È morto Luca Boschi, sceneggiatore, giornalista, critico e storico di fumetti

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Luca Boschi su Rai 4 nel 2014, all’interno del programma Fumettology

Il 3 maggio, all’età di 66 anni, è morto Luca Boschi, giornalista, critico e sceneggiatore, nonché tra i più importanti storici italiani di fumetto e animazione, in particolare in ambito umoristico e disneyano. Personalità poliedrica, Boschi era stato anche autore e conduttore radiofonico e autore di spettacoli teatrali.

Nato a Pistoia nel 1956, ha collaborato negli anni con numerose case editrici di fumetto (e non solo) ed è apparso su alcune fra le più note riviste degli anni Ottanta e Novanta, come Métal Hurlant, L’Eternauta, Comic Art, Lupo Alberto, Horror, Totem, Starcomìx e Topolino, in qualità di sceneggiatore, disegnatore, articolista o di direttore editoriale.

Come saggista, è stato co-autore insieme a Alberto Becattini, Leonardo Gori e Andrea Sani di I Disney italiani, opera fondamentale sul fumetto disneyano in Italia. Con Franco Bellacci e ancora Gori e Sani ha scritto inoltre Jacovitti – Sessant’anni di surrealismo a fumetti, il libro definitivo sull’umorista creatore di Cocco Bill. 

Tra gli altri saggi da lui scritti, figurano Frigo, Valvole e Balloons, con il quale nel 1997 ha vinto la prima edizione del Premio Franco Fossati per il miglior saggio dell’anno, e Irripetibili con cui ha vinto il Premio ANAFI 2008 come miglior saggio fumettistico dell’anno. L’ultimo è stato Italia ride!, pubblicato nel 2021 per ANAFI, una sorta di completa enciclopedia del fumetto umoristico italiano extra Disney.

Negli anni, ha curato inoltre varie collane collaterali ai quotidiani Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, fra le quali La grande dinastia dei paperi (2008), Gli anni d’oro di Topolino (2010) e Le Grandi Storie Disney (2014), le prime pubblicazioni al mondo dell’opera omnia rispettivamente di Carl Barks, Floyd Gottfredson e Romano Scarpa; Topolino Story (2015), che dedicava ogni volume a un anno della rivista, dal 1949 in poi, con approfondimenti storici e un’antologia delle migliori storie; Popeye (2017), che ha proposto tutto il Braccio di Ferro di Segar, oltre a quello di Doc Winner e gran parte di quello di Bela Zaboly, con molte storie mai ristampate in nessun Paese dopo la loro prima pubblicazione sui quotidiani americani.

Altri recuperi importanti che negli ultimi anni hanno portato la sua firma sono stati l’integrale di Benito Jacovitti per Hachette (2017), un’antologia dedicata a Luciano Bottaro per Comma 22 e la recente riproposta di L’uomo di Tsushima di Bonvi per Editoriale Cosmo / Nona Arte.

Per anni curatore di testate Disney come I grandi classici, ha introdotto i lettori a un approccio più filologico e storicamente rigoroso con collane come Zio Paperone, I maestri Disney e Tesori Disney, che recuperavano il meglio della produzione del passato, accompagnandola con articoli che ne raccontavano autori e contesto.

Il suo amore per il fumetto classico disneyano si è manifestato anche nella produzione per il settimanale Topolino in veste di sceneggiatore. Ha scritto una trentina di storie – tradotte in vari Paesi esteri come Brasile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia –, la maggior parte delle quali incentrate sulla valorizzazione di personaggi quasi dimenticati. È il caso di Sgrizzo, il cugino balzano di Paperino, ripreso come coprotagonista nel 1997 in Una baita per Ciccio dopo essere stato utilizzato soltanto due volte dal creatore Romano Scarpa, e altrettante in camei scritti sempre da Boschi. Oppure di Gancio il dritto, il corvo amico di Topolino, personaggio nato in America e valorizzato soprattutto da Scarpa, ma generalmente sottoutilizzato e mal interpretato nel nostro paese fino a Pippo telespettatore all’ingrosso (1995), disegnata proprio dal maestro veneziano.

Per anni insegnante di fumetto e cinema d’animazione presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, Boschi ha collaborato inoltre con festival come il Salone Internazionale dei Comics di Lucca, Expocartoon di Roma, la Fiera del libro per ragazzi di Bologna, Cartoomics di Milano, La Fiera internazionale del libro di Francoforte e il Festival international de la bande dessinée d’Angoulême. Dopo essere stato direttore culturale di Lucca Comics fino al 1999, ha ricoperto la stessa carica anche per il Comicon di Napoli dal 2001 al 2017.

Negli ultimi anni ha gestito per il Sole 24 Ore il blog Cartoonist Globale, nel quale ha raccontato anche risvolti inediti o poco noti della storia del fumetto e dell’animazione, per il quale ha vinto il Premio Luciano Bottaro nel 2009 e il Premio ANAFI nel 2017.

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