5 cose dell’episodio 2 di “She-Hulk”, spiegate

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER

she-hulk episodio 2 serie tv marvel

Come succede per le altre produzioni dei Marvel Studios, anche la serie tv She-Hulk: Attorney at Law – che ha esordito il 18 agosto su Disney+ – presenta molti rimandi, citazioni, strizzatine d’occhio a fatti fumettistici (e non). Abbiamo così selezionato le curiosità più significative dell’episodio 2.

Lo studio legale GLK&H

Dopo essere stato citato brevemente nel finale della prima puntata, nell’episodio 2 di She-Hulk arriva al centro della narrazione lo studio legale GLK&H, che ha una controparte anche nei fumetti, dove esordì nel 2004 su She-Hulk 1, albo scritto da Dan Slott e disegnato da Juan Bobillo. Anche in quel caso, Jennifer Walters veniva assunta per fare parte del reparto specializzato in questioni super umane dello studio.

Il nome esteso dello studio – Goodman, Lieber, Kurtzberg & Holliway – è un omaggio alle origini di Marvel Comics: Martin Goodman era infatti l’editore che fondò la casa editrice a fine anni Trenta, Lieber era il vero cognome di Stan Lee (all’anagrafe Stanley Lieber), mentre Kurtzberg era invece il cognome di Jack Kirby (nato Jacob Kurtzberg, appunto).

Nessun riferimento invece per il quarto fondatore dello studio, Holden Holliway (nella serie tv interpretato da Steve Coulter), che esordì sempre su She-Hulk 1. Albo in cui fece la sua prima apparizione anche un altro dipendente dello studio che ritroviamo nell’episodio 2 di She-Hulk, Augustus “Pug” Pugliese (Josh Segarra).

Emil Blonsky, alias Abominio

Nell’episodio 2 di She-Hulk fa il suo ritorno – come preannunciato dai trailer – Tim Roth nei panni di Emil Blonsky/Abominio, criminale apparso per la prima volta in L’incredibile Hulk, film del 2008 diretto da Louis Leterrier. In quella occasione, Blonsky – un agente delle forze d’assalto britanniche – veniva incaricato dal governo americano di dare la caccia a Hulk.

Attratto in realtà da quest’ultimo, Blonsky si fece iniettare il siero sperimentale del super soldato, finendo per trasformarsi in un mostro dalla forza paragonabile a quella del suo avversario. Nella puntata, Blonsky racconta una versione leggermente distorta delle sue origini, fingendosi vittima del governo americano.

Le sue origini cinematografiche sono molto simili a quelle fumettistiche. Abominio esordì nel 1967 su Tales to Astonish 90, in una storia scritta da Stan Lee (creatore dello stesso Hulk) e disegnata da Gil Kane. Spia e agente del KGB di origine yugoslava (essendo nato a Zagabria oggi in realtà è croato), Blonsky si espose volontariamente alle radiazioni gamma per diventare un essere dalla forza pari a quella di Hulk, ma con un aspetto più simile a un rettile. Negli anni è diventato poi uno dei principali avversari dell’eroe.

La prigione in cui si trova Emil Blonsky è la stessa vista per la prima volta nella serie tv Ms. Marvel, gestita da Damage Control. In quella occasione, i ClanDestine riuscivano a evadere con molta facilità, e qui accade la stessa cosa proprio con Abominio. Insomma, per ora due evasioni su due apparizioni.

Il film dimenticato

A proposito di Abominio, nell’episodio 2 di She-Hulk ci sono forse – almeno secondo la mia memoria – i primi riferimenti diretti a L’incredibile Hulk, secondo film in assoluto del Marvel Cinematic Universe, che sembrava però finora (volutamente) dimenticato dai Marvel Studios. Questo per una serie di motivi, primo fra tutti il fatto che i diritti di distribuzione del film sono detenuti da Universal Pictures. L’incredibile Hulk è infatti l’unico film dei Marvel Studios a non essere presente su Disney+ (insieme a quelli di Spider-Man, che sono però stati prodotti da Sony Pictures).

A questo bisogna aggiungere anche che a interpretare Bruce Banner/Hulk in quel film fu Edward Norton, che poi andò via sbattendo la porta e lasciando il posto a Mark Ruffalo. Da qui una battuta presente nell’episodio, quando Bruce, parlando del suo scontro con Abominio, afferma che «è successo tanto tempo fa, ero letteralmente un’altra persona!». Anche una delle primissime battute di Blonsky nell’episodio, «passiamo subito all’elefante nella stanza», detta prima di riepilogare i fatti di L’incredibile Hulk, sembra essere un vero e proprio riferimento meta-testuale.

Hulk nello spazio

Dopo la conversazione con Jennifer Walters, vediamo Hulk a bordo di un’astronave in viaggio nello spazio. La sua destinazione è probabilmente Sakaar, il pianeta su cui ha vissuto due anni (come scoperto in Thor: Ragnarok del 2017) e del quale abbiamo parlato in modo più dettagliato la scorsa settimana.

In un’intervista, la showrunner di She-Hulk: Attorney at Law Jessica Gao ha parlato proprio di questo: «Dio solo sa che cosa è successo a Hulk negli anni in cui era lì, quindi dovrà tornare a occuparsi di alcune cose extraterrestri che sono successe in quel periodo». Se questa parte si vedrà nella stessa serie tv o altrove però non è dato saperlo, per il momento.

Io punterei maggiormente sulla seconda possibilità: il viaggio nello spazio di Bruce mi sembra anche un modo per togliere di mezzo un personaggio che risulterebbe ingombrante e lasciare così la luce della ribalta (giustamente) tutta per sua cugina.

Dove si colloca She-Hulk

Nel finale dell’episodio 2 di She-Hulk scopriamo l’esatta collocazione della serie tv nella timeline del Marvel Cinematic Universe. Nell’ultima scena prima dei titoli di coda, infatti, Jennifer Walters guarda in tv un servizio che mostra immagini di Abominio, dopo essere evaso dal carcere, intento a combattere in un fight club clandestino contro Wong, comprimario dei film del Doctor Strange (interpretato da Benedict Wong).

La scena è tratta da Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli del 2021, quindi si può affermare che la serie tv di She-Hulk si svolga in contemporanea a quel film. Nella scena post-credits di quel film inoltre trovavamo Bruce Banner che, in forma olografica, discuteva proprio con Wong, alla presenza di Shang-Chi.

In quella occasione, risultava strano che Banner non fosse più bloccato nelle sembianze di Hulk e che non avesse più il problema al braccio provocato dall’uso delle Gemme dell’Infinito in Avengers: Endgame del 2019. Il mistero è stato poi risolto nell’episodio 1 di She-Hulk, a ulteriore conferma della contemporaneità degli eventi.

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