“Solo Leveling”. Storia di un player cattivo

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Tratto dalla omonima light novel di Chugong, Solo Leveling è un webtoon sudcoreano disegnato da DUBU (Redice Studio) per la piattaforma Kakao e disponibile in italiano nella versione cartacea di Star Comics. Sulla falsariga di opere giapponesi come Sword Art Online e The Rising of the Shield Hero, la serie racconta un mondo simile al nostro ma che funziona secondo le dinamiche dei videogiochi di ruolo online (MMORPG).

In una Seoul contemporanea e distopica in cui appaiono dal nulla gate pieni di mostri, esiste una categoria di persone, denominate hunter, dotate di abilità utili a fronteggiare la minaccia e proteggere l’umanità. Gli hunter organizzano spedizioni di squadra (party) per entrare nei dungeon aperti dai gate, sconfiggere i nemici presenti e soprattutto il boss finale allo scopo di chiudere il portale e impedire che i mostri dilaghino nel mondo.

Poiché gli hunter sono classificati in base alla potenza, possono completare soltanto le missioni alla loro portata. A una spedizione relativamente semplice partecipa anche Jinwoo, un hunter di classe infima soprannominato “l’arma più debole dell’umanità” per la straordinaria inadeguatezza a fronteggiare anche gli avversari meno pericolosi. Il dungeon in questione nasconde però un secondo livello decisamente più difficile, in cui il terrificante boss stermina con facilità metà della squadra. Jinwoo è l’unico a intuire le regole del gioco e sceglie coraggiosamente di sacrificarsi per dare una possibilità di salvezza ai superstiti, tra cui la giovane healer Joohee. Poco prima di ricevere il colpo di grazia, Jinwoo vede apparire una schermata azzurra che gli chiede di diventare Player. Pur non capendo di che si tratta, il ragazzo accetta per salvarsi.

Solo Leveling

Da quel momento in poi la sua vita prenderà a viaggiare su due binari paralleli: da una parte la carriera di hunter di classe E, dall’altra l’intensa routine da Player dettata dal misterioso “sistema”, fatta di quest giornaliere ma a anche di quest speciali sempre più complesse. Sono proprio queste missioni, che avvengono in dimensioni accessibili solo a lui, che consentono a Jinwoo, unico tra tutti gli hunter, di salire di livello, facendogli guadagnare abilità che gli torneranno utili anche nelle avventure quotidiane di hunter ma che finiranno con il sottrargli, pezzo per pezzo, la sua umanità.

Il webtoon Solo Leveling è tratto da una light novel ascrivibile a quel genere detto in giapponese isekai e incentrato sulla descrizione di una realtà parallela, spesso virtuale. Questo fumetto offre però una variazione su questo tema, perché le realtà parallele rispetto alla dimensione “reale” di Seoul sono due. C’è quella dei dungeon, separati dalla città ma accessibili tramite gate visibili a tutti e in cui gli hunter entrano in gruppo. C’è poi quella del Player che si manifesta soltanto a Jinwoo in una modalità perfettamente ricalcata su quella dei videogiochi, ossia attraverso schermate che danno accesso a un inventario, assegnano trofei e nuove skill e soprattutto obbligano Jinwoo a scelte tassative. Il racconto stesso sembra riprodurre lo schema di un videogioco: una lunga introduzione che si chiude con una prima, semplice richiesta al Player; una missione di allenamento che poi si trasforma in routine e a seguire missioni di difficoltà crescente che consentono l’accumulazione di punti abilità.

Quando Jinwoo diventa Player e si concentra sull’obiettivo di diventare più forte, mette in secondo piano la ragione altruistica per cui ha intrapreso la carriera di hunter (pagare le cure mediche alla madre e gli studi alla sorella), perde quella generosità verso il prossimo che lo contraddistingueva e diventa non solo una macchina da combattimento ma anche un freddo affarista attento al profitto. E, soprattutto, finisce con l’obbedire ciecamente al “sistema”, anche quando questo gli chiede di uccidere altri esseri umani.

Eppure sacrificare la propria umanità in cambio di un potere superiore sembra essere l’unica risposta possibile in un contesto feroce – decisamente simile alla società contemporanea – in cui la classe di appartenenza influenza qualsiasi aspettativa di vita, i perdenti non meritano rispetto e la solidarietà è considerata una debolezza.

La scelta di ricalcare le dinamiche dei videogiochi non è sempre efficace dal punto di vista dell’economia del racconto. Accumulare missioni su missioni senza un obiettivo finale diverso dal livellare le skill rende la lettura a tratti ripetitiva e poco appassionante: l’impressione è quella di guardare un videogioco giocato da altri, senza poter seguire una storia ma assistendo semplicemente a una serie di missioni secondarie. Inoltre, suona davvero un po’ esagerata la frequenza con cui, in ogni scena e con ogni pretesto, viene ribadito il ranking di personaggi, dungeon e mostri. Questa ridondanza si spiega in parte anche con le esigenze di chiarezza legate al formato webtoon, dove la cadenza settimanale degli episodi impone una certa reiterazione delle informazioni, ma è senz’altro un difetto soprattutto se si opta per la lettura della serie in formato cartaceo.

Solo Leveling

Interessante è invece il modo in cui il gergo del gaming viene inserito naturalmente nelle conversazioni dei personaggi, mettendo i tecnicismi sullo stesso piano della lingua più colloquiale – ma richiedendo ai lettori che non praticano i MMORPG di googlare più di qualche volta.

Lo stile grafico di DUBU si caratterizza per le fisionomie affusolate dei personaggi, un design dei mostri fedele all’immaginario dei games, i colori elettrici e il modo efficace e spezzato di raccontare le azioni concitate. Nel complesso, DUBU crea un linguaggio visivo perfettamente adatto a rendere l’alterità ma anche la contiguità delle realtà parallele raccontate in Solo Leveling.

L’adattamento del webtoon al volume cartaceo è molto curato, ma come in tutti i passaggi di formato qualcosa va perso. Sfogliare le pagine rende la lettura più comoda e familiare, ma non restituisce l’effetto immersivo delle immagini a tutto schermo degli smartphone né quella particolare scansione del ritmo di lettura legata allo scrolling.

Serie pensata per un pubblico giovane di gamers abituali ma apprezzabile da chiunque ami concedersi avventure anche sporadiche davanti a una console, Solo Leveling riesce a trasferire il mood dei videogiochi in una dimensione narrativa senza andare a fondo di riflessioni e problematiche che pure solleva ma restando fedele alla principale vocazione dei games, quella dell’intrattenimento.

Solo Leveling 1-7 (in corso)
di Chugong e DUBU
traduzione di Ilmia Calistri
Star Comics, da aprile 2021
brossurati, 152 pp., colori
8,90 € cad. (acquista online)

Leggi anche: I colossi sudcoreani del webtoon puntano all’Europa

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