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FocusListeI 10 migliori graphic novel italiani del 2021

I 10 migliori graphic novel italiani del 2021

La quarta guerra mondiale, di Marco Taddei e Spugna (Feltrinelli Comics)

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In un futuro remoto l’umanità – o quello che ne rimane – è impegnata in un’estenuante guerra perpetua. Nuovo e vecchio mondo si fronteggiano da secoli, costringendo al massacro legioni di soldati cresciuti nel culto della propria nazione. In questo scenario così desolato un soldato imberbe e codardo, accompagnato da un roccioso eroe a dir poco instabile, si trova coinvolto in una missione destinata a cambiare per sempre il corso della Storia: risvegliare lo spirito della Pace.

Per sommi capi La quarta guerra mondiale potrebbe essere descritto come un incrocio tra 1917 di Sam Mendes, Fanteria dello spazio di Robert A. Heinlein, le Sturmtruppen di Bonvi e un delirio di Johnny Ryan. Il tutto irrobustito con un’estetica tra il diesel-punk e il medioevo futuristico tipico di titoli come Warhammer 40000 e Mutant Chronicles. Da questi presupposti Marco Taddei e Spugna, due autori che hanno dimostrato più di una volta di saper maneggiare come si deve violenza e cattiveria, costruiscono una narrazione che è movimento costante, oltre che una commedia nerissima e ripugnante sulla guerra. 

Appare evidente come i due fumettisti giochino al continuo rialzo della provocazione, partendo in maniera divertita ma non smettendo un attimo di mettere in scena crudeltà e smembramenti. La carne si gonfia, si squaglia, rigetta fluidi, viene compressa o stracciata. Gore e violenza riempiono quasi ogni pagina. Spugna si conferma uno dei disegnatori italiani più a suo agio con il body horror, mentre Taddei è feroce e chirurgico nel rifilare colpi bassi.

Non c’è raffinatezza tra le pagine de La quarta guerra mondiale, ma solo gusto per l’eccesso e per l’impatto. A un certo punto uno dei personaggi loda l’azione che precede il pensiero, andando vicinissimo a descrivere l’essenza del concept dietro questo volume. Le 170 pagine che lo compongono sono dense di personaggi, eventi, scene violente e svolte bizzarre. I protagonisti cominciano a correre a poche pagine dall’inizio per fermarsi, in maniera definitiva, solo alla fine. In  mezzo si spara, si macella e si fugge. C’è perfino tempo per una fugace – e fallace – parentesi di passione.

Quella di Taddei e Spugna è un’opera sulla guerra orgogliosamente punk, negli intenti come nell’estetica, cinica e priva di empatia. Si ride anche se non si dovrebbe e alla fine, invece di fomentarsi, ci si sente un poco più vuoti.

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