“Paris-Londres”, il rocambolesco viaggio tra i mari di Sfar

Joann Sfar è autore estremamente prolifico, e anche variegato nelle tematiche o nelle tecniche grafiche. Riesce a divincolarsi tra i generi con grande maestria, ma mantenendo sempre saldo un caratteristico approccio surreale. Se Il gatto del rabbino è forse la sua opera più rappresentativa, lo trovo al massimo dell’espressività in Pascin, un folle viaggio nella Parigi di fine Ottocento, lasciva e artisticamente vivace, il cui spirito si rifletteva in uno stile grafico sperimentale e curiosamente allucinante. Era lo Sfar dei tempi dell’Association, che si esprimeva con maggior libertà ed estro. Cronologicamente, era lo stesso Sfar di Paris-Londres, ed è di nuovo 001 Edizioni a portarlo in Italia a distanza di dieci anni da Pascin.

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Paris-Londres è un viaggio tra i mari che parte da a bordo di un vascello – che si chiama appunto Paris-Londres – sul quale si viene catapultati con l’irruenza di una escalation di azione improvvisa, dopo appena un paio di pagine. Si passa dal ponte della nave a sotto coperta, e lì i due protagonisti devono far evadere un pascià ingabbiato, con espedienti tanto improbabili quanto avvincenti. Poi si passa a bordo di un sommergibile a forma di narvalo e i protagonisti continuano a far sorridere, impossibili e scapestrati, tanto che se il tutto non fosse rappresentato con un tratto graffiante e scurissimo, sembrerebbe di essere in un film di Wes Anderson. Assolutamente eclettico e frenetico, sia nel raccontare che nel disegnare, lo Sfar di Paris-Londres (e non stupisce vederlo uscire nello stesso periodo e per lo stesso editore di un altro libro dal simile approccio eclettico, Krazy Kahlo di Marco Corona, ma i due libri non hanno altro in comune, se non una genuina follia).
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L’aggiungersi di personaggi e l’ampliarsi degli scenari fa sembrare di trovarsi in una delle storie del mondo di Lega degli straordinari gentlemen, solo meno steampunk e più acida. Di pagina in pagina le battute e i risvolti della trama sono imprevedibili, sempre sopra le righe, come se Sfar avesse sceneggiato e disegnato improvvisando – e non ci sarebbe da stupirsi. Di certo però lo ha fatto domando sempre con consapevolezza i fili di una trama apparentemente semplice, da commedia rocambolesca e farsesca un po’ vecchio stile. L’incedere frenetico ed eclettico di ogni vignetta dà un continuo senso di sorpresa, un’avvincente estemporaneità; e se non fosse che sia la storia che il disegno sono in mano a un solo autori, si penserebbe a un lavoro di scrittura dialettica, che nasce dallo scambio tra più soggetti scriventi, come negli haiku giapponesi (dove più poeti scrivevano ognuno un verso collegato al precedente). Qui Sfar agisce con una sorta di schizofrenia, ma in senso creativo buono, con una scrittura eclettica sorprendente. Sono convinto che il miglior Sfar sia proprio quello senza lacci, che scrive e disegna di getto. Peraltro, tra queste pagine graficamente unisce curiosamente vignette dove pare ispirarsi a Hugo Pratt, non solo per le ambientazioni marine ma anche per il segno schizzato e denso, ad altre vignette dal tratto ancor più libero, ispirate più all’art brut che all’impressionismo, a cui molto spesso pare particolarmente legato.

Paris-Londres è un libro audace, espressivamente libero, non tra i più popolari dell’autore francese e ormai uscito diversi anni fa (risale al ’97 la prima pubblicazione francese), e di certo una delle esperienze più divertenti nella carriera di Sfar.

Paris-Londres
di Joann Sfar
001 Edizioni
100 pagine, bianco e nero – 16,90€