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L’immaginario stregato (e un po’ stanco) dei Millennials. Wytches di Snyder e Jock

Il nuovo corso di Image Comics – quello che le ha consentito di raggiungere, riposizionando l’offerta, il posto di terza casa editrice di comics in USA, dopo la prima fase anni Novanta incentrata dai ‘transfughi’ di DC e Marvel – rispecchia impeccabilmente l’immaginario “stanco” dei Millennials.

wytches snyder jock

Quelli che ballano su un testo di citazioni mal colte, quelli che si fanno i binge watching delle serie TV per non perdersi l’ultima evoluzione nello storytelling, quelli che vogliono lasciare il segno qualsiasi cosa significhi, quelli che hanno invidia della altrui nostalgia, gli accumulatori seriali di esperienze, gli utenti maturi di ogni servizio, il wetware perfetto per ogni software. Tanto si parla di loro e tanto se ne parlerà. I figli del nuovo millennio (nella categoria rientrano, grosso modo, i nati dal 1984 in poi: lo spettro è dunque molto più ampio di quanto si pensi) sono ormai rilevanti oggetti di interesse e di discussione, non soltanto per i modelli di consumo che stanno imponendo/subendo, ma anche da un punto di vista politico e sociale. Negli Stati Uniti Image Comics ha saputo, meglio e prima di altri, imporsi all’attenzione di questi nuovi consumatori con una serie di innovazioni tecniche e tematiche in netta discontinuità rispetto al mondo supereroistico – un po’ stantìo – delle case editrici maggiori, pur rimanendo fortemente ancorati all’ambito mainstream.

Il principale artefice di questa svolta, Eric Stephenson, è non a caso un perfetto business-man da nuovo millennio. Niente a che vedere con il sorridente Stan Lee, con i suoi editoriali rassicuranti e gli autoironici cameo cinematografici. La sua cifra, piuttosto, sono i memorabili speech ricchi di pathos e speranza in uno stile da guru “à la Steve Jobs”, e il tono autorevole di chi ha la soluzione semplice per un avvenire colmo di opportunità – ovvero, nel caso specifico, di buoni fumetti. Proprio ciò che serve a una generazione fortemente bisognosa di utopie, di qualcosa in cui credere e verso cui tendere, che sappia scorgere un’idea di futuro al di là dell’eterno presente in cui dondolarsi nel consumo bulimico di esperienze, di appagamenti istantanei e binge living.

Poco importa se la realtà è davvero ciò che si racconta. Ciò che conta è la promessa, un instant dream, la sensazione di fare parte di qualcosa di speciale e ambizioso che dia forma a un modo nuovo di pensare e immaginare l’esistenza, quel misto di mainstream e esclusività ben espresso da brand di successo come Apple, Google, Amazon o Netflix.

wytches snyder jock

Dal punto di vista dell’immaginario a fumetti, questa promessa si è tradotta in parecchi titoli interessanti, con una varietà e maturità di temi che non si vedeva dai tempi della Vertigo di Karen Berger. Portabandiera del rinnovamento è senza dubbio The Walking Dead, una soap-opera familiare in salsa zombi nella quale i personaggi, invece di riprodursi, si massacrano a vicenda. Prima ancora di diventare serie tv, il fumetto di Kirkman è già pensato televisivamente, per la coralità dei protagonisti e lo sviluppo a lunga gittata  delle trame. Un mix perfetto che parte dall’idea originaria di Romero e la attualizza con le soluzioni narrative di serial evoluti come ER o Lost. Altri titoli notevoli e di grandissimo interesse come Saga, Sex Criminals, Black Science, Southern Bastards, Paper Girls ripropongono in molteplici varianti questa innovazione tematica basata su un abile e non convenzionale miscuglio di generi noti (la fantascienza, la space opera, il romanzo del Sud di Faulkner e McCarthy, il nostalgic movie) attualizzati secondo le tematiche, i valori e i linguaggi propri della contemporaneità.

Non si tratta di una vera e propria evoluzione, dunque, piuttosto di una intelligente rilettura di immaginari preesistenti (che garantiscono la rassicurante base mainstream) su cui collocare istanze e intuizioni contemporanee (che danno il giusto senso di esclusività, di originalità, unicità, coolness). A questo mix si accompagna un altro elemento tipico, ovvero la presenza di molteplici chiavi di lettura del testo. Che si tratti di una canzone, un film o un fumetto, numerosi prodotti culturali mainstream attuali contengono elementi che richiamano (sotto forma di citazioni, rimandi ironici, inside jokes) i testi di provenienza, ma allo stesso tempo senza dimenticare di rendersi accattivanti anche per chi non può cogliere del tutto questi riferimenti. Questa soluzione dona profondità al testo e gli consente di raggiungere una molteplicità di pubblici differenti, di età e profili culturali diversi, ciascuno dei quali si sente chiamato in causa per quanto concerne il proprio vissuto, la propria fetta di immaginario personale. Padri e figli sono così riuniti davanti allo stesso orizzonte. Pur cogliendo differenti sapori si nutrono dallo stesso piatto, appositamente bilanciato per rispondere a ogni gusto. Il che non è niente male (vedi alla voce: pluralismo, multiculturalismo, trans-medialità, inter-generazionalità…) – ma non necessariamente è sempre un bene.

Wytches di Scott Snyder e Jock ricalca questa impostazione, tentando un approccio nuovo al genere delle storie di streghe. La definizione di strega tratta dal dizionario che appare nella prima pagina del volume, e che viene strappata via nella pagina successiva, vuole appunto suggerire fin da subito un nuovo punto di vista ad un tema ormai abusato. Sailor Rooks è una ragazza speciale terrorizzata dai propri poteri, che ha d’improvviso manifestato con effetti letali su una ‘bulletta’ sua coetanea. L’incidente non soltanto l’ha sconvolta ma ha prodotto dei cambiamenti fisici in lei che sembrano essere segnali premonitori di un imminente pericolo. A quanto pare le streghe sono entità soprannaturali per niente amichevoli, e solo l’amore di suo padre Charlie potrà salvare la giovane Sail dalle minacce del mondo delle streghe. Ma forse la paura più folle arriva proprio dalla piccola Sail, impaurita figlia del millennio, dalle sue crisi di ansia e di panico, dalle parole terribili dette contro il suo fallito padre, da una madre che sembra odiarla e invece vuole solo dimenticarla.

wytches snyder jock

Snyder è esperto nel creare angoscia attraverso dialoghi deliranti e situazioni ambigue, intrecciando presente e passato per alimentare il mistero e la suspense intorno ai protagonisti. Il disegno di Jock è sufficientemente inquietante, grazie a un abile uso del layout della tavola, ben sostenuto dai colori di Matt Hollingsworth che si cimenta in diverse soluzioni interessanti, specialmente nell’uso della luce e di macchie sulla tavola che creano un effetto straniante.

Al di là delle varianti estetiche e di genere, con abbondanti dosi dell’immancabile Stephen King, l’orizzonte ideologico di riferimento richiama senza dubbio The Walking Dead. In entrambi i casi abbiamo un padre eroe che difende la propria famiglia da un mondo ostile. In questo scenario spaventoso nessuno è innocente, e i pericoli maggiori e gli orrori più inquietanti non arrivano tanto dalle creature soprannaturali ma, semmai, da chi ci è più vicino, amici e famigliari inclusi. Come Rick Grimes, anche Charlie Rooks è un padre onesto e innamorato, perfetto stereotipo dell’americano bianco per bene, che ritrova uno scopo di vita nella lotta per la sopravvivenza. Il suo commovente tentativo di salvare la figlia in difficoltà è la chiave più interessante e adulta della storia. La sua discesa simbolica negli inferi per riportare Sailor alla luce richiama miti antichi e sempre attuali.

Di mestiere Charlie è uno scrittore di libri per bambini. Il suo personaggio più noto è un ragazzino, di nome Taylor, che vive in un parco divertimenti ‘magico’. Nella sua seconda avventura, Taylor entra nel mondo dello specchio, una specie di paese dei balocchi dove tutti i desideri si possono realizzare. Ma è ovvio che quel mondo così ricco di possibilità per tutti non li rende affatto più felici: è proprio quel mondo allo specchio, così simile al nostro, ciò da cui padri eroici come Charlie Rooks provano ogni giorno a trarre in salvo i loro figli.

E forse la salvezza sta anche in un immaginario un po’ meno stanco, un po’ più onesto e coraggioso, capace di assumersi dei rischi in più rispetto a questi “mix ottimamente bilanciati” fatti per piacere a tutti. Un orizzonte diverso, magari migliore rispetto a quello dei loro padri, per questi strani lettori destinati a disegnare l’immagine del nuovo millennio.

Wytches
di Scott Snyder e Jock
RW Lion, 2017
192 pp. a colori, 16,95 €

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