Per Batman inizia una nuova era

Il nuovo ciclo di storie di "Batman" scritto da Chip Zdarsky e disegnato da Jorge Jiménez, raccontato numero per numero da Andrea Fiamma.

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER DA BATMAN 125

batman 125 chip zdarsky dc comics

Con il numero 125 di Batman è iniziata una nuova gestione delle storie dell’uomo pipistrello. A scriverle c’è Chip Zdarsky, disegnatore e sceneggiatore diventato uno dei nomi più richiesti del fumetto americano. Ai disegni, in questo primo numero, troviamo invece Jorge Jiménez (Justice League, Super Sons).

Zdarsky esordisce sulla serie del personaggio bandiera di DC Comics con la prima parte di una saga in sei albi intitolata Failsafe (“sistema di sicurezza”), in cui verrà introdotto quello che l’autore ha definito «il cattivo di Batman più micidiale di sempre». Così come stiamo facendo per il rilancio di The Amazing Spider-Man, anche per Batman abbiamo deciso di seguire la serie e raccontarla numero dopo numero. Mettetevi comodi, quindi, e iniziamo.

Cosa succede nell’albo

Il Pinguino ha escogitato un piano per vendicarsi di tutti quelli che a Gotham non hanno dovuto faticare per ottenere i loro privilegi: ucciderà chiunque abbia ereditato più di 5 milioni di dollari, a meno che queste persone non donino il loro patrimonio ai bisognosi. Le prime vittime sono Colin e Clara Fitzroy, due esponenti della Gotham bene, nonché amici di Bruce Wayne (Colin, secondo quest’ultimo, era uno «scapolo selvaggio» con cui era solito uscire spesso in gioventù).

Bruce sospetta che il Pinguino colpirà di nuovo in occasione dell’evento mondano Flugelheim Gala e decide di presenziare alla festa, tenendo in allerta Robin. I due credono che il Pinguino voglia uccidere i partecipanti con un gas mortale e si attrezzano per impedire l’attentato. Così succede: Pinguino si presenta a sorpresa e inonda la sala con un gas, che però Batman e Robin riescono a neutralizzare.

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Colpo di scena. Il Pinguino si rivela in realtà essere Clayface, e l’attentato prevede un piano b: sigillare tutte le uscite e far crollare l’edificio, uccidendo tutti. Robin apre una via di fuga, ma viene colpito al collo da un proiettile sparato da uno sgherro dei due criminali. Batman lo porta immediatamente all’ospedale, temendo di dove rivivere la tragedia della morte di Jason Todd (il secondo Robin).

Batman fa visita il Pinguino, che sta morendo per avvelenamento da mercurio, nella sua stanza d’ospedale. Dopo aver chiamato l’infermiera e aver convocato la polizia all’entrata dell’edificio, il Pinguino ingoia una pillola, facendo sembrare che sia stato Batman a ucciderlo (ma sarà davvero così?). Nel frattempo nella bat-caverna una tecnologia misteriosa si attiva, rivelando un gigantesco e minaccioso robot.

Contemporaneamente, Catwoman è assoldata dagli avvocati del Pinguino per trovare i dieci figli di Oswald affinché si presentino alla lettura del suo testamento, prevista entro sette giorni.

Appunti sparsi

Faccio un mega riassunto per inquadrare le vicende recenti del personaggio e lo sceneggiatore, quindi se già avete la laurea in batmanlogia e chipzdarskylogia saltate pure i prossimi paragrafi.

Batman nei fumetti sta vivendo un periodo editorialmente e narrativamente travagliato. Nelle ultime storie, Bruce ha perso tutta la sua fortuna per colpa del Joker. Senza soldi e senza i suoi strumenti misteriosi, è tornato a essere un vigilante che deve fare affidamento all’astuzia, ai muscoli e alla manipolazione psicologica. Certo, ogni tanto spara i suoi rampini, ma oltre non va. Tutte queste crisi sono in realtà frutto di contingenze molto più pragmatiche che ci portano all’altro travaglio, quello editoriale. Dal 2016 a oggi, Batman (e la sua testata principale, Batman, perché l’altra, Detective Comics è la piccola di casa che deve sempre portare i vestiti vecchi di cinque anni appartenuti alla sorella maggiore) si è visto abortire non una ma ben due gestioni.

Nel 2016 Tom King (Visione, Sheriff of Babylon, Mister Miracle) aveva progettato una gestione di circa cento numeri, bruscamente interrotta al numero 85 per volere dell’editore. Le trame di King avevano isolato il personaggio e si erano concentrate sulla relazione tra Batman e Catwoman, mentre DC Comics avrebbe voluto che il supereroe fosse più integrato con il resto dell’universo. In seguito all’estromissione di King (che poi si è visto pubblicare le storie rimaste in una serie a parte, fuori continuity), James Tynion IV ricevette l’incarico di scrivere la testata sapendo che l’avrebbe portato dal numero 86 al numero 100, momento in cui la serie sarebbe ripartita dal numero 1 con un nuovo sceneggiatore, il premio Oscar John Ridley (12 anni schiavo).

I piani poi cambiarono e Ridley fu dirottato su altri progetti. La dirigenza, constatando il successo di pubblico di Batman, lasciò Tynion al proprio posto, con una nuova prospettiva: un incarico di tre anni, vendite permettendo. Le vendite lo permisero, DC era contenta della direzione di Tynion, che aveva allargato il cast di personaggi e aveva fatto diventare le storie del mensile grossi blockbuster corali, interconnesse alle vicende delle altre serie batmaniane, sulla falsa riga degli X-Men di Jonathan Hickman. Ma a mettersi in mezzo arrivò Substack, che mise sotto contratto lo sceneggiatore.

L’autore, oltre ai fumetti per Substack, era impegnato nella scrittura di serie di grande successo come Something Is Killing the Children, The Nice House on the Lake e Department of Truth. Tutto d’un tratto la serie di Batman non era più una priorità. Tynion decise di abbandonare la testata prima del tempo, sabotando i suoi stessi programmi per annate intere di Batman (stando alle sue dichiarazioni, aveva almeno altri due anni di storie). Così, dopo la breve gestione-ponte di Joshua Williamson, DC Comics ha giocoforza mischiato le carte in tavola ancora una volta. E Batman adesso è scritto da…

Chip Zdarsky, che in realtà si chiama Steve Murray e ha scelto un nome d’arte perché ci teneva a mantenere una qualche forma di riservatezza. All’inizio infatti la sua idea era di tenere segreta qualsiasi informazione su di sé, ma non ci sono riusciti J. D. Salinger e Myss Keta, figurati se ci riusciva lui. Diventato noto come disegnatore di Sex Criminals, Zdarsky è uno sceneggiatore e disegnatore che si è fatto un nome per lo stile irriverente e sagace delle sue storie ma si è dimostrato capace anche di gestire il registro drammatico curando, in veste di sceneggiatore, le testate di Spider-Man e Daredevil – per non parlare dei fumetti che realizza su Substack (sempre loro – forse Zdarsky a differenza di Tynion riesce a gestire meglio il suo tempo, chissà).

Per mio gusto, funziona meglio quando fa il serio perché è portatore sano di quel tipo di umorismo che sta pericolosamente in bilico tra l’irritante e il simpatico. Comunque poco importa cosa penso io, Zdarsky è probabilmente lo sceneggiatore più eclettico nel panorama americano, di certo il più richiesto, quindi sarà interessante vedere la sua…

Storia, di cui per ora, con un solo albo uscito, c’è poco dire. In realtà Zdarsky sul personaggio di Batman già ci ha lavorato di recente. A gennaio 2022 è iniziata la pubblicazione di Batman: The Knight (sui disegni di Carmine Di Giandomenico), una spy story internazionale con protagonista un giovane Bruce Wayne intento ad addestrarsi per diventare Batman. Si può intuire che Zdarsky abbia riservato a Batman il “trattamento Daredevil” (ossia mettere alla prova l’eroe sul piano morale), ma è presto per saggiarne gli esiti. Dalla premessa sembra una gestione meno congestionata dal cast di personaggi di contorno e in linea con la ricerca di una continuity leggera.

Questo primo albo della nuova gestione arriva poco dopo il rilancio di Amazing Spider-Man (qui raccontato numero dopo numero). Batman e Spider-Man sono i due personaggi più popolari del fumetto americano – soprattutto per quanto riguarda il merchandising e la percezione del pubblico. Per scelta degli autori e gestione complessiva, la serie di Spider-Man mi sembra andare verso un pubblico tradizionale e canonico, sicuramente seguace dei fumetti e nient’affatto neofita (nonostante la premessa sia abbastanza facile da seguire, per ora su Amazing non si sono visti personaggi di richiamo).

Batman invece cerca di stare sul pezzo, con un autore di punta ai testi, personaggi noti e dei disegni che hanno il senso di tutto quello che è di tendenza adesso – il segno del disegnatore Jorge Jiménez (già visto all’opera sulle storie di Tynion) mischia Sean Gordon Murphy e Oliver Coipel, i colori sono squillanti e pieni di effetti, ci sono retini, pennellate, colpi di aerografo, scelte manga nel disegnare certe convenzioni grafiche (come linee cinetiche e punteggiatura attorno ai personaggi per esprimere stupore). È un pacchetto non molto originale ma che urla «2022» meglio di altre serie attuali impacciate nel cercare una propria voce giovanilistica.

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Bruce, tormentato dagli incubi, chiama Selina Kyle (Catwoman) «per sentire come stai». I due sono appena usciti da una relazione che stava per coronarsi con un matrimonio, quindi quella di Bruce è una palese scusa per riattaccare bottone andata a vuoto visto che lei si è appena svegliata da una nottata di gozzoviglie con tale Valmont, un personaggio introdotto qualche mese fa nella serie Catwoman (è un ladro dal passato misterioso tutto vestito di bianco) e qui Zdarsky ci dà conferma che i due si stanno frequentando.

Colin e Clara Fitzroy sono gli ennesimi personaggi tirati fuori dal cilindro in quota “vecchi amici di famiglia mai comparsi prima”. In questa categoria di artifici narrativi, il mio preferito, per grado di improbabilità, è Thomas Elliot, amico d’infanzia di Bruce Wayne apparso in Batman: Hush di Jeph Loeb e Jim Lee, che nessuno aveva mai nominato. Nulla di male in un po’ di retrocontinuity, ma poi non pretendete che mi affezioni alla sorte di un personaggio che ho visto solo in tre vignette.

Leggi tutti gli articoli sulla serie “Batman” di Chip Zdarsky

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