo, inglese e italiano, in antologie di fumetto underground come Modern Papier, Tante Leny Presenteert, Wipe-out Comix, Cocktail Comix, El Vibora, Anarchy Comic, Mondo Snarfo e Puck Comic Party.

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Influenzato dalla scena underground americana di fine anni Sessanta-inizio Settanta e in particolare da Robert Crumb, iniziò la carriera nella metà degli anni Settanta. la sua opera principale è il graphic novel Kraut, che lo impegnò nel corso degli anni Novanta, e fu pubblicato per la prima volta nel 2000. Kraut è un racconto intenso e complesso, che affronta la scomparsa del padre di Pontiac, un uomo afflitto dall’alcool, che si uccise lasciandosi affogare in mare. Kraut ha i tratti di una lunga lettera a un padre che Pontiac non riesce ad amare, ma che rimane una presenza costante, nonostante la misteriosa dipartita. L’opera trasuda spontaneità, con le sue pagine realizzate a penna Bic su carta riciclata con i neri semplicemente impressi a pennarello; un vortice di flashback, ricco di riferimenti al background culturale in cui era cresciuto l’autore, tra cattolicesimo e post-fascismi.

Seppure non sia mai stato tradotto in inglese (né tantomeno in italiano) Kraut è considerato di indubbio rilievo, e non a caso è stato incluso da Paul Gravett nel suo libro di riferimento 1001 fumetti da leggere prima di morire.

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Nel 2011, l’editore olandese Oog & Blik ha pubblicato una corposa antologia di racconti di Pontiac realizzati dal 1969 al 2011, dal titolo inglese, Rhyth, ma in lingua fiamminga. I racconti di Pontiac erano il frutto morboso di una vita di eccessi nell’Olanda degli anni Settanta, una lisergica commistione di controcultura, droga e sesso. Nelle sue tavole,l’autobiografia diventa deformazione del reale, indotta dagli acidi, ma anche da una spasmodica ricerca di sé.

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Nel 2002, Pontiac fu ospite speciale dell’ottava edizione dell’Happening internazionale underground, a Milano presso il Centro sociale Leoncavallo, dove si tenne una esposizione di sue opere. Quello di seguito è il manifesto dell’evento, realizzato da Pontiac.

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