Un editore di fumetti condannato per aver fatto il saluto romano

La Corte d’appello del Tribunale di Milano ha condannato in secondo grado Marco Giuseppe Carucci, editore di Ferrogallico, per avere fatto il saluto romano durante una commemorazione di Sergio Ramelli, militante del movimento neofascista Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da membri di formazioni della sinistra extraparlamentare.

Ferrogallico è una casa editrice non troppo prolifica con all’attivo circa 25 libri a fumetti, passata alle cronache negli ultimi anni quando il Comune di Verona prima, e il sindaco di Ascoli Piceno poi decisero di donare alle scuole cittadine in occasione della Giornata della Memoria alcune delle sue pubblicazioni, suscitando polemiche per il contenuto revisionista, accusato di presentare numerose omissioni e falsificazioni storiche.

Ferrogallico negli ultimi anni ha pubblicato, fra gli altri, proprio una discussa biografia a fumetti intitolata Sergio Ramelli – Quando uccidere un fascista non era reato, scritta dallo stesso Carucci e disegnata da Paola Ramella, oltre a diversi altri graphic novel e albi, per lo più di produzione italiana (alcuni francesi), articolati in collane di taglio storico o biografico.

Secondo la sentenza di appello, che ha ribaltato l’esito di una precedente assoluzione in primo grado, durante la cerimonia del 29 aprile 2016 Carucci e altri sette esponenti di movimenti e partiti della destra milanese hanno «compiuto manifestazioni esteriori proprie e usuali di organizzazioni e movimenti tra cui anche il Partito Nazionale Fascista», alzando il braccio destro e rispondendo «Presente!».

Come riportato da diversi media fra cui Repubblica, i giudici hanno riscontrato la violazione dell’articolo 2 del decreto legge 122/1993, la cosiddetta legge Mancino, che prevede «la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila». I condannati erano stati assolti in primo grado nel dicembre 2016. La pena prescritta loro dalla nuova sentenza è di due mesi di reclusione e 200 euro di multa, ma i loro legali hanno già dichiarato che faranno ricorso in Cassazione.

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