Nessuno, l’eroe sconosciuto di Carlos Trillo e Alberto Breccia

nessuno carlos trillo alberto breccia

Carlos Trillo ed Alberto Breccia, due giganti della historieta campeggiano sulla copertina di un volume dedicato a un personaggio (Nadie, in originale) che invece non vuole essere Nessuno. Come il suo nome fa intendere inequivocabilmente, l’agente segreto al servizio del controspionaggio britannico, protagonista di questa serie pubblicata alle fine degli anni Settanta in Argentina (che in Italia trovò subito collocazione su Lanciostory nel 1977-78), è un maestro dell’understatement

Le sue missioni non esistono, non sono presenti in nessun rapporto, proprio come il suo nome – immaginiamo – non è iscritto a nessuna anagrafe. Altro che 007: al contrario dell’agente inventato da Ian Fleming, il nostro protagonista non ha neanche un numero per identificarsi. Le sue avventure, senza pretese intellettualistiche o volte a qualsivoglia innovazione linguistica o narrativa, partono dagli stereotipi del genere spionistico e aggiungono giusto quel tanto che ci si aspetterebbe dai due autori che le firmano. 

Mentre negli stessi anni si dedicavano a titoli destinati a fare la storia del fumetto – Trillo con Horacio Altuna firmava quel capolavoro di commedia e umanità di Loco Chavez, Breccia dava forma alle visioni inquietanti di H.P. Lovecraft su I miti di Cthulhu – invece su Nessuno sembravano adagiarsi nella rassicurante medietà dello stereotipo. Eppure entrambi – come ci suggerisce Alvaro Pons nell’introduzione al volume italiano appena pubblicato da Editoriale Cosmo – danno la sensazione di essersi divertiti molto a lavorare su un personaggio così – letteralmente – anonimo. 

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Privo di carattere, di qualunque elemento identificativo capace di esprimere una personalità o attirare le nostre simpatie. Proprio questa sua capacità mimetica, di essere chiunque, everyman, tavola bianca da riempire con qualunque idea possibile, lo rende capace di risolvere qualsiasi magagna, di trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto con la certezza di passare comunque inosservato. Come aveva già capito bene l’astuto Ulisse contro il ciclope Polifemo, non esiste delitto o furto che si possa reclamare se a farlo è Nessuno.

Nel bianco e nero londinese strepitosamente definito da Alberto Breccia, veniamo a conoscenza delle doti infallibili di questo agente senza nome e senza identità, chiamato a risolvere i casi più difficili: funzionari dello Stato che vengono eliminati con finti incidenti prima che possano vendere informazioni riservate, agenti segreti ricattati per colpa di una relazione troppo pericolosa, candidati a Primo ministro che vengono danneggiati dai loro nipoti troppo libertini. 

Soprattutto nelle prime storie, sono proprio le relazioni a rivelarsi pericolose per lo status quo: o perché vengono usate come armi di ricatto o perché possono danneggiare una carriera politica. In queste strategie da real politic, in questi continui attentati alla salute pubblica, la pagina bianca di Nessuno si rivela un prezioso vantaggio. Da esperto conoscitore della malavita londinese, Nessuno è chiamato a risolvere casi impossibili e fondamentali per l’umanità come il furto di componenti per produrre bombe atomiche destinate a far scoppiare una nuova guerra mondiale.

Da qui parte una escalation di avventure che porta il nostro agente a rivelare, in realtà, parte del suo segreto. Dietro una serie di omicidi si svela un avversario molto noto: Fu Manchu, il terrore giallo. E non è un caso che il nemico di un agente sconosciuto sia invece un personaggio famosissimo, uno dei cattivi letterari per antonomasia. La notorietà dell’avversario, destinato a portare il caos nel mondo, si rispecchia nell’assenza di identità di colui che invece lo affronta per mantenere l’ordine. 

La lotta tra i due è senza quartiere, destinata forse a non finire mai: Fu Manchu rapisce Lizeth, la donna di cui Nessuno era innamorato e che pensava morta in un incidente; inventa modi sempre diversi per fare scoppiare una guerra tra le grandi potenze, nel nome di un caos che possa sancire la sua supremazia. Ma Nessuno riesce sempre, ovviamente, a sventare i diabolici piani di Fu Manchu. Impeccabile angelo custode, Nessuno non fallisce mai il suo obiettivo, condannando il suo acerrimo nemico a una perenne sequela di sconfitte. 

Nella prevedibile varietà di situazioni, il tratto realistico di Breccia si esalta. Le ombre di Londra acquisiscono la materica consistenza degli incubi lovecraftiani, mentre il volto spigoloso del nemico Fu Manchu si fa espressione mortale di un male assoluto. Nel racconto classico, le soluzioni visive testate altrove, in opere più sperimentali, vengono qui valorizzate da un segno modernissimo e teso alla massima leggibilità.

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Persino nei lavori più alimentari, o meno ambiziosi, i giganti mostrano le loro qualità. Così accade con questo Nessuno, un piccolo eroe destinato a restare anonimo se non avesse accanto quei due nomi in copertina. Probabilmente non è grazie a Nessuno che Trillo e Breccia sono diventati grandi, ma è anche attraverso questi piccoli racconti senza pretese, che si può cogliere la loro grandezza.

Nessuno
di Carlos Trillo e Alberto Breccia
traduzione di Giulia Beffa
Alessandro Editore, giugno 2022
cartonato, 176 pp., B/N
29,90 € (acquista online)

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