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NewsGli effetti disastrosi del coronavirus su The Walt Disney Company

Gli effetti disastrosi del coronavirus su The Walt Disney Company

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«The Walt Disney Company è stata brutalizzata dalla pandemia del coronavirus» afferma senza troppe mezze misure Variety. In seguito alla chiusura dei parchi e ai ritardi nelle uscite dei film, infatti, l’azienda ha subito gravi danni economici nel corso del secondo trimestre del 2020, con entrate quasi dimezzate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il solo collasso del mercato dei parchi a tema ha comportato per Walt Disney una perdita di 2 miliardi di dollari (circa 1 miliardo e 700 milioni di euro), mentre le entrate complessive sono scese fino a 11,7 miliardi di dollari (circa 10 miliardi di euro), con una diminuzione del 40% rispetto agli stessi mesi del 2019, per un totale di 4,7 miliardi di dollari (poco più di 4 miliardi di euro).

Questo ha comportato uno dei periodi economicamente più difficili per l’azienda, che, a differenza di altri colossi dell’entertainment, dipende di più da eventi dal vivo come appunto i parchi a tema e le crociere, maggiormente colpiti dalla pandemia in corso. Lo stop dello sport professionistico ha inoltre comportato minori ricavi pubblicitari per il canale a tema ESPN, calo avvertito anche dai circa 200 canali televisivi di tutto il mondo ereditati con l’acquisto di 20th Century Fox.

Anche i film prodotti da Disney – proprietaria di Marvel, Lucasfilm, Pixar e 20th Century Fox – sono stati bloccati per mesi. Tra i film più attesi di questi ultimi mesi c’erano l’adattamento live-action di Mulan, che (almeno negli Stati Uniti) sarà proposto a settembre con un costo aggiuntivo sulla piattaforma streaming Disney+ in contemporanea alla distribuzione nei cinema, e Black Widow, il nuovo lungometraggio del Marvel Cinematic Universe, che è stato al momento rimandato da aprile a novembre. Tutti gli altri film in calendario sono stati riprogrammati.

Proprio da Disney+ arrivano le buone notizie: in soli 8 mesi, la piattaforma ha oltrepassato i 60 milioni di abbonati in tutto il mondo, superando ampiamente le previsioni di Walt Disney, che pensava raggiungere tale cifra nel giro di 5 anni. L’incremento, nel dettaglio, è stato di circa 1 milione di nuovi abbonati al mese tra aprile e giugno e di altri 3 milioni solo nelle ultime cinque settimane, in seguito all’uscita il 3 luglio di Hamilton, uno dei musical di Broadway di maggiore successo. A questi vanno aggiunti gli abbonati di Hulu e altre piattaforme di proprietà di Disney, per un totale di 100 milioni di sottoscrizioni.

Secondo quanto affermato da Bob Chapek, amministratore delegato di Walt Disney, il settore dei servizi “direct-to-consumer” diverrà sempre più importante per l’azienda nei prossimi anni, tanto che questa è pronta a investire in un nuovo servizio streaming per il 2021, dove troveranno spazio prodotti non adatti a Disney+.

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