Il nuovo logo del Punisher, spiegato

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER

punisher nuovo logo

Questa settimana negli Stati Uniti è stato pubblicato il primo numero della nuova serie del Punisher, scritta da Jason Aaron e disegnata da Jesus Saiz e Paul Azaceta, che ha visto il personaggio unirsi alla Mano, il clan giapponese di ninja assassini nemico di Daredevil ed Elektra che fu creato da Frank Miller negli anni Ottanta.

All’inizio della storia, troviamo il Punisher a capo di una squadra di ninja della Mano affrontare un nuovo gruppo terrorista chiamato Apostoli della Guerra (in originale Apostles of War). Nelle pagine successive, all’interno di un flashback, si scopre come il vigilante sia stato avvicinato dall’Arcisacerdotessa (ArchPriestess) della Mano, che lo convince a diventare il killer supremo del clan offrendogli un “regalo” molto particolare.

L’Arcisacerdotessa ha infatto riportato in vita Maria, la moglie da tempo defunta di Frank Castle. La Mano ha infatti la capacità di riportare in vita i morti, come fatto in passato con Elektra, per esempio. Nella tavola conclusiva della storia troviamo così Maria di nuovo in vita, con evidenti sul corpo le cicatrici delle pallottole che ne avevano provocato la morte durante un regolamento di conti fra bande rivali (ovvero l’evento che aveva dato origine alla carriera di vigilante del Punisher).

Diventato il nuovo killer supremo della Mano, Frank Castle ha così abbandonato il suo storico logo a forma di teschio per adottarne uno del tutto nuovo che richiama la Bestia, l’entità maligna a cui il clan è devoto, con i suoi due corni. A giudicare da questa prima storia, inoltre, il vigilante sembra aver abbandonato le armi da fuoco in favore di spade e lame varie.

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