Lettere che raccontano storie speciali

di Angela Viola Borzachiello

Qualche mese fa, per Natale, ho ricevuto una lettera speciale. Non era indirizzata a me, ma aveva un tocco esotico e misterioso che mi affascinava. Si presentava quasi come un errore, un disguido delle poste, lo squarcio imprevisto nelle vite di estranei, infilati nella mia cassetta delle lettere da un’altra dimensione. Una busta azzurra, indirizzata a una certa Domitilla Emmer Cazzaniga, abitante in Australia, da parte di Zeno P., Milano, conteneva tre fogli scritti a mano (e disegnati) fitti fitti, due fotografie del Parco Solari di Milano, visto presumibilmente dalla finestra di una casa di fronte, una foglia secca di ginkgo biloba, una vecchia cartolina in bianco e nero dello stesso parco e il manifesto di un film del 1967, Casino Royale, la parodia di un racconto di James Bond con David Niven e Peter Sellers. 

Zeno P, il mittente, lo conoscevo già: è un personaggio di Paolo Bacilieri, il suo alter ego milanese già protagonista di vari racconti e graphic novel. La lettera mi aggiornava (o meglio aggiornava Domitilla, e io ne venivo a conoscenza in modo indiretto, sbirciando di riflesso in un’intimità estranea) delle ultime vicissitudini di Zeno nel primo lockdown durante la pandemia da Covid-19. Zeno descrive a Domitilla lo spazio in cui vive, la vista sul Parco Solari, la città deserta: le sue passeggiate con il cane Monty, le persone che incontra, Stefano l’edicolante, il runner, il barbone, il cantante di strada, l’albero di ginkgo biloba. 

Le chiede se ha visto Casino Royale, in cui un cattivissimo Woody Allen, nipote di James Bond, inventa una bomba batteriologica che fa sparire tutti i maschi più alti di 1,50 metri. A Zeno, in quanto maschio etero altissimo, la pandemia ricorda l’assurdità di questo film e sembra quasi la nemesi per la solitudine del fumettista: un mondo dove la maggior parte delle persone sono costrette a lavorare in casa e a stare sole a lungo. Nulla che non sia già noto: qualcosa di assurdo e familiare allo stesso tempo.

apri lettere

Greetings from Parco Solari è un oggetto strano: un racconto in forma epistolare, prodotto proprio da Paolo Bacilieri, che rientra in un progetto più ampio nel quale sono stati coinvolti diversi fumettisti, ma in una chiave diversa dal solito. Progetto Apri (qui il link al sito ufficiale) è nato a Bologna in pieno lockdown (2020) da un’idea del fumettista Lorenzo Ghetti e si propone come un modo originale di raccontare storie e dare un nuovo significato a un canale ormai in disuso. 

La lettera, cartacea e lenta, ha perso la sua funzione di comunicazione primaria sostituita da forme più veloci e immediate. Può allora essere veicolo per qualcosa d’altro, storie che sfruttino le potenzialità della carta per sperimentare forme diverse di narrazione. Il progetto è pensato per una fruizione periodica, con autori e narrazioni diverse per ogni lettera, e può essere sottoscritto come un abbonamento. Ogni mese al lettore arriva una lettera mai giunta al destinatario e scritta da un autore diverso. Vi sono tre formule di abbonamento: tre, sei e dodici lettere. L’iniziativa sembra avere avuto successo: è di questi giorni l’annuncio di un nuovo abbonamento (“Ceralacca”) previsto per l’autunno, dedicato a ragazzi e ragazze dai 11 ai 14 anni. 

apri lettere

Il mio abbonamento prevedeva tre lettere, e in ognuna di esse ho trovato una declinazione originale di narrazione epistolare. Nella seconda lettera, Gibizzare, scritta da Fulvio Risuleo (autore di Sniff e Tango, con i disegni di Antonio Pronostico), il mittente desidera da dieci anni realizzare il film Gibizarre, ma non vi riesce, bloccato da qualcosa. Quindi chiede a un caro amico di farlo al posto suo, allegando un assegno per coprire le spese e il taccuino in cui è disegnata la sceneggiatura. 

La terza busta che mi è arrivata è invece prodotta dalla scrittrice Francesca Scotti. Si intitola L’ombra dell’ortensia e racchiude uno scambio di missive tra una giovane soprano italiana in tour in Giappone (che interpreta Madama Butterfly a teatro) e una medium, Madame Michiko. La donna scrive alla medium su carta intestata dell’albergo dove alloggia e, sentendo di essere in pericolo di vita, le chiede aiuto a causa di strani malesseri e visioni che l’affliggono da quando è arrivata a Tokyo. La busta contiene anche la risposta di Michiko ed è corredata da un origami che la cantante deve costruire per poter lenire il suo dolore, una copia della locandina del suo spettacolo, il biglietto da visita della medium Michiko, una cartolina con l’illustrazione di un medico botanico tedesco, e l’illustrazione della varietà di ortensia Hydrangea Otaksa.

Apri è un contenitore di racconti scritti sotto forma di lettere. Le proposte sono ampie e variegate e vanno oltre le tre che abbiamo qui preso in considerazione. Ma nello specifico, per quello che più ci interessa a noi, il fumetto, che da sempre si adatta al mezzo che utilizza, in questo nuovo spazio cartaceo diventa qualcosa d’altro, prendendo una diversa consistenza. Tutti i componenti presenti nella busta sono funzionali a rendere la storia più forte e più reale. L’immagine e il testo scritto si adattano a questa nuova forma, e l’elemento cartotecnico, il design, la parola e il disegno, gli oggetti correlati si combinano in modo originale per produrre suggestioni del tutto inedite.

La lettera è un dispositivo attivatore di storie: la scrittura a mano, corredata da illustrazioni, rende tutto più intimo e personale. Una forma di narrazione visiva e tattile che ricorda Building Stories, il fumetto di Chris Ware che si presenta sotto forma di complesso oggetto-libro, composto da sedici pubblicazioni di vario tipo e formato, racchiuse in una scatola. Anche nel caso di Apri è possibile acquistare una scatola portalettere con le dodici storie dell’anno, separate l’un l’altra da una struttura divisoria. In alternativa, è possibile acquistare solo la scatola e poi riempirla mese dopo mese con le lettere che arrivano. 

Se il fumetto può essere striscia, elefante o scatola, perché non può diventare anche una lettera? Di sicuro, per me, un regalo apprezzato. Un modo originale, intimo e profondo, per tracciare segni su carta. Per dare forme nuove alle vecchie storie che amiamo.

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