“Lore Olympus” è un fenomeno vero

lore olympus webtoon fumetto

Il successo e la forza di una storia a fumetti tendono a essere generalmente misurati in termini di copie vendute. Si tratta di un criterio certamente utile ad ancorare la questione a dati oggettivi, eppure ci porta a cogliere con un po’ di ritardo la portata e la natura di fenomeni come Lore Olympus di Rachel Smythe.

La serie, scritta e disegnata in formato webtoon dall’autrice neozelandese per la piattaforma coreana Webtoon, dal 2018 a oggi ha raccolto oltre 5,6 milioni di iscritti e quasi 1 miliardo di visualizzazioni, ha ricevuto una nomination agli Eisner Award 2019 e ha vinto un Harvey Award nel 2021 nella categoria webcomic.

Sempre nel 2021 Lore Olympus è diventato anche un fumetto cartaceo, e il primo volume pubblicato da Penguin Random House attraverso l’etichetta Del Rey (tradotto in Italia da J-Pop) ha raggiunto, a dicembre, il primo posto della classifica dei fumetti bestseller stilata dal New York Times.

“Lore Olympus” in breve (e senza spoiler)

Oscillando tra il romance e il coming of age, Lore Olympus è una decostruzione in chiave moderna di un mito classico, quello del ratto di Persefone. Mentre gli uomini vestono tuniche e vivono di agricoltura, sull’Olimpo gli dei svolgono i loro doveri in uffici ultramoderni, frequentano party esclusivi, indossano abiti cool e si stuzzicano sui social. 

Tra loro, il più serio e cupo è Hades, fratello del re degli dei, dio della ricchezza e re dei morti. Confinato nell’Oltretomba per il suo ruolo e per l’aura lugubre che esso comporta, non ha mai superato i traumi subiti da bambino e nasconde un vuoto affettivo che la relazione tossica con la ninfa Mintha non riesce a colmare.

Mentre partecipa controvoglia a una festa organizzata dalla cognata Hera, Hades è folgorato dalla grazia di Persephone, la giovanissima dea della primavera figlia della potente e iperprotettiva Demeter. Complice una piccola vendetta di Aphrodite, Persephone finisce ubriaca a casa di Hades, apprezzando il fascino tenebroso e sofisticato del dio nonostante abbia davanti a sé un futuro già deciso all’interno del pantheon delle dee vergini.

L’attrazione tra i due diventa sempre più forte ed evidente, nonostante la differenza d’età (pur essendo immortali, Persephone ha 19 anni mentre Hades centinaia) e la convinzione di non essere all’altezza l’uno dell’altra. Eppure, come Hera intuisce e come le Parche sanno con certezza, Persephone e Hades sono destinati a stare insieme, ma solo dopo un lungo e travagliato percorso che porterà la dea della primavera a manifestare la sua vera natura e trovare il suo posto nel mondo degli dei e degli uomini.

Lore Olympus si compone attualmente di 190 episodi suddivisi in due stagioni. Al momento la serie è in pausa, ed è in lavorazione la terza e ultima stagione.

Nel posto giusto al momento giusto

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Alla richiesta di commentare il successo di Lore Olympus, Smythe manifesta una certa incredulità, ipotizzando che, a monte del lavoro fatto e delle energie investite, si sia trovata nel posto giusto al momento giusto. E il posto giusto, in questo caso, non è un luogo fisico, ma il web, anzi un certo sito web.

Come molti aspiranti esordienti, Smythe aveva aperto diversi account social per farsi conoscere, realizzando quanto fosse difficile ottenere visibilità su social “generalisti” – come Tumblr, Artstation, Twitter, Instagram – che offrono agli utenti vari tipi di contenuti. Quando scoprì la piattaforma coreana Webtoon e la sua sezione dedicata alle autopubblicazioni, Canvas, intuì che pubblicare lì il suo lavoro avrebbe risolto in partenza il problema di come raggiungere persone potenzialmente interessate a leggerla, perché di default interessate ai fumetti.

Smythe cominciò quindi a pubblicare su Canvas, ma l’approccio al formato webtoon non fu intuitivo per lei. Nel webtoon la sequenza narrativa procede verticalmente, le vignette devo essere ben distanziate l’una dall’altra e per facilitare la lettura i balloon vanno disposti all’esterno delle immagini; inoltre, ogni serie va aggiornata una volta a settimana, sempre nello stesso giorno, creando una sorta di thread ordinato di cui i lettori iscritti possano ricevere notifica.

Smythe invece disegnava tavole in formato A4, con vignette e balloon disposti come nei fumetti cartacei tradizionali, e ogni settimana caricava le nuove pagine aggiungendole al primo e unico capitolo invece di crearne un secondo e un terzo, dando l’impressione di non aggiornare mai il thread.

Nonostante la goffaggine iniziale Smythe, non si arrese e nel 2017 caricò sempre su Canvas un nuovo progetto autoprodotto, Lore Olympus appunto. Complice anche il passaparola sui canali social di altre autrici di Webtoon, dopo un mese ottenne un numero di iscrizioni sufficiente a indurre i gestori della piattaforma a pagarla. Così nel 2018 Lore Olympus fu spostata nella sezione del sito Originals, insieme alle altre serie prodotte dalla piattaforma, guadagnando sempre più iscrizioni e visualizzazioni.

Decostruzione e attualizzazione del mito in “Lore Olympus”

Partire da una trama non completamente nuova è un tratto distintivo dei prodotti culturali pensati per il puro intrattenimento e anche di molte serie pubblicate da Webtoon. In un certo senso, Lore Olympus non fa eccezione, dal momento che fa leva sul fascino archetipico della mitologia greca, e può essere inserito nel filone ben consolidato di quelle opere – come per esempio American Gods di Neil Gaiman – in cui le divinità del passato hanno aspetto, atteggiamento e problemi del tutto simili a quelli di uomini e donne del presente.

Individuando come punti di riferimento i libri di Terry Pratchett e il film Romeo + Juliet di Baz Luhrman, Smythe ha provato a rivisitare il mito antico non in modo superficiale bensì strutturale, con l’obiettivo di modernizzarlo dopo averlo decostruito. In Lore Olympus l’autrice ha cercato di trovare un raccordo nelle contraddizioni che emergono nelle diverse storie classiche legate alla dea della primavera e regina dell’Oltretomba, ma soprattutto ha deciso di raccontare la storia di Persefone dalla prospettiva di Persefone stessa.

Laddove nel mito, raccontato dal punto di vista della dea Demetra, Persefone è una fanciulla innocente che ubbidisce alla madre e poi al marito-rapitore, in Lore Olympus Persephone è un’eroina che vuole essere padrona della propria vita: pur ostacolata dall’iperprotettività della madre e dalle mire invadenti e violente di altri, è ritratta come una giovane donna curiosa che vuole mettersi alla prova e, pur non volendo ferire i sentimenti altrui, non ha intenzione di restare là dove le dicono di stare

Pur non ostentando un modo di fare volitivo, vuole fare la differenza e realizzare sé stessa. In poche parole, la Persephone di Lore Olympus non è un trofeo né una bambina da proteggere, ecco perché può mostrarsi capace di azioni che nessuno le attribuirebbe mai. L’amore ricambiato per Hades non è l’unico elemento che la definisce, quanto piuttosto un sentimento che la aiuta a crescere e a capire che cosa vuole veramente. E che Persephone sia un personaggio pieno di risorse e potenzialità è evidente anche da una sua caratteristica distintiva: quando perde il controllo i capelli le crescono a dismisura, e la testa si ricopre di fiori sempre diversi a seconda dell’umore.

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A questa protagonista così rivisitata non può che corrispondere un coprotagonista altrettanto distante dal violento dio del mito. Lungi dall’essere un brutale energumeno che impone il suo volere e le sue leggi, Hades è un innamorato rispettoso e pieno di premure, che resta sempre un passo indietro per non condizionare le decisioni dell’amata, e che, nonostante i suoi poteri e la sua posizione, non si ritiene all’altezza dell’amore che riceve.

Smythe dà una sua personale interpretazione di molti personaggi del mito classico, che siano dei, ninfe o mortali a loro legati. Si tratta di un folto pantheon di personaggi secondari ben riusciti, che oltre ad avere una certa importanza nella vicenda principale portano avanti diverse sottotrame capaci di rendere il racconto più ricco e variegato. Tra questi comprimari si distinguono in particolare Eros, che subisce le vessazioni di una madre amorevole ma disfunzionale e fa da genitore ai tanti fratelli e sorelle, e Hera, che annega nell’alcol e nel glamour le sue delusioni di dea potente mortificata dal marito egoista e fedifrago.

La modernizzazione del mito passa anche attraverso altre due scelte. In primo luogo, la volontà di inserire alcune tematiche e trattarle con una sensibilità moderna: si parla infatti di violenza sessuale e consenso, di traumi infantili e manipolazione psicologica e infine di tradimento, non solo coniugale.

In secondo luogo, Smythe dà dell’Olimpo – e anche dell’Oltretomba – una rappresentazione moderna e cittadina, laddove il mondo degli uomini è invece fermo all’antica Grecia. Questo espediente serve a ribadire che i personaggi con cui empatizzare non sono i mortali (trattati con scarso rispetto, quando non con furia), e consente anche di raccontare le relazioni, sane o tossiche che siano, di amore passionale o di amicizia, senza tener fuori quella tecnologia onnipresente nella vita di lettori e lettrici – che del resto leggono Lore Olympus proprio attraverso lo smartphone, tra una telefonata, una chat e un post social. 

Lo stile

Se confrontato con la media delle pubblicazioni su Webtoon, Lore Olympus ha una cifra grafica molto particolare che salta subito all’occhio. Ogni personaggio ha pelle e capelli di un colore distintivo – viola, giallo, verde, rosso. In particolare, Persephone è rosa e Hades azzurro, colori complementari e contrastanti che rendono visivamente vivaci e di effetto le scene in cui i due protagonisti sono insieme, in particolare quelle in cui Persephone si trova nell’Oltretomba. 

Le fisionomie sono stilizzate e sembrano stagliarsi sugli sfondi come sagome ritagliate, mentre i volti si caratterizzano per gli occhi grandi e l’espressività disneyana. Il disegno e il colore sono realizzati in digitale, ma Smythe ottiene un effetto simile all’acquerello su carta ruvida, che conferisce alle immagini consistenza e profondità.

Mentre le forme atletiche e sode degli dei sono più vicine alle rappresentazioni più recenti di eroi e supereroi, le dee e le ninfe hanno una forma a clessidra che rimanda alle figure femminili dei cartoon vintage, e lo stesso vale anche per Persephone, il cui aspetto suscita tenerezza ma a tratti è spiccatamente sexy. L’autrice ha scelto di avvicinarsi a queste forme di rappresentazione più tradizionali per evitare che la sua eroina ricadesse nei cliché associati oggi ai personaggi femminili forti, volitivi e pieni di muscoli.

Smythe mostra di avere una certa padronanza delle possibilità che il formato webtoon riserva al racconto: in particolare, accanto alle vignette quadrangolari, ricorrono sequenze di immagini lunghe e continue, che prendono lo spazio di diversi scroll portando avanti l’azione con un effetto che ricorda l’animazione. Questa peculiarità viene logicamente meno nell’edizione cartacea, che peraltro appare ben studiata e curata.

Le possibilità aperte dal webtoon

rachel smythe

Stando alla testimonianza di Smythe, che racconta di aver lavorato 7 giorni su 7 per almeno 10 ore al giorno, la cadenza settimanale delle pubblicazioni impone agli autori di Webtoon ritmi quasi insostenibili (paragonabili a quelli dei mangaka giapponesi). Certo, una volta diventata una paid creator per Webtoon l’autrice ha potuto assumere un team che alleggerisse il suo carico di lavoro, ma ha anche deciso di lasciare la sua posizione di grafica per dedicarsi interamente a Lore Olympus, destando non poca apprensione nelle persone che la conoscevano, dal momento che mollare tutto per disegnare fumetti per una app coreana poteva sembrare quanto meno un’idea peregrina.

Di certo questa scelta, per quanto rischiosa, si è rivelata saggia per Smythe dal momento che le ha consentito, anche se per una via inconsueta, di farsi notare anche nel mondo del fumetto “analogico” – tanto da firmare, per esempio, una collaborazione con una major storica americana come DC Comics per l’albo Wonder Woman Black and Gold 2.

Un bel salto in avanti per una «neozelandese piccola e arrabbiata» che ha avuto la determinazione e il coraggio di seguire una strada inesplorata, creando un fumetto diventato un vero e proprio fenomeno.

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