Il fumetto spiegato da chi lo disegna: 10 manuali firmati da fumettisti

Scuola di manga, di Akira Toriyama

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Tra il 1982 e il 1984 Akira Toriyama stava per chiudere la seguita serie Dr. Slump per dedicarsi a un nuovo progetto, che sarebbe poi stato Dragon Ball. Era già una superstar dei manga, e per questo motivo la rivista Fresh Jump pensò bene di coinvolgerlo in una rubrica dedicata agli aspiranti mangaka, le cui puntate sarebbero poi state raccolte con il titolo Scuola di manga.

Il volume si compone di quattro parti diverse tra loro, alcune delle quali realizzate da un altro mangaka, Akira Sakuma. Nella prima parte si riconosce senza ombra di dubbio l’impronta di Toriyama: come in alcune storie di Dr. Slump, l’autore si raffigura come Tori-Bot (o Robotoriyama), un robot con un volto che ricorda una maschera antigas, le mani a pinza e un cappello con la visiera, metafora dell’alienazione legata ai ritmi di lavoro disumani dettati dalle scadenze settimanali. Tori-Bot ha un unico allievo, una sorta di maggiolino robotico di nome Burba, cui cerca di insegnare a suon di martellate come si disegna un manga.

Ogni lezione si compone di quattro tavole in cui di volta in volta, attraverso le gag dei due personaggi, vengono dati consigli molto diretti e pratici su come impostare il lavoro, e soprattutto su come creare personaggi ben caratterizzati, che siano distinguibili e che abbiano personalità, con esempi presi ovviamente dal Dr. Slump

Anche se, a differenza di quanto accade nella serie, non si far riferimento alla dura vita del mangaka, nelle lezioni finali viene introdotta la figura dell’editor con cui gli aspiranti manga devono imparare a interagire nonostante sia spesso un interlocutore severo e inflessibile – con l’aspetto di Kazuhiko Torishima, l’editor di Toriyama già ritratto in vari modi in Dr. Slump. Eppure, come si legge in Scuola di manga, un aspirante autore non deve scoraggiarsi davanti ai rifiuti: un buon editor deve mostrarsi duro per mettere alla prova la determinazione di chi ha di fronte e per aiutarlo a imboccare la strada giusta.

Segue la parte a cura di Sukuma in cui un coniglietto accompagna gli aspiranti mangaka alla scoperta degli strumenti utili e della costruzione di una storia. C’è poi una sezione dedicata ai feedback su lavori realizzati dai lettori, e infine un formulario pratico su come realizzare i protagonisti di Dr. Slump, in modo che chiunque possa provare a disegnare Arale.

Toriyama si rivela capace di dare suggerimenti precisi e utili, di dare un’idea della quotidianità del lavoro del fumettista e di divertire nello stesso tempo. Non gli è mai piaciuto creare un’aura poetica intorno al lavoro di mangaka, e l’impostazione ironica e pratica di Scuola di manga ce lo conferma. Eppure le lezioni del mangaka ci trasmettono anche un altro messaggio, quello che poi si legge tra le righe in tutta la sua opera: anche se poco nobile e molto usurante, fare fumetti è «probabilmente uno dei lavori più belli del mondo».

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