Il manifesto di Cartoons on the bay 2017 disegnato da Igort

A Torino, dal 6 all’8 aprile, si terrà la ventunesima edizione di Cartoons on the Bay, Festival Internazionale dell’Animazione Cross-Mediale e della Tv dei Ragazzi organizzato da Rai Com. Quest’anno il Paese ospite sarà il Giappone, scelto anche per festeggiare il centenario della nascita dell’animazione nipponica. Tra gli ospiti d’onore ci saranno alcuni tra i più noti animatori giapponesi, tra cui Taku Furukawa (Phenakistiscope), Tomonobu Itagaki (Dead or Alive) e Shinichiro Watanabe (Cowboy Bebop), ai quali verranno assegnati un premio alla carriera e dei riconoscimenti speciali.

Tra l’ampia offerta del programma, diversificata tra incontri, proiezioni e mostre, ci sarà anche uno spazio dedicato al fumetto italiano, grazie alla partnership con ARF!, festival del fumetto di Roma. Per l’occasione, il manifesto di quest’anno – che mostriamo in anteprima di seguito – è stato realizzato da Igort, fumettista italiano dall’importante esperienza artistica ed esistenziale a Tokyo, nonché pioniere nella collaborazione tra artisti occidentali e editoria orientale, come peraltro narrato nel suo fumetto più recente: Quaderni giapponesi.

igort cartoons on the bay

Igort sarà protagonista anche di una grande mostra, che si terrà negli spazi del Palazzo del Risorgimento di Torino. L’esposizione attraverserà quelle che si possono definire le “tre fasi giapponesi” dell’autore, che in carriera ha sperimentato differenti forme, stili e influenze: la prima, incentrata sugli anni Ottanta, coi suoi lavori dell’epoca; la seconda, sulla sua esperienza in Giappone, raccontata nei Quaderni giapponesi; la terza, e più recente, in cui ha illustrato il libro Gli assalti alle panetterie di Haruki Murakami per Einaudi.

In un testo a corredo della parte di mostra incentrata su Quaderni giapponesi, il nostro collaboratore Adriano Ercolani scrive:

Tra tutte le opere di Igort, per alcuni versi, i Quaderni Giapponesi potrebbe essere definita quella dal fascino più peculiare e ipnotico.

Ciò che colpisce della narrazione non è soltanto il dono di racconti preziosi, aneddoti illuminanti, una serie di “incontri con uomini straordinari”, come direbbe Gurdjieff: incontri sia fisici, come con Tanaka e Miyazaki, che interiori, come con Mishima, Hokusai e Tanizaki.

Sarebbe un peccato d’imperdonabile superficialità svilire i Quaderni Giapponesi ad elegante confezione di meri appunti biografici: la vera bellezza del libro (oltre che nel valore estetico innegabile di molte tavole e nella comprovata sapienza narrativa) si rivela nello sguardo colmo di stupore e ricerca nei confronti di un immenso patrimonio culturale.

Come un viandante gnostico, Igort esplora, con la lanterna della sua sensibilità intellettuale, l’oceano misterioso della filosofia orientale, cogliendo scintille di verità nella contemplazione estatica come nelle storie più turpi, spingendo la sua ricerca artistica e spirituale oltre i recinti illusori dei dogmi e delle ideologie.

Solo un artista consapevole può spaziare, con una solida coerenza formale, dal punk allo zen, dalla New Wave al Wabi Sabi (ovvero il principio zen che induce a scoprire la bellezza nell’imperfezione).

Proprio l’asistematicità della narrazione consente al libro di assumere la forma libera di “catene di immagini lampeggianti” (come disse Ginsberg dei testi di Dylan) che lo rende una lettura straordinaria: una serie di epifanie illuminanti, al di là delle vane barriere mentali che dividono culture e popoli, al di là delle sovrastrutture stantìe che dividono artificialmente in Bene e Male la complessità filosofica dell’esperienza umana.

Nei Quaderni giapponesi il fumetto diviene non solo arte, ma ricerca, fonte di conoscenza, meditazione.

Di seguito mostriamo una selezione delle tavole di Igort che saranno esposte in mostra: