Il Batman di Zdarsky ha già stufato

Il nuovo ciclo di storie di "Batman" scritto da Chip Zdarsky e disegnato da Jorge Jiménez, raccontato numero per numero da Andrea Fiamma.

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER PER BATMAN 129

failsafe batman 129 zdarsky

In Batman 129 continua la saga Failsafe, il primo arco narrativo scritto da Chip Zdarsky, nuovo sceneggiatore della serie, e disegnato da Jorge Jiménez, che sto raccontando numero dopo numero.

Failsafe, un minaccioso robot che si è scoperto essere stato creato da Batman come precauzione per fermare sé stesso nell’eventualità che passasse dalla parte del male, ha iniziato ad attaccare senza sosta l’uomo pipistrello e la sua famiglia. Bruce si è visto costretto a una mossa estrema: far emergere la personalità di Zur-En-Arrh, una versione di Batman spietata, che però non è riuscita a contrastare il robot. E ora Failsafe, dopo aver sgominato Batman (che si è rifugiato ad Atlantide), ha preso il controllo di Gotham City.

Cosa succede nell’albo

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Batman, rifugiatosi ad Atlantide per riprendersi dallo scontro con Failsafe, spiega ad Aquaman che Alfred era l’unico a conoscere il modo di disattivare Failsafe in caso di falso allarme. Intanto, a Gotham, Failsafe sta passando in rassegna tutti i possibili piani di Batman. Il robot capisce che, dato che lui non può uccidere, Batman è disposto a lasciar soffrire i suoi amici e colleghi pur di vincere il conflitto. Intuisce poi che l’unico membro della Justice League a non essersi ancora palesato per aiutare Bruce è Aquaman, e si dirige così ad Atlantide.

Batman è però ormai scappato sulla Torre di Guardia della Justice League of America, sulla Luna. Failsafe lo raggiunge e mette a ferro e fuoco la struttura. Dopo una serie di espedienti, Batman sembra essere riuscito a scalfire l’armatura di Failsafe, ma è comunque costretto alla ritirata. Failsafe ha distrutto ogni mezzo di trasporto e Batman si ritrova a fluttuare nel vuoto dello spazio, con addosso soltanto il costume e una maschera d’ossigeno.

Nella storia secondaria, ambientata nel passato, dopo che Joker ha fatto fuori degli ostaggi, Batman fa emergere il Batman di Zur-En-Arrh per poter uccidere Joker e non sporcare la propria coscienza.

Appunti sparsi

Siamo al quinto capitolo della saga e mi sento di dire, con viva e vibrante insoddisfazione, che mi sono annoiato*. La storia finora è stata: Batman cerca di abbattere Failsafe, non ci riesce, scappa, Failsafe lo trova (x5). A questo giro Zdarsky non si è neanche sprecato a cercare qualche soluzione interessante. Dopo un Batman psicopatico, Superman e gli amici di Batman, si è limitato ad affastellare una serie di esplosioni e scontri al gusto di vaniglia**, tra l’altro disegnate su pagine via via scariche di precisione e dettagli, le scadenze mensili iniziano a farsi sentire anche per Jiménez.

{*La scorsa volta avevo detto che annoiarsi con questi fuochi d’artificio visivi era quasi impossibile. Ebbene, credo sia motivo di vanto da parte degli autori essere riusciti a spegnere qualsiasi tipo di entusiasmo. Mi sento come un cerino bagnato, sarà difficile riaccendermi ma staremo a vedere.}

{**Sono consapevole di perpetrare uno stereotipo in cui non credo, cioè quello della vaniglia come gusto blando, banalotto e privo di eccitazione, mi scuso con i miei sodali vanigliofili.}

L’idea del robot inarrestabile in stile Terminator, che si muove con fredda e ineluttabile precisione, mi piaceva ed era malleabile abbastanza da poterci giocare per creare anche storie horror, o comunque con una bella inquietudine di fondo. Failsafe è un robot la cui interfaccia è una testa liscia, nera e illuminata internamente da una luce rossa, a metà strada tra HAL 9000 e il Robocop del remake del 2014. Ci sarebbe quindi spazio per momenti di quiete in cui far scivolare la storia in una dimensione paurosa. Magari succederà, ma per ora Zdarsky e Jiménez preferiscono l’azione a perdifiato.

A tutto questo aggiungiamoci che abbiamo perso di vista lo spunto da cui tutto è partito, cioè il piano del Pinguino per trasformare Batman nel nemico pubblico numero uno. Immagino rispunterà fuori prima o poi, ma, come dicevo anche nei recap di Amazing Spider-Man, la cadenza mensile su una trama del genere è più simile a uno stillicidio che a una lettura divertente.

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