L’incredibile errore di geografia nel nuovo numero di “Topolino”

Da quando Topolino 3464, in edicola da oggi, è iniziato ad arrivare agli abbonati, nelle comunità social dei fan del fumetto Disney sta girando una immagine che mai ci si sarebbe aspettati di vedere sul settimanale, che da sempre si fa vanto del valore didattico dei suoi contenuti: un marchiano errore di geografia riguardante l’Etna e il Vesuvio, che avrebbe fatto balzare sulla cattedra la vostra professoressa delle medie. Questo:

topolino errore etna vesuvio

Tutti i lettori – e in fondo anche tanti osservatori occasionali – sanno che Amelia, la fattucchiera che ammalia, vive vicino a Napoli, in particolare sulle pendici del Vesuvio. E così è anche nella sceneggiatura scritta da Bruno Enna, come si evince dai dialoghi. Il disegnatore Roberto Vian sembra avere però confuso il Vesuvio con l’Etna e ha disegnato la strega che ritorna a casa sua… in Sicilia!

Quando i primi lettori l’hanno fatto notare, sui social sono iniziati commenti ironici e meme, ma anche difese aprioristiche dell’operato degli autori, basate soprattutto sul titolo della storia Amelia e le 7 streghe vulcaniche. Perché una delle sette non potrebbe vivere in provincia di Catania?

Il fumetto, in effetti, introduce un gruppo di nuove streghe da tutto il mondo. Il primo episodio racconta le origini di Amelia e come la fattucchiera avesse raccolto le sei monete degli uomini più ricchi del mondo che mostrava nella sua prima apparizione del 1961, Zio Paperone e la fattucchiera di Carl Barks. Per forgiare il talismano di Re Mida, le manca solo quella di Paperone. Le 7 streghe vulcaniche è una storia di ampio respiro, celebrativa dei 60 anni del personaggio, che ne indaga i retroscena e la personalità, seguendo la linea editoriale del direttore di Topolino Alex Bertani.

Amelia è appunto aiutata nella sua ricerca da sette streghe provenienti da tutto il globo, dal Giappone all’America all’Islanda. Nessuna di queste però è siciliana. E neppure nella storia la nostra fattucchiera è in vacanza sull’isola, come era capitato invece in una vignetta di Silvia Ziche di qualche tempo fa.

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Vignetta di apertura di Topolino 3105 (2015) in occasione del festival Etna Comics

Si tratta dunque proprio di una svista da parte del disegnatore, che ha confuso i due maggiori vulcani italiani. C’è da domandarsi come sia possibile che un errore così evidente sia arrivato fino all’edicola, soprattutto su un settimanale come Topolino.

Nel colophon della rivista sono presenti sei nomi per la redazione, oltre al supervisore artistico Andrea Freccero. Com’è successo che uno scivolone del genere sia passato sotto gli occhi di tutte queste persone e che nessuno l’abbia notato? Eppure non si trattava di un refuso minore nei testi o della classica mano a sei dita che può sfuggire anche a leggende del fumetto.

Magari nella riedizione di questo fumetto – molto probabile visto che ormai quasi tutte le storie di questo tipo, come quelle dedicate a Rockerduck e Gastone, stanno avendo una seconda vita in volume – la tavola sarà corretta, dato che questa volta disegnatore e redazione l’hanno fatta davvero grossa.

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