Manga Chainsaw Man, diavoli, motoseghe e milioni di copie vendute

Chainsaw Man, diavoli, motoseghe e milioni di copie vendute

Nel panorama fumettistico contemporaneo, il manga Chainsaw Man è sicuramente uno dei titoli più popolari e freschi, grazie alla spregiudicatezza della premessa ideata da Tatsuki Fujimoto (classe 1993), già autore di Fire Punch. In una versione alternativa del 1997, in cui l’Unione Sovietica è ancora in piedi e certi eventi della Storia non si sono mai realizzati (come l’Olocausto), gli umani vivono a contatto con i Diavoli, creature malevole generate dalle paure umane e che traggono il loro potere dalla quantità di paura che riescono a instillare nei loro nemici.

Tuttavia, gli umani possono stringere degli accordi per sfruttare questo potere, e ci sono uomini specializzati nella cattura dei Diavoli, detti Cacciatori di Diavoli. I Diavoli vivono in un ciclo di vita e morte tra la Terra e l’Inferno. Se muoiono sulla Terra finiscono all’Inferno e viceversa. All’Inferno vivono poi Diavoli estremamente potenti che non sono mai stati uccisi di nome Paure Primordiali.

Denji è un ragazzo che vive in condizioni di estrema povertà, lavorando come Cacciatore di Diavoli per conto della yakuza, organizzazione criminale con cui il padre di Denj aveva contratto un grosso debito. Impulsivo, infantile e violento, è innamorato di Makima ma non disdegna rapporti con altre ragazze, tra cui le colleghe cacciatrici Power, Reze e Himeno. Denji è accompagnato dal Diavolo Motosega detto Pochita, un cane demone con una motosega conficcata in testa, dall’aspetto tenero ma dal carattere pestifero.

Denji viene ucciso dalla yakuza e Pochita, per salvarlo, stringe un contratto con lui, unendo i loro corpi. Denji diventa così un ibrido umano-diavolo che può all’occorrenza trasformarsi in Diavolo Motosega (deve tirare una cordicella che ha attaccata al petto, a patto di avere abbastanza sangue in corpo da tenerlo cosciente).

Dopo aver constatato le sue capacità, Makima decide di arruolarlo nella Quarta Divisione della Pubblica Sicurezza, una sezione sperimentale nella quale viene messo alla prova l’impiego di diavoli non ostili agli esseri umani nella lotta contro altri diavoli. Il principale obiettivo della squadra è la cattura del terrificante Diavolo Pistola, personificazione del terrore umano delle armi, responsabile di una delle più orribili stragi della storia e ricercato in tutto il mondo in seguito alla sua improvvisa scomparsa. 

Ultraviolento, sguaiato, con un umorismo macabro che mischia design degni di un cartone Pixar a orripilanti visioni demoniache. Per farsi un’idea della direzione intrapresa da Fujimoto basta guardare al contrasto tra Pochita e Denji in versione diavolo: Pochita è un cagnolino disegnato con poche linee, rotonde e cartoonesche, mentre Diavolo Motosega è un corpo umano con due motoseghe incastonate nelle braccia, e una testa che ricorda il motore di una motosega, con una lama rotante montata in cima e denti acuminati al posto della bocca. O, ancora, alla trasformazione di Denji in Chainsaw Man, peccaminosamente violenta, con corpi tranciati dalle motoseghe che il ragazzo si ritrova conficcate negli arti.

Manga da più di tre milioni di copie vendute, Chainsaw Man (pubblicato in Italia da Panini Comics) ha conquistato il pubblico grazie alla miscela di combattimenti, botte da orbi e immagini accattivanti che risvegliano nel lettore quella stessa frenesia adolescenziale che anima i protagonisti. Fujimoto si è dimostrato un autore capace di spaziare nei generi, alternando premesse fuori di teste come quella proprio di Chainsaw Man a opere più intimiste, come Look Back, manga autoconclusivo che racconta l’amicizia, tenera e struggente, di due ragazze che nutrono il sogno di diventare autrici di manga. 

Il succo del manga è Denji che si abitua a una vita in cui può tirare la coda del suo cucciolo come una corda da motosega e trasformarsi in un demone cronenberghiano. Eppure, in una storia così violentemente sopra le righe come questa, il cuore di tutto si concentra su gioie semplici come poter finalmente mangiare degli udon freddi.

Questo articolo è tratto dal libro “50 manga da leggere almeno una volta nella vita“, di Andrea Fiamma, pubblicato da Newton Compton Editori e qui ripubblicato in una versione editata.

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