Addio allo scrittore Valerio Evangelisti

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Valerio Evangelisti | Foto dal canale YouTube di Potere al popolo

Lo scrittore bolognese Valerio Evangelisti, noto in particolare per i suoi libri fantasy, è morto all’età di 69 anni. La prima a riportare la notizia è stata Loredana Lipperini, che con un tweet delle 21:49 del 18 aprile ha scritto: «Valerio Evangelisti non c’è più. E’ stato un maestro, un amico, un compagno di strada. Ha immaginato strade impensabili per la narrativa non realistica, ma non solo. E’ stato un grande scrittore, uno scrittore politico fino in fondo. E’ stato un amico. Hasta siempre, fratello»

Evangelisti è stato storico, scrittore e saggista, autore di libri fantasy e horror che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, a partire dal ciclo di romanzi dell’Inquisitore Nicolas Eymerich: dieci storie che sono cominciate con la vittoria del Premio Urania del 1983 e che hanno ispirato diversi fumetti tra il 2003 e il 2007, pubblicati da Mondadori, Star Comics ed Edizioni BD. Altre sue opere famose sono state la trilogia Magus: Il romanzo di Nostradamus, una biografia romanzata del più noto autore di profezie della storia.

Malato da tempo – aveva subito l’asportazione di un polmone per un tumore nel 2009 –, Evangelisti aveva anche una carriera politica alle spalle, oltre che di funzionario del ministero delle finanze (attività intrapresa dopo la laurea in Scienze Politiche a Bologna nel 1975 lasciata per perseguire una carriera da scrittore a tempo pieno) e di saggista storico. Era stato candidato per la Lista Anticapitalista (Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani poi Federazione della Sinistra) sia per le europee del 2009 che per le amministrative di Bologna del 2011. Aveva fondato Carmilla on line nel 2005 ed era stato anche capolista di Potere al Popolo! per le amministrative sempre della sua città, Bologna, del 2021.

Evangelisti è a pieno titolo uno degli scrittori italiani di punta del filone New Weird, che mescola fantasy e fantascienza sia di tipo retrofuturistico che futuristico vero e proprio a temi di tipo socio-politico e filosofico, tenuti insieme da atmosfere horror e dal cosiddetto “abbandono al bizzarro” che rifiuta i cliché di genere tipici del fantasy classico contemporaneo. Alcuni dei lavori di Evangelisti sono però stati legati a un altro genere, quello del cosiddetto “New Italian Epic”, prettamente nostrano questa volta, che ruota attorno al collettivo di autori emiliani che si fanno chiamare Wu Ming (la definizione stessa di New Italian Epic è stata creata da Wu Ming 1) e a pochi altri autori.

Il New Italian Epic è legato a un preciso arco di tempo (dal 1993, data della “fine della Prima Repubblica”, al 2008, “tracollo della sinistra italiana e ultimo anno di gloria del berlusconismo”) e a un pugno di autori capaci di scrivere romanzi storici, creative non fiction e altri generi che hanno la stessa costante importazione tematica di fondo e il ricorso costante a delle allegorie socio-politiche e metastoriche. Il New Italian Epic ha sette caratteristiche, secondo Wu Ming 1, che permettono di abbracciare lavori come quelli di Carlo Lucarelli (L’ottava vibrazione), Giancarlo De Cataldo (Romanzo criminale), Luther Blisset (Q), Wu Ming (54, Asce di guerra), Roberto Saviano (Gomorra), Babsi Jones (Sappiano le mie parole di sangue) e appunto Evangelisti.

Antonio Dini, giornalista e saggista, è nato a Firenze e ora vive a Milano. La sua newsletter si intitola: Mostly Weekly.

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