“Periferica”, le esperienze giovanili di Lorenzo Mattotti

periferica lorenzo mattotti

Lorenzo Mattotti, ormai da anni uno dei fumettisti e illustratori italiani più apprezzati al mondo, negli anni Settanta era un ventenne alle prime armi, alla ricerca di sé, sia come autore che come giovane uomo. Il contesto in cui viveva era quello di una Italia irrequieta, sia socialmente che culturalmente.

Mattotti giunse a Milano nel 1977, dopo aver studiato a Venezia e aver vissuto a Bologna. Impegnato nello scoprire e coltivare una via artistica personale, aveva scelto di vivere in una città in divenire, una “città che sale”, per citare un artista probabilmente caro a Mattotti, Umberto Boccioni. Bologna gli andava stretta, era la casa di altri nuovi artisti già in ascesa, tra i quali soprattutto Andrea Pazienza. Questo contesto e queste sensazioni Mattotti le spiega e racconta nei testi che accompagnano le storie raccolte nel volume Periferica. Storie ai margini.

Il libro, pubblicato da Rizzoli Lizard, assurge all’ormai doveroso compito di contenere, in maniera ragionata e completa, i primi lavori di Mattotti, fumetti assai diversi da quelli che hanno reso noto l’autore, come Fuochi, Stigmate e Il signor Spartaco

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Le esperienze giovanili di Periferica lo vedono già accompagnarsi all’amico e compagno di viaggio artistico Fabrizio Ostani (che poi si sarebbe firmato Jerry Kramsky, realizzando con Mattotti Labirinti, La zona fatua, Ghirlanda), oltre che ad Antonio Tettamanti. Storie come O qualcosa del genere, La realtà è strabica e Tram Tram Rock mostrano un artista che sperimenta con idee e segno. Si tratta di brevi epopee urbane intrise di irrequietezza giovanile, dello spirito di quei tempi e dello spirito di una città – Milano – lontana da come la conosciamo adesso.

«Milano mi sembrava la città dove si concentravano tutte le problematiche di quel periodo: tutti gli editori erano a Milano, c’erano una grande popolazione operaia, il paesaggio era la grande città industriale, la vita era dura, c’era un sacco di periferia grigia. E io volevo raccontare proprio quella cosa lì.» È così che l’autore descrive e celebra la città nelle prime righe dell’introduzione al libro.

Gli scenari di queste storie di Mattotti sono quasi sempre urbani o comunque di periferia, dove le strade sono sporche e gli spazi interni sono angusti. Con un segno che sembra unire l’urgenza sketchy del fumetto underground sessantottino e la raffinatezza del fumetto d’autore di Muñoz e Sampayo, i bianchi e neri di Mattotti sono densi, viscidi e umorali

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Siamo ancora ben lontani dai colori materici di Fuochi e dalle esperienze di fumetto pittorico con le quali si sarebbe affermato come maestro e apripista per molti. A quei tempi, Mattotti voleva spavaldamente confrontarsi con i suoi contemporanei e vedeva Pazienza come un “rivale”: «Ma come?! Io vengo continuamente rifiutato e questo ragazzotto con un segno modaiolo e fighettino che fa tavole incomprensibili mi scavalca? Non è giusto!» afferma Mattotti nel testo che introduce il racconto La realtà è strabica.

Effettivamente, le tavole di Mattotti sono più ordinate e chiaramente leggibili, rispetto a certe visioni di Pazienza. Ma non per questo mancano di mostrare inquietudine o introspezione. Nei suoi volti turbati e nei suoi sguardi contorti, l’autore sembra voler cogliere un disagio condiviso da una generazione e forse da un Paese intero e una allegra agitazione che in quegli anni si respirava probabilmente molto nelle strade, di Milano e non. I vagabondi protagonisti di queste pagine sono dunque incarnazione di disorientamento e incapacità di trovare un posto in un mondo in frenetico e imprevedibile cambiamento.

Nonostante gli ambienti rimangano sempre piuttosto simili in tutte le storie e i protagonisti siano sempre individui comuni piuttosto uguali a se stessi, è affascinante notare invece l’evolversi graduale del segno dell’autore, anche solo sfogliando il volume: da un tratto di fatto underground, ruvido e frenetico, a una pennellata morbida e un tratto minuzioso, chirurgico.

Questi racconti, se da una parte potranno lasciare straniti gli appassionati del Mattotti più colorato e raffinato, dall’altra restano un capitolo fondamentale per conoscere un autore che ne ha fatto storia, soprattutto per chi ama il fumetto italiano d’autore e tutte le sue manifestazioni e le sue evoluzioni.

Periferica. Storie ai margini
di Lorenzo Mattotti
ottobre 2021
cartonato, 368 pp., b/n
24,00 € (acquista online)

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