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Il piano di Todd McFarlane per salvare i fumetti

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Todd McFarlane | Foto di Gage Skidmore via Flickr

Nel corso di un’intervista a Forbes per promuovere la campagna di crowdfunding per mettere in produzione una serie di action figure di Spawn in edizione limitata, Todd McFarlane ha parlato anche di possibili soluzioni che l’industria del fumetto statunitense dovrebbe mettere in atto per far fronte alla crisi delle vendite generata dall’emergenza sanitaria.

«Non stanno uscendo nuovi fumetti. Questa è una situazione davvero pericolosa, non solo per noi ma per qualsiasi industria di consumo che si affida alle abitudini consolidate dei clienti. Se dai ai tuoi clienti la possibilità di rompere le loro abitudini, potrebbero non tornare» ha affermato l’autore.

Per McFarlane il problema principale è che questo periodo di inattività potrebbe portare molti lettori a riconsiderare i loro investimenti: se si accorgono di non sentire la mancanza dei fumetti per qualche mese, potrebbero decidere di abbandonare in toto le loro letture. «Ecco cosa so delle dipendenze. Più resti pulito, più facile è rimanere pulito. Non vogliamo che i lettori interrompino un’abitudine.»

McFarlane sarebbe a favore di distribuire digitalmente alcune delle nuove uscite più importanti, per fare in modo che i lettori non si disaffezionino al fumetto preferendogli altre forme d’intrattenimento. E, quando la situazione sarà tornata alla normalità, creare interesse attorno ai vari marchi, «magari con qualche crossover tra editori, per rendere le cose allettanti».

«Penso che l’industria abbia bisogno di un messaggio coerente. Abbiamo davvero bisogno di parlare con una sola voce, non di quattro o cinque diversi editori che gestiscono quattro o cinque programmi e metodologie differenti. Finisce per confondere i rivenditori e i clienti. Se mi mettessero al comando – e nessuno vuole mettermi al comando, lo so! – ecco cosa farei. Prenderei Image, Dark Horse, Marvel e DC e manderei un messaggio da un fronte unico.»

Secondo il creatore di Spawn, il problema che si è palesato con maggior chiarezza in questa situazione eccezionale è il monopolio di Diamond Comics, il distributore di fumetti che opera incontrastato negli Stati Uniti e che ha cessato di essere operativo lo scorso 23 marzo. «Abbiamo un solo distributore di fumetti che ha deciso di interrompere le operazioni per motivi di sicurezza. Poiché siamo tutti legati a una sola persona, quella decisione riguarda l’intero settore» ha detto McFarlane. «Probabilmente è stata la decisione giusta, ma a lungo termine non è salutare per un’unica entità detenere il destino dell’intero settore. Quando tutto sarà finito, dovremmo porci alcune domande difficili.»

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