“L’era glaciale”: la fine della storia di Scrat in un video inedito

era glaciale scrat

Un gruppo di animatori dei Blue Sky Studios (rimasti anonimi) ha pubblicato online una scena con protagonista Scrat de L’era glaciale che rappresenta l’ultima animazione realizzata dallo studio, chiuso nel 2021 dopo essere passato sotto il controllo della Walt Disney Company (in seguito all’acquisizione nel 2019 da parte di quest’ultima di 20th Century Fox, che a sua volta lo aveva rilevato nel 1997).

Nella sequenza, intitolata in modo significativo The End, Scrat, intento come al solito a trovare un rifugio sicuro per la sua ghianda, si ferma a riflettere e decide di mangiare il frutto. Consumata la ghianda, lo scoiattolo esce di scena.

Creato nel 2002 come personaggio di contorno de L’era glaciale, Scrat diventò inaspettatamente il beniamino del pubblico, nonché la mascotte dello studio, che prese a dedicargli sempre più spazio, sia nei film della serie che in svariati cortometraggi. Le azioni di Scrat per seppellire o ritrovare la ghianda mettevano spesso in moto la trama delle pellicole. Nel sesto film, In rotta di collisione, lo scoiattolo finiva perfino nello spazio, dopo aver trovato un’astronave aliena sepolta tra i ghiacci.

I Blue Sky Studios hanno chiuso nel 2021, dopo aver completato i lavori sui progetti ancora aperti (o aver interrotto quelli in produzione, come l’adattamento del fumetto Nimona, nel frattempo passato a Netflix e previsto per il 2023). Questa clip rappresenta simbolicamente l’ultima animazione prodotta dallo studio ed è stata pubblicata online il giorno d’uscita della serie L’era glaciale – I racconti di Scrat, ultima produzione completata sotto la supervisione Blue Sky. «Negli ultimi giorni dei Blue Sky Studios», si legge nella descrizione del video, «un piccolo gruppo di animatori si era messo all’opera per quest’ultima scena. Questa animazione è un addio, un saluto secondo i nostri termini».

Michael Thurmeier, regista degli ultimi capitoli del franchise, ha rivelato che la scena era stata mostrata a sorpresa al termine dell’ultima proiezione interna de I racconti di Scrat: «Non mentirò, ho versato lacrime molto grosse.» Di recente, il franchise dell’Era glaciale si era arricchito con Le avventure di Buck, un film spin-off dedicato al personaggio eponimo, il furetto doppiato in originale da Simon Pegg, e I racconti di Scrat, una serie di sei cortometraggi con protagonista proprio lo scoiattolo e un piccolo cucciolo della sua specie che richiede tante attenzioni quante quelle che Scrat riserva alla sua ghianda.

I Blue Sky Studios furono fondati nel 1987 da Chris Wedge, Carl Ludwig, Eugene Troubetzkoy, Alison Brown, David Brown e Michael Ferraro dopo la chiusura della ditta di effetti speciali MAGI, che aveva lavorato su Tron. I sei ex-dipendenti di MAGI si unirono sotto una nuova etichetta per creare software e animazione al computer, prima di allearsi, negli anni Novanta, con 20th Century Fox e realizzare gli effetti speciali per film come Alien – La clonazione e Fight Club.

Nel 1998 i Blue Sky Studios vinsero l’Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione con Bunny, diretto da Chris Wedge, la storia di un’anziana coniglia che riceva la visita dell’anima del defunto marito sotto forma di falena. Nel 2002, il loro primo lungometraggio, L’era glaciale, conquistò critica e pubblico, catapultando lo studio verso il successo. L’era glaciale diventò una saga cinematografica di grande richiamo, a cui si affiancarono i fortunati Rio e Rio 2, Ferdinand e Ortone e il mondo dei Chi. Nel 2015, i Blue Sky produssero anche un lungometraggio dedicato ai Peanuts, la striscia di Charles Schulz, intitolato Snoopy & Friends.

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