È morto Neal Adams

È morto a 80 anni Neal Adams, fumettista e disegnatore dallo stile plastico che negli anni Settanta contribuì a rinnovare supereroi come Batman, Lanterna Verde e Freccia Verde. Portò anche avanti numerose battaglie per il riconoscimento dei diritti di sceneggiatori e disegnatori, spendendosi in prima persona per contenzioni come quello dei creatori di Superman, Jerry Siegel e Joe Shuster, nei confronti di DC Comics.

La moglie di Adams, Maryln, ha confermato all’Hollywood Reporter che il fumettista è morto giovedì a New York in seguito a complicazioni della sepsi, disfunzione con cui era entrato in contatto nel 2021.

neal adams

Neal Adams nacque nel 1941 a Governors Island, nello stato di New York, all’interno di una famiglia di religione ebraica. Dopo il diploma, iniziò a lavorare per le strisce per i quotidiani, per poi passare in DC Comics. I suoi primi lavori importanti arrivarono però dal 1969, quando − da freelance − avviò la sua collaborazione con Marvel Comics, dedicandosi in particolare agli X-Men, le cui avventure in quegli anni erano sceneggiate da Roy Thomas.

La permanenza in Marvel fu breve e si limitò a pochi lavori, anche se di spessore, come la saga degli Avengers La guerra Kree-Skrull (Avengers 89-97). Negli stessi anni del suo lavoro in Marvel, Adams avviò un’importante collaborazione con lo sceneggiatore Dennis O’Neil in DC Comics. A partire dal 1970, i due – sotto la fondamentale guida di un editor illuminato come Julius Schwartz – ricrearono letteralmente il personaggio di Batman, riportandolo alle sue radici noir e allontanandolo dalle atmosfere spesso kitsch delle storie anni Sessanta. Il Batman di Adams era slanciato e atletico come poche altre volte in precedenza e divenne lo standard anche gli altri disegnatori del personaggio. Nel 1971, insieme a Dick Giordano, fondò lo studio newyorchese Continuity Studios, in cui iniziarono a lavorare autori come Frank Miller.

Con il suo stile agile e strutturato, e una resa delle anatomie precisa, realistica e mai esagerata, Adams ridefinì l’aspetto di molti altri personaggi, tra cui Joker. Il disegnatore gli allungò la mascella, lo slanciò nel fisico e lo rese un cattivo dal profilo inquietante. Ne La vendetta in cinque atti del Joker!, pubblicata su Batman 251, gli autori riportano in scena Joker dopo quattro anni di assenza, con un nuovo aspetto e un nuovo modus operandi. La reinvenzione del personaggio avrà talmente successo che negli anni Settanta la DC gli dedica perfino una testata tutta sua.

In contemporanea al loro lavoro su Batman, i due utilizzarono la stessa formula di successo – supereroi più realistici e meno sgargianti – anche su altri due personaggi storici di DC Comics, Lanterna Verde e Freccia Verde, rilanciati in coppia all’interno di una stessa testata. O’Neil e Adams misero questi due personaggi in viaggio attraverso gli Stati Uniti, in avventure che prendevano spunto dai problemi politici e sociali che nei primi anni Settanta stavano straziando il paese, come il razzismo e l’inquinamento. Tra le storie realizzate prima della chiusura – per scarse vendite – della serie, ce ne fu anche una in due parti (Green Lantern/Green Arrow 85-86) dedicata alla diffusione delle droghe nelle periferie delle città, nella quale la spalla storica di Freccia Verde, Roy Harper, si rivelò essere diventato un eroinomane a causa del comportamento poco paterno del suo mentore nei suoi confronti.

La copertina di uno dei due albi che completavano la storia fu particolarmente scioccante, dato che raffigurava Harper con una siringa di fianco a lui, dopo essersi appena iniettato nel braccio una dose di eroina. L’albo ebbe inizialmente problemi con l’approvazione della Comics Code Authority ma fu ugualmente pubblicato da DC Comics, grazie all’intervento deciso di Schwartz nei suoi colloqui con l’ente e con l’editore.

Durante gli anni Settanta e Ottanta, Adam fu molto attivo nel settore del fumetto anche da un punto di vista più politico. Nel 1978 tentò invano di fondare la Comics Creator Guild, una sorta di sindacato dei fumetti, con l’intento di formare un fronte unico da opporre agli editori nelle questioni contrattuali. Verso la fine degli anni Settanta si impegnò molto nello sponsorizzare, attraverso una serie di eventi pubblici, la causa di Jerry Siegel e Joe Shuster, i due creatori di Superman, che vivevano in povertà nonostante il loro personaggio stesse facendo generare ingenti introiti a DC Comics. Introiti che di lì a poco sarebbero aumentati, con l’uscita nel 1978 del film di Richard Donner a lui dedicato. La campagna pubblica di Adams spinse Time Warner – la multinazionale proprietaria di DC Comics – a garantire a vita a Siegel e Shuster i diritti d’autore sulla creazione di Superman.

Grazie all’impegno di Adams, da metà anni Ottanta in poi divenne comune la pratica degli editori di restituire le tavole originali agli autori, che così avrebbero potuto venderle per realizzare dei guadagni ulteriori. La svolta in particolare avvenne nel 1987, quando lui e Jack Kirby (e con loro anche altri autori) riuscirono a convincere la Marvel a restituirgli gli originali realizzati nei decenni passati, dopo anni di discussioni legali fra le parti.

Dagli anni Novanta in poi, la produzione di Adams non riuscì a toccare le vette raggiunte delle opere precedenti e il suo segno, fattosi manieristico, diventò un pallido ricordo del tratto innovativo che avevo sfoggiato negli anni Settanta. È rimasta però immutata la sua importanza di autore che ha spinto in avanti tanto i personaggi su cui lavorava quanto le condizioni lavorative della sua categoria.