Moon Knight, gli easter egg dell’episodio 5

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Come succede per le altre produzioni dei Marvel Studios, anche la serie tv Moon Knight – che ha esordito il 30 marzo su Disney+ – presenta molti easter egg, rimandi, citazioni, strizzatine d’occhio a fatti fumettistici (e non). Abbiamo scelto le curiosità più significative del quinto episodio:

Il nome dell’ospedale psichiatrico che ospita Marc Spector è Putnam Medical Facility. Si tratta dell’ennesimo richiamo della serie tv  al ciclo di storie di Moon Knight scritto da Jeff Lemire e disegnato Greg Smallwood a partire dal 2016, in cui appariva l’Ospedale Psichiatrico Putnam. Anche la ferita sul naso che Marc presenta all’inizio della puntata è ripresa in modo pedissequo da quelle storie.

In una delle scene in cui Marc Spector e Steven Grant guardano attraverso una delle porte dell’ospedale psichiatrico, si può vedere un nuovo QR code, come era già capitato nei primi due episodi. Anche in questo caso il codice rimanda al sito di Marvel Comics, dove è possibile leggere gratuitamente il primo numero della prima serie regolare dedicata a Moon Knight, del novembre 1980, scritto da Doug Moench e disegnato da Bill Sienkiewicz.

Se nella serie tv il fratello di Marc, di nome Randall, muore da bambino, nei fumetti invece cresce e diventa un super criminale nemico dello stesso Moon Knight. Con il nome di Uomo Ascia, Randall si scontrò con Marc in un brevissimo ciclo di storie sceneggiato da Moench e disegnato da Sienkiewicz che fu pubblicato originariamente nel 1978 in appendice alla testata The Rampaging Hulk!. Dopodiché, ottenne anche lui dei super poteri – resistenza e forza sovrumane – dalla dea egizia Nepthys e assunse il nome di Shadowknight.

Nel raccontare il proprio passato di mercenario, Marc cita il suo ex socio Bushman, che nei fumetti è stato per lungo tempo la principale nemesi di Moon Knight. Proveniente dal fittizio stato africano di Burunda, Raul Bushman uccise il padre di Marlene, la futura fidanzata di Marc, e poi lo stesso Marc, prima che questo venisse riportato in vita dal dio Khonshu. Il personaggio fu creato dagli stessi Moench e Sienkiewicz sul già citato Moon Knight 1 del 1980.

Nella stanza di Marc da bambino, ci sono molti riferimenti alla sua passione per lo spazio e gli astronauti. Nel ciclo di storie di Lemire già citato, il personaggio mostrava un’ulteriore identità, che era proprio quella di un astronauta (privo di nome). Un poster del film Tomb Buster attaccato a una parete della stanza, inoltre, omaggia i creatori di Moon Knight: l’interprete principale del film si chiama infatti Doug Perlin, sintesi di Doug Moench e Don Perlin. Fra gli altri nomi, figurano Melissa Russell (moglie dello showrunner della serie tv Jeremy Slater), Dylan Beck (membro della troupe), Wyatt e Dylan Curtis (forse imparentati con il produttore esecutivo Grant Curtis), Colleen Strzelewicz (moglie di Nick Pepin, che lavora nei Marvel Studios), Noor Ikbal Molvi (coniuge dello sceneggiatore Sabir Pirzada) e Amy Sewart (partner del regista Aaron Moorhead). Il film inoltre risulta essere stato realizzato dai “Timely Atlas Studios”: Timely e Atlas sono i nomi con cui la casa editrice Marvel Comics era nota prima del 1961.

Rimanendo nell’ambito di questo tipo di citazioni, a un certo punto poi Marc si trova davanti a un negozio chiamato “Waterson Food & Liquor” in omaggio a Trevor Waterson, il produttore di tutte le serie dei Marvel Studios finora uscite su Disney+, Moon Knight compresa.

Elias Spector, padre di Marc e Randall, ha un corrispettivo nei fumetti, dove fece la sua prima apparizione nel 1984 su Moon Knight 37, albo scritto da Alan Zelenetz e disegnato da Bo Hampton. I due autori figurano infatti tra i nomi rigraziati nei credits alla fine della puntata. In questo quinto episodio, inoltre, nella scene dei funerale di suo fratello e di sua madre, scopriamo che Marc Spector è di religione ebraica, così come nei fumetti.

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