Il fumetto spiegato da chi lo disegna: 10 manuali firmati da fumettisti

How to Draw, di Terry Moore

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Pubblicato nel 2012 dall’Abstract Studio, l’etichetta indipendente dell’autore, How to Draw è un piccolo compendio del disegno secondo Terry Moore, creatore di Stranger in Paradise. Non si tratta di un vero e proprio manuale, quanto di una raccolta di consigli, corredati da disegni tratti dai lavori dell’autore – principalmente la serie Stranger in Paradise ma anche le strisce umoristiche che Moore ha realizzato ispirandosi a maestri dello humour come Schulz, Feiffer e Watterson e anche all’indipendente Marder.

Moore insiste molto sull’osservazione come necessario completamento della competenza tecnica e sull’attenzione al dettaglio come elemento che fa la differenza. Inoltre sostiene la necessità di individuare quelle caratteristiche che rendono i personaggi imperfetti e quindi più vivi e più veri. E questa cosa vale soprattutto per i personaggi femminili – e una delle protagoniste di Stranger in Paradise, Francine, è l’esempio perfetto di questo modo di pensare: una ragazza nient’affatto brutta, ma spesso spettinata, sbattuta, in sovrappeso, con le rughe che si fanno evidenti con il passare degli anni. Moore è indubbiamente un maestro nel disegnare il corpo femminile andando oltre gli stereotipi di bellezza e oltre i canoni fisici del fumetto supereroistico (particolarmente interessante a questo proposito il capitoletto dedicato al disegno realistico del seno).

La parte più divertente è dedicata alle espressioni, ambito in cui Moore racconta di aver sviluppato una particolare sensibilità dopo aver lavorato come video-editor, con il compito di selezionare le scene e i fotogrammi più efficaci su ore e ore di girati e filmati. Per esempio, per sviluppare e potenziare la resa espressiva l’autore lancia a chi legge un esercizio-sfida, che chiama K.I.S.S. (Keep it simple… uh, Sunshine?) e consiste nel disegnare in modo sintetico e rapido 49 espressioni facciali.

Moore fa poi notare che anche i movimenti più banali hanno una loro intrinseca espressività, e persino un’azione statica come stare seduti può essere disegnata in tanti modi diversi, ciascuno dei quali trasmette un mood differente del personaggio e della storia. Infine, il volume si chiude con una sezione dedicata al disegno umoristico con particolare attenzione a tutti quegli accorgimenti che sono efficaci per ribaltare una situazione potenzialmente triste, tragica o terrorizzante. 

Come ha suggerito lo stesso Moore, How to Draw non è un manuale vero e proprio, ma piuttosto un testo che torna utile a chi ha già digerito un bel po’ di tecnica ma cerca di dare ai propri disegni quel tocco in più che li renda unici e vivi.

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