I personaggi dei fumetti e il brivido del gioco d’azzardo

La relazione tra fumetti e gioco d’azzardo è uno dei tanti aspetti curiosi, poco raccontati ma piuttosto antichi, della storia della Nona arte. La relativa invisibilità di questo aspetto è legata al delicato e diverso statuto culturale del gioco d’azzardo nei diversi paesi, e le opinioni in merito sono state contraddittorie nel tempo. Ma è un fatto che nella storia dei comics si siano susseguiti numerosi personaggi con la passione per il gioco d’azzardo, molti dei quali hanno persino ispirato la creazione di casinò online con licenze ufficiali dell’immagine di alcuni personaggi.

Alle origini del fumetto sui quotidiani statunitensi, una delle prime strisce che mettevano al centro il gioco d’azzardo – secondo gli storici, addirittura la prima striscia quotidiana regolare – fu A. Piker Clerk, creato da Clare Briggs e pubblicato tra il 1903 e il 1904. Il concept era semplice: usare la fiction per dare suggerimenti sulle vere corse di cavalli, con un breve fumetto. Il protagonista, il giocatore Mr. Clerk, ogni giorno scommetteva su un cavallo, in una gara di Chicago; il giorno dopo la striscia si apriva con lui che aveva vinto o perso, a seconda di quel che era accaduto al cavallo nella vita reale, e quindi passava alla scommessa successiva.

Nonostante si tratti di una serie oggi dimenticata, fu influente come poche perché nel 1907 venne ripresa come modello per A. Mutt (poi rinominata Mutt and Jeff) da Harry ‘Bud’ Fisher. Il protagonista Mutt – anch’egli uno scommettitore ossessivo alle corse di cavalli – diventerà rapidamente l’eroe di una commedia a fumetti di enorme successo, durata quasi 80 anni, e il primo vero e proprio blockbuster della storia dei comics, tale da rendere Fisher una delle più ricche star dell’intrattenimento made in USA fino agli anni Cinquanta.

Una nuova ondata di personaggi giocatori d’azzardo possiamo collocarla negli anni Quaranta del fumetto USA, quando diversi avversari dei primi supereroi iniziarono a mostrare la propria passione per il gambling. Forse il più memorabile in questo periodo fu The Gambler (Steven Sharpe III), una delle nemesi di Green Lantern. Ma quando uno dei più famosi cattivi di Batman, Harvey Dent detto Two-Face, entrò in scena negli anni Sessanta, la rappresentazione del gioco d’azzardo nei comics iniziò a cambiare, e i personaggi con la passione del gioco diventarono popolari. Two-Face, con la sua abitudine di prendere decisioni lanciando una moneta a due facce, non era solo un personaggio unidimensionale con l’abitudine del gioco: era un uomo complesso, pieno di difetti  e demoni interiori che lo rendevano credibile e riconoscibile. Anche se era una parte importante del suo personaggio, il gioco d’azzardo non lo definiva completamente: si trattava di uno dei tanti aspetti del carattere di una figura articolata.

Un altro protagonista di quel periodo fu Bat Lash, un originale personaggio western. Comparso per la prima volta nel 1968 sulla testata antologica di DC Comics Showcase #76, Aloysius Lash si autodefiniva pacifista e giocatore d’azzardo. Affascinante anti-eroe e attraente criminale, fondamentalmente era un pacifico uomo che, tuttavia, era in grado di attrarre guai come pochi. Nelle varie apparizioni della sua carriera editoriale, divenne caratteristica la scena in cui era solito lanciare il proprio cappello quando un qualcosa lo rendeva molto nervoso.

Negli anni Novanta in casa Marvel debutta Gambit, un popolare X-Men che ha dimostrato come non sia necessario essere un villain per giocare a poker. Certo, rispetto a colleghi come Ciclope è un antieroe, con un carattere più cupo e oscuro. Ma sia che stia giocando a carte sia che le stia caricando di energia bio-cinetica trasformandole in armi, è un ragazzo estremamente abile e non privo di gentilezza. Si tratta di un personaggio che mette il gioco d’azzardo in una luce né negativa né positiva. Semmai, il suo amore per il gioco di carte è una delle rappresentazioni più naturali e affini del gioco d’azzardo nel fumetto popolare: è un gioco, ed è divertente.

Altro personaggio cult e che ben rappresenta il legame esistente tra il mondo dei fumetti e il gioco d’azzardo è Victor Zsasz, nato sulle pagine di Batman negli anni Novanta. Indimenticabile la sua “partita a poker della vita” contro il Pinguino, anche perché fu proprio in quella tragica partita che, quasi sicuramente imbrogliandolo, il Pinguino gli fece dilapidare tutto il suo patrimonio. 

Infatti Zsasz, caduto in depressione per la morte dei propri genitori, decise di tentare la sorte giocando tutto la sua fortuna d’azzardo con la speranza di “ritrovare il denaro dei suoi genitori e la felicità”. Sconfitto e disperato per aver perso ogni cosa, arriva quasi a suicidarsi, ma prima di buttarsi da un ponte viene avvicinato da un barbone con l’intenzione di rapinarlo, e ne ottiene una specie di ‘illuminazione’: in una vita ormai priva di significato, potrà “liberare” le persone, uccidendole.