“The Seeds”, l’eco-techno-thriller di Ann Nocenti e David Aja

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La copertina di “The Seeds” di Ann Nocenti e David Aja

Erano anni che si attendeva la conclusione di The Seeds. La serie era partita nel 2018 con tutte le aspettative giuste: pubblicata da Dark Horse nell’etichetta Berger Books, supervisionata da Karen Berger (l’editor che negli anni Novanta rivoluzionò il fumetto statunitense con la Vertigo), scritta da Ann Nocenti (Daredevil) e disegnata dalla molto poco prolifica matita di David Aja (Iron Fist, Occhio di Falco). Usciti due numeri, di The Seeds si erano perse le tracce, finché il gruppo di lavoro ha deciso di ridimensionare le proprie ambizioni e trasformare il progetto in una storia autoconclusiva di quattro numeri, con gli ultimi due pubblicati direttamente nel volume che raccoglie l’intera miniserie.

La premessa è un po’ arzigogolata ma potenzialmente affascinante. La Terra sta esalando gli ultimi respiri: le api stanno per scomparire e con loro tutto l’ecosistema del pianeta. Gli umani hanno creato la Zona, un paradiso luddista circondato da un muro e libero da qualsiasi tipo di tecnologia moderna. Race è un alieno, giunto sulla Terra sotto copertura per raccogliere semi e campioni della biodiversità terrestre prima che il pianeta muoia, che si innamora di una ragazza umana, Lola. Astra è una giornalista che cerca di bilanciare le proprie ambizioni da giornalista impegnata e le richieste del mercato, in costante bisogno di notizie clickbait, non importa quanto veritiere siano.

Anzi, siamo arrivati a un punto in cui Gabrielle, il capo di Astra, riesce a predire le notizie prima che accadano, e quando non ci riesce, le inventa e poi ci fa corrispondere la realtà («una volta scrissi un titolo pazzesco su un culto di vampiri, e per dimostrare che il titolo era vero, ho fondato io stessa il culto»). Quando Astra scopre la relazione dei due, deve decidere se mettere a rischio le loro vite pur di scrivere lo scoop del secolo.

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Una tavola di “The Seeds” di Ann Nocenti e David Aja

The Seeds rientra nella categoria dell’eco-techno-thriller fantascientifico. Di solito quando le targhette per indicare il genere sono così tante non è mai un buon segno. E infatti il fumetto affastella una serie di sottotrame, alcune indipendenti dalla principale, cercando di creare un affresco che parli dell’amore, delle storture del giornalismo moderno e dell’informazione, dello scontro tra natura e tecnologia, tra quali delle due entità salverà il mondo.

Il tutto con uno stile di racconto molto serioso, troppo preoccupato dalla necessità di prendersi sul serio da non notare che la frammentarietà del montaggio ha impedito di andare in profondità con i discorsi. In tutto questo caos, la storia d’amore tra Lola e Race è la parte più convincente del volume, anche perché lui è il classico alieno grigio e inquietante da film di fantascienza: il suo aspetto e il carattere quieto e protettivo creano una dinamica romantica tra i due molto convincente e riuscita.

Anche David Aja, che nelle poche serie su cui ha lavorato ha dimostrato grande talento, qui si avvizzisce in un bianco e nero (e retini grigi) scolastico e in una manciata di pose, tra cui l’onnipresente sequenza in cui si avvicina o si allontana da un dettaglio, e il simbolismo dell’esagono, ripetuto fino alla noia (le cellette delle api, le placche del guscio delle tartarughe, l’otturatore della macchina fotografica, l’orbita oculare). Per il resto, è tutto preciso e senza sbavature, ma niente che faccia riconoscere la grande regia dello spagnolo.

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Una tavola di “The Seeds” di Ann Nocenti e David Aja

Tra la carriera un po’ altalenante di Matt Fraction e questo esperimento non granché riuscito di Aja sembra quasi che il loro lavoro su Occhio di Falco abbia gettato una maledizione su tutto quello che hanno fatto dopo. Il disegnatore ha provato a uscire dal mainstream ma The Seeds e, di contro, la splendida storia breve realizzata per Batman nel 2021, sono la dimostrazione che il suo talento andrebbe messo al servizio di opere meno intellettualoidi.

The Seeds
di Ann Nocenti e David Aja
traduzione di Leonardo Favia
Bao Publishing, dicembre 2021
brossurato, 128 pp., bicormia
17,00 € (acquista online)

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