“Topolino e il cerchio del tempo”: le persone possono davvero cambiare?

Copertina di Topolino e il cerchio del tempo

C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine Panini Comics ha portato in fumetteria Topolino e il cerchio del tempo, storia scritta da Francesco Artibani e Tito Faraci e disegnata da Corrado Mastantuono. Si tratta di un fumetto celebrativa del personaggio, seguito ideale di Topolino e il fiume del tempo, realizzato dallo stesso team creativo nel 1998 in occasione del settantesimo compleanno di Mickey Mouse. Era stato annunciato nel 2017 per il numero 3234 del settimanale Topolino, ma era rimasto in archivio fino ad ora, quando Panini ha deciso di pubblicarlo direttamente in volume.

Come Il fiume del tempo, il racconto prende le mosse dal passato di Topolino. In quel caso si trattava del suo primo cortometraggio distribuito al cinema, Steamboat Willie; qui del ciclo di strisce di Floyd Gottfredson, con la collaborazione di Earl Duvall, per i quotidiani americani del gennaio e febbraio 1931, in cui Mickey Mouse si scontra con il gatto Nip, dispettoso abitante di una baracca nella periferia degradata in cui viveva all’epoca il giovane topo.

In Topolino e il cerchio del tempo il vecchio vicino è diventato un personaggio rispettabile, addirittura candidato sindaco di Topolinia, così come il suo ex rivale ha smesso da tempo di essere uno scavezzacollo in braghette per diventare il rispettabile collaboratore della polizia che tutti conosciamo. Ma la loro quotidianità borghese è destinata a essere sconvolta dal ritorno in scena di Barnacle Bill, marinaio poco di buono proveniente anch’egli dalla storia degli anni Trenta, che incontra Gambadilegno e, con lui, trama vendetta nei confronti di Topolino e Nip.

Bill, infatti, si era trasferito nella baracca del gattaccio portando con sé una borsa di denaro, sottratto dalla cassa della nave su cui era imbarcato. Quando fu arrestato, dopo essere stato allontanato con l’inganno proprio da Topolino, e saputo che la polizia non aveva trovato il suo bottino, si convinse che erano stati gatto e topo insieme a scipparglielo.

Topolino e il cerchio del tempo pagina 5

Tutto questo non è presente nella storia classica di Gottfredson ma è invenzione di Artibani e Faraci, che sono partiti da quella manciata di strisce il cui nucleo sono gli scherzi – anche violentissimi, con code tagliate e annodate – tra Topolino e Nip, per raccontare quello che era rimasto fuori dalla storia. A loro interessa soprattutto interrogarsi sul cambiamento di Mickey Mouse da pestifero nullatenente attaccabrighe a cittadino modello. Un mutamento che, sui quotidiani americani, avvenne gradualmente, senza strappi, giorno per giorno: in modo naturale, il topo lasciò lo slum, iniziò a girare per il mondo in mille avventure e finì per sistemarsi in una villetta in un quartiere residenziale. In Topolino e il cerchio del tempo, invece, grazie al punto di vista di Bill, uscito dal carcere dopo molto tempo, vediamo solo l’inizio e la fine di questo arco. E rimaniamo stupiti di quanto Topolino fosse diverso un tempo rispetto a quello che conosciamo oggi.

La battuta chiave la pronuncia Basettoni in un flashback, quando, non ancora commissario, arresta il marinaio: «Questa è una città di gente perbene». Come a dirci che a Topolinia non c’è posto per chi non si adegua al canone piccolo borghese: o ci si adatta, come ha fatto addirittura Nip, che ormai si fa chiamare con il nome completo Randall J. Katnipp, o si è destinati a passare la vita dentro e fuori dal carcere come un Gambadilegno qualsiasi. È quanto successo a Topolino che, improvvisandosi direttore di un giornale, facendo i lavori più disparati, collaborando con la polizia varie volte, ha man mano messo la testa a posto, adagiandosi nel ruolo di cittadino modello.

Lo scarto tra passato e presente è rappresentato con grande efficacia da Corrado Mastantuono, che dimostra ancora una volta di essere uno dei disegnatori Disney più versatili. Non solo eccelle tanto nelle parti umoristiche quanto nelle sequenze d’azione, oltre che nell’espressività dei personaggi, ma adotta proprio due stili differenti tra i flashback e il tempo presente. Lo si nota soprattutto nella fisionomia di Nip, disegnato con linee morbide e rotonde quando si racconta il passato, spigoloso e scattante nella contemporaneità.

A un occhio esperto appare un chiaro omaggio all’evoluzione grafica di Gottfredson, che nei primi anni di attività utilizzava un segno morbido e un character design “a tubi di gomma” simile a quello delle prime animazioni Disney: i personaggi non avevano articolazioni, i loro arti sembrava fatti – appunto – di gomma ed erano altamente deformabili. Negli anni Cinquanta, invece, dopo aver mutato più e più volte stile, approdò a una sintesi fatta di linee scattanti e angoli acuti. Una diversità di segni simile a quella che, nell’arco di poche pagine invece che di molti anni, Mastantuono utilizza per i suoi personaggi.

Topolino e il cerchio del tempo pag 18

Topolino e il cerchio del tempo è quindi una riflessione sugli effetti del passare del tempo sulle persone, fatta utilizzando i personaggi Disney e coinvolgendo tutti gli aspetti del fumetto: trama, battute (hanno registri diversi tra passato e presente), disegni e colori, questi ultimi desaturati nei flashback. Un tema già presente in Il fiume del tempo, affrontato però qui con maggiore maturità dagli autori a vent’anni di distanza.

Messe da parte le scene un po’ sdolcinate su Topolino e Gambadilegno che, per la lunga frequentazione, hanno imparato a essere quasi amici, Topolino e il cerchio del tempo risulta decisamente più disillusa. Artibani, Faraci e Mastantuono si domandano se l’età può davvero smussare i caratteri, si interrogano sulla possibilità per le persone di cambiare nel profondo. Topolino e Nip dicono continuamente di essere cambiati, eppure, non appena ne hanno la possibilità, si azzuffano come quando erano giovani.

Il tempo, nella storia, sembra davvero un cerchio. Le situazioni sembrano destinate a ripetersi uguali, i rapporti umani a rimanere identici pur a distanza di anni, riemergendo sotto gli strati di rispettabilità che i protagonisti del fumetto hanno accumulato nei decenni. Eppure, al tempo stesso, gli autori non ne sembrano così convinti, e disseminano più e più indizi sul fatto che, in fondo, il mondo e le persone sono capaci di cambiare. E che anche se amano pensare di essere, in fondo in fondo, due teppistelli di periferia, Topolino e Nip sono davvero diventati adulti.

Topolino e il cerchio del tempo
di Tito Faraci, Francesco Artibani e Corrado Mastantuono
Panini Comics, novembre 2023
cartonato, 64 pp., colori
16,90 € (acquista online)

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