Addio a Renato Pallavicini, tra i primi giornalisti di fumetto sui quotidiani italiani

renato pallavicini
Renato Pallavicini | Immagine via Facebook

Renato Pallavicini ci ha lasciato. Aveva 74 anni, molti dei quali passati a scrivere di cultura e spettacoli e, in particolare, di fumetto e animazione. Renato era nato a Savona e viveva da tempo a Roma, città in cui si era laureato in architettura e dove poi aveva iniziato una lunga carriera giornalistica. Il suo nome è stato principalmente legato a l’Unità, quotidiano per cui aveva lavorato per oltre trent’anni fino ai primi anni 2010 e per il quale aveva ricoperto diversi ruoli, dall’art director all’inviato fino al redattore.

Renato Pallavicini è stato uno dei primi giornalisti culturali a scrivere di fumetto su un quotidiano con regolarità e in anni non sospetti, diventando una penna di rifermento per molti di noi che oggi si occupano dell’argomento. All’interno de l’Unità riuscì a dare spazio a fumetto e animazione in maniera meno estemporanea di quanto facessero negli anni Ottanta e Novanta quotidiani nazionali come Corriere della Sera o Repubblica. Non solo con articoli di approfondimento, ma anche con una longeva rubrica settimanale intitolata Il calzino di Bart (chiaro riferimento a una delle più famose gag dei Simpson di Matt Groening), in cui con puntualità e chiarezza si dedicava a raccontare il fumetto e il cinema d’animazione.

Nella sua lunga carriera da giornalista professionista Renato Pallavicini aveva inoltre avuto modo di intervistare diversi fumettisti e personaggi del cinema e della televisione, da Federico Fellini a Hugo Pratt, da Moebius ad Albert Uderzo, da Monkey Punch a Charles Schulz, per citare alcuni fra i nomi più noti. Scritti e testimonianze importanti e preziosi che oggi, con un po’ di pazienza, meritano di essere preservati e che possono essere in parte riscoperti consultando online l’archivio storico de l’Unità.

Esperto e critico di fumetto affermato, negli anni collaborò con diverse riviste, tra cui Fumetto dell’ANAFI, la più longeva associazione di collezionisti di fumetto italiana, e Fumo di China e partecipò a giurie di premi di manifestazioni come Lucca Comics e Romics. Nell’ultimo decennio aveva inoltre iniziato a collaborare con diversi siti web, tra cui il Tascabile, BookCiakMagazine e Strisciarossa.

Renato è stato anche uno dei primi collaboratori di Fumettologica, per la quale ha scritto diversi articoli. In redazione lo ricordiamo con affetto per la sua persona, colta, disponibile e gentile, e con ammirazione per il suo lavoro sul fumetto, svolto con passione e dedizione in decenni di carriera.

«Renato Pallavicini ci è stato di esempio: un giornalista culturale pacato, sul pezzo, curioso e con una fisiologica attenzione al fumetto quando quasi nessuno faceva lo sforzo per dedicarcisi», ha scritto in ricordo il direttore di Fumettologica Matteo Stefanelli. «Grazie per avere dato tempo e idee anche a Fumettologica

«Renato è stata una delle prime persone che, più di dieci anni fa, mi scrisse per complimentarsi con quanto stavo facendo sul mio piccolo blog. Conservo ancora la prima mail che mi scrisse e che diede inizio, con mia grande sorpresa e piacere, alla nostra collaborazione proseguita poi anche sulle pagine di Fumettologica», ricorda Andrea Queirolo, caporedattore di Fumettologica. «Il contributo di Renato al racconto del fumetto in Italia è stato importantissimo. Possedeva un archivio sterminato di articoli e interviste e ogni qual volta mi capitava di sentirlo anche solo per chiedergli un’informazione, era sempre pronto a tirare fuori e a condividere qualche chicca dal suo cassetto.»

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