Spider-Man deve averla combinata davvero grossa

Il rilancio di " The Amazing Spider-Man", scritto da Zeb Wells per i disegni di John Romita Jr., raccontato numero per numero da Andrea Fiamma.

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER THE AMAZING SPIDER-MAN 1

rilancio spider-man wells romita jr

«Cosa ha fatto Peter?» era la frase di lancio diffusa da Marvel Comics per promuovere il rilancio di Amazing Spider-Man, la testata ammiraglia del personaggio che è ripartita dal numero 1 con un nuovo team creativo, composto da Zeb Wells e John Romita Jr. Attraverso la domanda e una tavola in cui Spider-Man giaceva al centro di un cratere, ci era stato anticipato che Peter Parker sarebbe stato responsabile di un fatto apparentemente molto grave. Ma quale?

Che cosa succede nell’albo

Nella prima pagina del numero Spider-Man sta agonizzando al centro di un enorme cratere in Pennsylvania. La storia salta poi in avanti di sei mesi, e la vita di Peter pare essere stata rivoluzionata in peggio da quegli eventi. Tanto per cominciare, si è lasciato crescere la barba. Il rapporto con zia May è andato in aceto: la donna si lamenta che il nipote si è chiuso in un riserbo riguardo a quello che è successo nei sei mesi precedenti, che Peter rompe soltanto con occasionali bugie. Zia May sta inoltre pagando le spese di cura del centro medico in cui era stato ricoverato Peter nell’arco narrativo Beyond (spese che Peter non sta saldando e che hanno obbligato zia May a trasferirsi in un appartamento più economico).

Anche la relazione con il co-inquilino Randy Robertson si è raffreddata. Di fronte alla notizia che Randy vuole chiedere il permesso di sposare la sua ragazza Janice Lincoln al padre di lei, il criminale Lapide (un gangster con le fattezze di un non morto), Peter liquida l’amico alla svelta. Per finire, la Torcia Umana gli chiede spiegazioni sugli strani comportamenti che hanno portato Peter a rubare un’imprecisata proprietà dei Fantastici Quattro.

Per potersi legittimare come boss di fronte agli altri criminali di New York capitanati da Lapide (tra cui Coniglia Bianca, Mister Negativo e Testa di Martello), la Rosa (figlio di Kingpin) ha assoldato come braccio armato Digger, un nemico di Spider-Man trasformato in mostro dalle radiazioni che era tornato in vita dopo l’apertura della Porta Verde (un portale interdimensionale che, nel ciclo de L’immortale Hulk scritto da Al Ewing, aveva ricondotto sulla Terra tutti i personaggi con poteri derivanti dalle radiazioni).

Coniglia Bianca vende alla Rosa un aliante di Goblin, ma Spider-Man manda a monte il raduno, combattendo con Digger. Rosa mette poi una bomba in casa di Lapide, che si salva dall’attentato e incolpa Spider-Man di aver messo i criminali contro di loro. Nel frattempo, un tale Paul bussa alla porta di Mary Jane Watson con due bambini, che corrono incontro alla donna chiamandola “mamma”.

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Ma quindi ne vale la pena o no?

Con questo riavvio, la testata Amazing Spider-Man è stata rilanciata per la sesta volta nella sua storia editoriale sessantennale. Gli ultimi 4 rilanci sono avvenuti nel giro di 8 anni, e questo di sicuro ci dice qualcosa. Amazing Spider-Man 1 è però un albo molto strano. Perché, per una volta, Wells non decomprime la narrazione a livello omeopatico come spesso succede (ed è il motivo che rende ingiudicabili la maggioranza dei numeri 1 di una serie, perché poco rappresentativi di quello che sarà poi la storia complessiva).

Per questo nuovo rilancio di Spider-Man, l’autore poggia una buona porzione di binari per capire, se non dove andrà a finire il treno, almeno in quali stazioni farà sosta. C’è il vuoto di sei mesi da riempire, da cui già si stanno diramando quattro o cinque sottotrame con un cast variegato (e alcuni indizi per capire chi apparirà in futuro). E c’è un Peter alienante, meno comico e più distaccato, molto diverso da quello che abbiamo imparato a conoscere negli anni. Ci sono buone premesse per un thriller come era stato quello di Nick Spencer, ma meno attaccato alle storie del passato (proprio perché il nucleo della questione sembrano essere questi sei mesi di vuoto). Il ritornello è sempre quello: vedremo come andrà.

Ai disegni, John Romita Jr. è molto più in palla rispetto ai suoi anni in DC Comics. Si vede che è tornato nel suo mondo. Nelle poche pagine con Spider-Man in costume (l’idea di affidargli delle storie in cui Peter non può mettersi il costume perché è ancora in vigore la legge antisupereroi non è felicissima, ma tant’è) emergono tutti suoi punti di forza: chiarezza compositiva e presenza scenica dei personaggi, questa volta disegnati con un po’ più di cura.

Resto tuttavia convinto che John Romita Jr. e lo stile di colorazione moderno siano due rette che non dovrebbero mai incrociarsi. Gli incarnati dei personaggi presentano una lavorazione ricca, tridimensionale e che restituisce un tono verosimile di pelli e carni, cozzando con la linea di Romita che ha già dentro di sè la tridimensionalità e l’effetto volumetrico. Su quelle matita ci andrebbe un colore piatto che non esalta perché tanto lo fa già la mano del disegnatore.

Per il resto, questo primo numero del nuovo rilancio di Spider-Man è un buon esempio di tutto il bene e il male della continuity. Ci sono almeno quattro grossi riferimenti ad altre storie recenti che forse non erano così imprescindibili e che invece mettono un po’ a rischio la lettura per quelli che si approcciano al personaggio senza particolari conoscenza pregresse, confondendo, facendo sorgere domande superflue solo per amore di continuità con l’universo attorno a Spider-Man. O forse la Marvel ha capito che pubblicare un numero 1 è una mossa che fa gioco più ai collezionisti che a chi ha bisogno di un punto di entrata nel fumetto, e quindi tanto vale lasciar perdere qualsiasi riavvio narrativo.

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