La diatriba fra Marvel e fumettisti per i compensi relativi ai personaggi che appaiono nei film

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Scarlett Johansson, a sinistra nel ruolo di Natasha Romanoff, e Florence Pugh, a destra nel ruolo di Yelena Belova, in una scena del film “Black Widow”

Quando si parla di adattamenti cinematografici o televisivi di fumetti, in termini di riconoscimento dei loro contributi, sceneggiatori e disegnatori non hanno mai ottenuto granché. Un tempo, il loro ruolo rimaneva invisibile e, nei crediti, comparivano soltanto i creatori del personaggio protagonista. Poi, negli ultimi dieci anni, le case di produzione hanno iniziato a inserire i nomi degli autori i cui lavori hanno ispirato un determinato personaggio o un aspetto della trama in una lunga lista di “ringraziamenti” sepolta alla fine dei titoli di coda.

Quando un fumettista crea qualcosa per editori come Marvel o DC Comics lo fa consapevole di essere in regime di “work-for-hire”, cioè di un lavoro su commissione su cui non potrà reclamare alcun diritto. Le due case editrici incentivano i loro collaboratori promettendo loro un lavoro stabile e invocando il principio di equità: nel caso una loro creazione dovesse rivelarsi un successo, venendo magari adattata al cinema, l’editore concederà una piccola parte dei profitti.

In base a questo, Devin Grayson e J.G. Jones, creatori di Yelena Belova (la seconda Vedova Nera moderna), avrebbero dovuto incassare 25.000 dollari dopo che il loro personaggio era stato inserito tra i protagonisti di Black Widow. In realtà, i due hanno ricevuto soltanto 5.000 dollari. Grayson ha trascorso così l’ultimo anno cercando di fare luce sui meccanismi di compensazione utilizzata da Marvel/Disney. Come scrive l’Hollywood Reporter, «quelli che lavorano all’interno dello studio hanno descritto un sistema labirintico che impedisce di capire come venga stabilito un compenso».

La testata ha contattato Grayson e altri fumettisti per capire il funzionamento di queste compensazioni. È emerso che Grayson aveva firmato lo “Special Character Agreement” (“accordo per personaggio speciale”), che regolava gli eventuali compensi per apparizioni di un personaggio creato ex novo. L’accordo risale al 2007 – il personaggio di Yelena invece era stato creato nel 1999 – e prevedeva compensi in vari ambiti. In quello audiovisivo: 25.000 dollari per un’apparizione cinematografica, 2.000 per un’apparizione in un episodio televisivo più lungo di 30 minuti e 1.000 per uno di 30 minuti o meno; in quello del merchandising: 5.000 dollari per un’action figure prodotta in un dato anno, 10.000 per due action figure e 25.000 per tre o più; in quello dei videogiochi: un compenso una tantum con tetto massimo di 30.000 dollari, da dividere con eventuali altri fumettisti che avessero creato personaggi che compaiono nel gioco.

«È come una lotteria» ha dichiarato Grayson. «Potresti vincere il premio da un milione di dollari, ma non succederà.» Dopo aver ricevuto solo parte del compenso pattuito, la sceneggiatrice ha così ingaggiato un avvocato che l’ha aiutata a fare chiarezza sulle clausole dell’accordo. Tanto per cominciare, le cifre scritte nel contratto sono da intendersi per l’intero team creativo di sceneggiatore e disegnatore e, come nel caso dei videogiochi, vanno poi ripartite con tutti gli altri fumettisti che hanno firmato il contratto speciale e che hanno creato un personaggio apparso nel film (o serie tv). Nel caso di Black Widow, ci sarebbero altri due personaggi coinvolti: Guardiano Rosso (creato da Roy Thomas e John Buscema nel 1967) e Melina Vostokoff (creata da Ralph Macchio e George Pérez nel 1983).

Una fonte interna alla Marvel ha dichiarato che quello dei 25.000 dollari non è un tetto fisso e che la cifra varia in base ai contratti stipulati e a «ciò che è ritenuto equo». In totale, Marvel Studios dovrebbe aver elargito molto più di 25.000 dollari, soltanto che li ha divisi tra i vari autori.

J.G. Jones ha confermato di aver ricevuto una cifra simile a quella di Grayson, pur non entrando nello specifico del suo contratto: «Dopo aver parlato con molti fumettisti, mi sembra che l’offerta economica della Marvel sia uno specchietto per le allodole. Ti promettono grandi cifre e poi poco a poco le riducono».

Oltre che in Black Widow, Yelena Belova è apparsa anche nella serie Hawkeye di Disney+. In quel caso, Grayson avrebbe dovuto ricevere 2.000 dollari (divisi con Jones), ma gli uffici Marvel l’hanno informata che il suo compenso era più basso, circa 300 dollari a episodio.

5.000 dollari è una cifra che ritorna anche nei contratti visionati nel 2021 dal Guardian. Secondo le informazioni del quotidiano, se un film Marvel fa “uso consistente” del lavoro di uno o più autori, questi ricevono un invito alla prima del film – trasferta e alloggio a carico dell’invitato – e un assegno di 5.000 dollari. È attraverso la definizione di “uso consistente” che la major giustifica l’eventuale decurtazione del compenso.

Stando alle informazioni dell’Hollywood Reporter, infatti, Marvel considera l’apparizione di ogni personaggio inferiore al 15% della durata totale del film un “cameo”, che viene di conseguenza pagata meno. In Captain America: Civil War, il ruolo del Soldato d’Inverno (creato da Ed Brubaker e Steve Epting) è tecnicamente un cameo, perché appare sullo schermo per 22 minuti, appena sotto il 15% della durata totale (2 ore e 28 minuti). Brubaker dichiarò che «tutto ciò che io e Steve Epting abbiamo ottenuto per aver creato il Soldato d’Inverno è un “grazie” qua e là, e negli anni è diventato sempre più difficile conviverci».

I contratti che Marvel fa firmare agli autori sono pieni di questi cavilli. Nel caso dei videogiochi, i compensi fanno riferimento soltanto ai giochi per consolle e non a quelli, più popolari, che girano sugli smartphone, una tattica che una fonte dell’Hollywood Reporter ha definito «come offrire una percentuale di vendita sulle videocassette nell’era del blu-ray».

Secondo un agente che rappresenta diversi fumettisti creatori di personaggi utilizzati nei film, è quasi più vantaggioso non firmare alcun accordo, in cui oltretutto è spesso inclusa una clausola di riservatezza che impedisce al soggetto di farsi valere sulla stampa in caso di torti. Joe Casey (sceneggiatore e membro del gruppo Man of Action che ha creato Ben 10) è uno di quelli che non ha firmato lo “Special Character Agreement”, dopo aver visto quanto poco gli sarebbe spettato.

Casey ha co-creato, insieme a Nick Dragotta, America Chavez, personaggio co-protagonista di Doctor Strange nel Multiverso della Follia e apparso anche altrove, tra cartoni e merchandising vario, ma, in virtù della rinuncia al contratto speciale, non ha ricevuto alcun compenso. «Forse 5.000 dollari significano qualcosa per qualche ragazzo in erba che non ha ancora una carriera» ha dichiarato Casey. «Ma per molti di noi che sono nel settore da decenni, è un insulto.»

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