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Nei webtoon conviene comportarsi bene

Tendenze e direzioni della pop culture viste da chi non riesce a farne a meno, anche se vorrebbe. "Sofisticazioni popolari": una nuova rubrica di Fumettologica a cura di Marco Andreoletti. Ogni 15 giorni riflessioni sullo stato dell’industria dell’intrattenimento, cercando di capire come sopravvivergli.

webtoon batman wayne family adventures

Lo scorso settembre ha esordito su Webtoon Batman: Wayne Family Adventures, la prima serie prodotta su licenza DC Comics per il gigante sudcoreano dei fumetti per il web. Si tratta di un progetto atipico, molto lontano dai toni cupi e spesso catastrofici dei fumetti tradizionali del personaggio. A dispetto dell’ennesimo mostruoso antagonista che vuole prendersi Gotham o della consueta minaccia globale, qui siamo dalle parti dello slice-of-life più innocuo e rassicurante.

Non vediamo praticamente quasi mai Bruce Wayne all’opera come vigilante, ma invece assistiamo al suo continuo improvvisarsi padre della meno tradizionale delle famiglie. Sotto lo stesso tetto abbiamo infatti Thomas (The Signal), Damian Wayne (Robin), Tim Drake (Red Robin), Cassandra Cain (Orphan), Jason Todd (Red Hood), Barbara Gordon (Oracle), Stephanie Brown (Batgirl), Dick Grayson (Nightwing) e, naturalmente, il fedelissimo e inflessibile Alfred Pennyworth.

Gli episodi della serie preferiscono concentrarsi sulla lotta per l’ultimo biscotto a tavola invece che su quella al crimine, sulle difficoltà di organizzare una festa di compleanno a Damian, sulle serate passate a sfidarsi a Mario Kart, sulle prime cotte a scuola, sulle strategie di fuga per non dover accompagnare Bruce all’ennesima serata di gala o su quanto sia difficile per Batman ritagliarsi un paio d’ore per presentarsi al saggio di danza della figlia. ll tutto disegnato con il tipico tratto da Webtoon, una rassicurante via di mezzo tra un manga e una produzione semi amatoriale. Una scelta non certo casuale, visto che a dirigere il team e a stendere gli storyboard di tutti gli episodi c’è Maria Li, lead artist di Webtoon.

Il risultato di un’operazione così poco allineata alla tradizione dei comics, tanto distaccata da quanto proposto dalla casa madre da sembrare quasi improvvisata pur di non perdere il treno del trend del momento, è finito presto sotto gli occhi di tutti. Il 5 ottobre, a neanche un mese dal lancio, proprio su queste pagine titolavamo Il webtoon di Batman ha già più lettori dei fumetti di Batman. Oltre all’immediato, ed enorme, riscontro di pubblico anche la critica ne è sembrata subito entusiasta. «Le storie sono divertenti, colorate, energiche e presentano battute giocose tra i giovani eroi che Batman ha contribuito a crescere. Ma, cosa davvero impressionante, mantiene un’atmosfera leggera senza trattare con sufficienza nessuno dei personaggi» ha scritto ScreenRant. AVClub lo ha definito «il fumetto DC di Batman più interessante da anni».

Con il passare dei mesi e degli episodi tutte le promesse sono state mantenute, confermando Wayne Family Adventures come uno degli esperimenti più interessanti del mainstream statunitense. Si tratta di una produzione che fa dell’essere minuscola, e del raccontare eventi altrettanto minuti, la sua forza. Gli episodi sono estremamente brevi, tutti improntati su una forte empatia con i personaggi invece che sulla ricerca del brivido. Nella Wayne Mansion ci si vuole tutti bene, ognuno pensa agli altri e la reazione più piccata che si può avere la si risolve con una faccetta chibi. Praticamente una realtà parallela sospesa tra overload saccarinico e un mondo perfetto

webtoon cursed princess club

Non si tratta di un caso isolato. Secondo la giornalista di Polygon Masha Zhdanova Webtoon «è una piattaforma in cui regnano protagonisti compassionevoli ed emotivamente consapevoli. In un panorama multimediale digitale composto da drammi da YouTube, TikTok impiccioni e da migliaia di fumetti tra cui scegliere, i lettori di Webtoon stanno selezionando narrazioni che promuovono una comunicazione sana e auto-accettazione». A dimostrazione di questo porta una serie di esempi notevoli, a partire dal megasuccesso Cursed Princess Club. Nel fumetto in questione una principessa amata per la sua dolcezza e la sua empatia impara a prendere coscienza del suo aspetto, non certo convenzionale, incappando proprio in un gruppo di ragazze nella stessa situazione.

Anche in questo caso, come in Wayne Family Adventures, il tono è molto leggero. Esteticamente siamo ancora una volta vicini al manga, seppure sempre rivisto in un’ottica rassicurante quasi da fanfiction, e gli episodi si leggono in un soffio. Rispetto ad altre narrazioni nate sul web una parte tangibile del mondo dei webtoon si pone agli antipodi di derive ostinatamente edgy e lo-fi (pensiamo, per esempio, a tutta la memetica). Naturalmente non tutto quello pubblicato sul portale sudcoreano è così morbido e inclusivo, ma è indubbio come un gran numero di produzioni finisca per interpretare appieno questa tendenza.  

L’aspetto più curioso è che non si tratta di un trend isolato al mondo per giovanissimi dei fumetti per il web, ma di un evidente bisogno di una parte di pubblico che poco a poco sta prendendo piede in tutti gli ambiti dell’intrattenimento. Fino a pochi anni fa la serie animata Steven Universe era un faro nella notte del mainstream per il modo in cui parlava di empatia, amore e accettazione di sé stessi in maniera tanto semplice quanto potente. Nonostante con il passare delle stagioni la narrazione abbia finito per inglobare aspetti sempre più drammatici, il protagonista Steven è sempre rimasto dolce e accomodante con tutti i comprimari. Le stesse vicende finiscono puntualmente per parlare dell’universalità dei sentimenti. Basti vedere il lungometraggio Steven Universe: The Movie dove, tra una canzone e l’altra, si celebra ogni forma di amore. 

ted lasso

Gli stessi temi, seppur rivisti in chiave più adulta e senza strambe intromissioni fantasy, sono alla base di Ted Lasso, serie recentemente premiata con sette Emmy. Un successo ancora più clamoroso se si pensa come sia basato su presupposti distanti anni luce dalla ricerca del dramma o della scorrettezza a ogni costo tipica di tante produzioni contemporanee. Basti come esempio l’ottima Euphoria, capace di descrivere in maniera comprensibile un fenomeno come quello del goblin mode.

Invece di adolescenti traumatizzati nella serie Apple TV conosciamo l’allenatore Ted Lasso, passato dall’allenare una squadra universitaria di football a Wichita (Kansas) a una squadra di calcio della Premier League inglese. Una situazione che schiaccerebbe chiunque tranne il nostro protagonista, che se ne esce vincitore semplicemente… comportandosi bene. Rispettando gli altri, ascoltando tutti, portando messaggi costruttivi e credendoci sempre. A dispetto di una sinossi al limite del respingente la serie non è insopportabile come sembra, anzi. Si prova uno strano piacere nel vedere tutti i comprimari risolvere poco a poco i loro problemi semplicemente cominciando a preoccuparsi l’uno per l’altro. Una scelta di scrittura che permette di restituire alle varie scorrettezze e pugnalate alle spalle dei personaggi la giusta gravità che devono avere all’interno dell’economia di una sceneggiatura.

Autentici prodromi di questa new wave di positività, emersa in anni decisamente cupi, potrebbero essere identificati nel culto derivato dal videogame Undertale e nell’enorme successo di vendite e popolarità del videogioco Animal Crossing durante il lockdown di due anni fa. Due produzioni videoludiche in grado di distaccarsi con forza dalle spinte tossiche venute a galla dal pubblico dei gamer negli ultimi anni. Nel rivoluzionario dungeon crawler di Toby Fox potremmo portare a termine il gioco senza uccidere un singolo avversario. Tale impresa sarà possibile semplicemente evitando lo scontro diretto e preferendogli una chiacchierata con i vari antagonisti. Questo comporterà l’assenza della consueta progressione dell’avatar del giocatore e un’esperienza di gioco molto più lenta, ma ci permetterà di arrivare alla fine della vicenda senza infierire su nessuno.

In Animal Crossing invece avremo la possibilità di gestire e organizzare la nostra personale isola deserta. Con il passare delle ore sempre più animali antropomorfi vorranno trovare casa nel nostro piccolo angolo di paradiso, andando a costituire poco a poco una comunità dove tutti sono gentili con il proprio vicino e dove il massimo del nostro impegno sarà raccogliere insetti con il retino, costruire una nuova casetta per gli abitanti della nostra isola tropicale e visitare quelle gestite dai nostri amici. Senza possibilità di morire o di sbagliare qualcosa. Si tratta di esperienze lente e confortanti, lontane dalla pressione dei battle royale o dell’attitudine mortifera dei vari souls like.

webtoom the four of them

Dopo anni dove sgradevolezza, atmosfere cupe e ricerca di una trasgressione gratuita e spesso puerile hanno fatto (e continuano a farla) da padrone – alla faccia di ogni allarmismo per ipotetiche censure dettate da dittature immaginarie – questa ondata di positività potrebbe rappresentare la più autentica delle trasgressioni. Uno dei commenti sotto Cursed Princess Club dice «Adoro il modo in cui Gwen [la protagonista della serie, Ndr] è così talentuosa e dolce e la sua famiglia non si comporta mai come se ci fosse qualcosa di strano in lei», permettendoci di capire molto bene quello che i milioni di lettori cercano in queste storie.

Così, mentre i grandi poli dell’entertainment paiono sempre all’affannosa ricerca del trend del momento, minuscole storie come The Four of Them (sempre su Webtoon, dove la sorella del protagonista si fidanza con la ragazza di cui lui era innamorato) guadagnano milioni di lettori raccontando di sentimenti e piccoli drammi da teenager con una delicatezza che sembrava dimenticata. Senza bisogno di offendere nessuno e sgolarsi per essere riconosciuti come il bambino che sa dire più parolacce.

Leggi anche: Un webtoon assurdo e disturbante da 40 milioni di visualizzazioni

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