“Bob 84” di Filosa e Bacilieri è un inno nostalgico a un mondo che non c’è più

di Paolo Sus

bob 84

Bob è il nome del killer che dà il titolo all’albo, ma lo scopriamo solo dalla quarta di copertina. Nel corso della storia il suo nome non viene mai pronunciato, anzi si parla di lui come di un fantasma inafferrabile e inconoscibile. Una leggenda, sia negli ambienti del crimine che per le polizie di mezzo mondo.

Il vero protagonista della storia è il poliziotto tormentato che lo cerca. Il suo nome è Lino Ventura e no, non è del tutto un personaggio di fantasia. Un Lino Ventura infatti è realmente esistito, ed era un attore francese di origini italiane. Stazza da lottatore e volto buono ma rincagnato, Lino Ventura recitò in un certo numero di film prevalentemente noir fra gli anni Cinquanta e Sessanta. 

Le tavole dell’incipit di Bob 84, in cui Ventura e il suo collega attraversano le Alpi su di una Citroën Squalo, richiamano alla mente proprio un film (Asfalto che scotta, del 1959) in cui il Ventura attore era affiancato da un giovane Jean-Paul Belmondo. In effetti, sembra di riconoscere le fattezze di entrambi nei personaggi di Vincenzo Filosa e Paolo Bacilieri.

Questo possibile gioco di riconoscimenti cinematografici non è fine a se stesso. Gli autori di Bob 84 hanno disseminato l’intera storia di riferimenti al cinema, e scovarli a questo punto è un divertimento per il lettore. Aleggiano ad esempio su tutto il racconto le immagini dello spot di una marca giapponese di whisky e del suo testimonial, cioè il divo “Sean Flannery”. Pubblicità di cui, con una breve ricerca, è possibile trovare l’originale.

bob 84 bacilieri filosa fumetto

A un certo punto la trama porta i personaggi a Roma, addirittura a Cinecittà. E lì le tavole di Bacilieri si riempiono di dettagli che non appaiono proprio lasciati al caso. Saranno Lucio e Camilla Fulci, quel padre e figlia che dirigono in romanesco un film in costume di fantascienza distopica (parecchio in voga negli anni Ottanta)? Gli indizi ci sono tutti.

Inoltre, a ricordarci che siamo negli anni Ottanta c’è tutta una serie di citazioni che si spingono fino alla ricostruzione del gergo giovanile dell’epoca. Paninari, squinzie, matusa eccetera. Anni Ottanta e Italia, con tanto di stragismo, massoneria, VHS ed eroina (a proposito, fra le pagine dell’albo, trova spazio anche un tributo al Pompeo di Andrea Pazienza). Compare persino C.T., il famoso matto di Milano, quello de “la Chiesa ti uccide con l’onda!”, i cui slogan si mischiano, negli incubi di Ventura, con le ultime parole udite dal killer.

Bob 84 è una storia impostata come un poliziottesco, genere a dire il vero già in declino in quegli anni, di cui sfrutta anche tutti i possibili stereotipi – il poliziotto cinico e violento, i giovani rampanti, i servizi segreti stranieri – ma narrata attraverso suggestioni, false prospettive, sogni, ricordi e visioni. Quasi un inno nostalgico, che emerge frammentato dalla memoria, a un mondo e a una fiction che non ci sono più. Persino il formato dell’albo, e la ripartizione delle pagine in due/tre vignette rettangolari, richiama i fumetti d’altri tempi come i vari Diabolik, Satanik, Kriminal.

In tutto questo Lino Ventura ha due figlie, che litigano su chi sia meglio fra i Duran Duran e gli Spandau Ballet, una moglie stufa di lui e vive in un appartamento di Milano. Città che, come spesso accade quando c’è Bacilieri alle matite, anche questa volta si merita un bel tributo artistico (per un esempio in purezza si legga Tramezzino, pubblicato da Canicola nel 2018).

bob 84

Nonostante la vita borghese, l’onesto e meticoloso poliziotto di Filosa è insidiato dalla sete di vendetta. Una sete che lo perseguita da anni e che ha finito per asciugare le sue giornate e i suoi affetti. Una vendetta che il suo rigido codice etico non gli permette di abbandonare. È proprio Bob, il killer che Lino Ventura vuole catturare e di cui segue le tracce appena lasciate trasparire – o che a lui sembra di vedere – da quel fantasma. 

I colleghi, ovviamente, lo considerano un matto, e il capo gli dà un po’ di corda solo grazie al suo stato di servizio illustre. Eppure così ha inizio l’inseguimento che porterà l’ispettore Ventura da Milano a Roma e poi a Tokyo per la rocambolesca sfida finale, con un continuo cambio di ambientazione degno dei migliori James Bond.

Lo strano effetto che fa questa storia è che finendo rallenta, o meglio diventa sincopata e insieme rarefatta, cambia temperatura. Lineare come una biglia che rotola, ma ingarbugliata da una vita segreta che lascia il lettore a interrogarsi. Lo stile plastico di Bacilieri si presta alla narrazione per quadri e quindi tutto a posto: la trama fila a meraviglia verso un finale cinematografico che con poche inquadrature risolve tutte le sottotrame. D’altra parte, vista la felice tensione narrativa e gli stupendi disegni, qualche garbuglio segreto in più avrebbe anche potuto essere raccontato.

Bob 84
di Vincenzo Filosa e Paolo Bacilieri
Panini Comics, giugno 2021
brossura, 160 pp., b/n
12,00 € (acquista online)

Leggi anche: Nello studio di Paolo Bacilieri

Entra nel canale Telegram di Fumettologica, clicca qui. O seguici su Instagram, Facebook e Twitter.