Il mercato del fumetto americano riparte grazie a manga e variant cover

L’industria del fumetto statunitense si sta pian piano riprendendo dalla pandemia da Covid-19. Nel 2020, durante la prima ondata del virus, l’intera struttura si era ritrovata ad affrontare inaspettatamente una serie di problemi che aveva coinvolto tutta la filiera produttiva, dall’approvvigionamento di materie prime alla stampa, dalla crisi distributiva alla chiusura delle fumetterie.

Come risultato, le case editrici avevano scelto – per certi versi costrette – di ridurre notevolmente le proprie pubblicazioni. Secondo l’analisi condotta da Comichron, sito internet che si occupa di analizzare l’andamento del mercato del fumetto americano, nel 2020 il totale dei comic book stampati dagli editori statunitensi è stato di 3.876 contro i 5.309 del 2019, l’anno precedente alla pandemia. Il 2021 ha invece visto una lenta ripresa delle pubblicazioni: sono stati pubblicati 4.406 nuovi comic book, il 14% in più rispetto al 2020, ma comunque il 17% in meno rispetto al 2019.

mercato fumetto americano 2021

La risalita però parte dal basso, cioè dagli editori più piccoli, che nella loro totalità nel 2021 sono tornati a livelli pre Covid, pubblicando molti più albi rispetto al 2020 (1.650 contro 1.255). Mentre le uscite dei due grandi attori del settore, Marvel e DC Comics, non si sono allontanate di molto da quelle del 2020. Se la prima ha incrementato leggermente le proprie pubblicazioni (762 nel 2021 contro 715 nel 2020), la seconda le ha addirittura diminuite (656 nel 2021 contro 681 nel 2020). Numeri interessanti nell’ottica di una ripresa, certo, ma di molto inferiori al 2019, quando Marvel innondava le fumetterie con ben 1.191 titoli e DC Comics provava a stare al passo con 804.

Image Comics, che si può considerare il terzo grande editore di comic book statunitense, ha invece aumentato le proprie pubblicazioni con 502 titoli contro i 417 del 2020. Seguono IDW Publishing, BOOM Studios! e Dynamite Entertainment, con numeri che non si discostano di molto da quelli del 2020. Solo Dark Horse Comics fa meglio, con circa 60 titoli in più rispetto al 2020 (203 contro 142).

Nonostante nel 2021 le case editrici siano bene o male tornate ai ritmi pre-Covid, ciò che salta maggiormente all’occhio dalle analisi di Comichron è l’elevato numero di variant cover pubblicate: 9.552. Una cifra che supera di gran lunga quelle registrate negli anni prima della pandemia: 5.844 nel 2018; 7.155 nel 2019 (con una evidente tendenza crescente).

Un altro dato significativo è quello che riguarda i numeri dei graphic novel, e più in generale le pubblicazioni distribuite nel circuito delle librerie, che sono rimasti pressoché invariati rispetto al periodo pre-Covid. Una stabilità data dalle vendite dei manga, cresciute di molto, e dei fumetti per ragazzi, che comprendono successi come Dog Man di Dav Pilkey, serie bestseller il cui ultimo volume l’anno scorso è stato il libro più venduto in generale in America con 1 milione e 300 mila copie.

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Grazie quindi al numero più elevato di variant cover mai registrato e la costanza delle pubblicazioni da libreria (manga compresi), il totale dei titoli stampati nel 2021 è circa 18.500. La cifra più alta dal 2018, secondo il grafico realizzato e diffuso da Comichron.

Nonostante Comichron debba ancora tirare le somme definitive (l’analisi completa arriverà nei prossimi mesi), il 2021 dovrebbe essere stato un buon anno per l’industria del fumetto statunitense. Le fumetterie dovrebbero avere avuto ricavi per circa 600 milioni di dollari, con una vendita di comic book che si stima dovrebbe avere generato circa 400 milioni di dollari.

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