I giochi di potere tra i capi di Marvel e Disney

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In un’intervista a CNBC, l’amministratore delegato di The Walt Disney Company Bob Iger ha svelato un dettaglio relativo al rapporto tra Kevin Feige, il produttore e boss dei Marvel Studios, e Ike Perlmutter, membro del consiglio d’amministrazione della Disney in qualità di ex-proprietario di Marvel Entertainment, nonché uomo dai comportamenti bizzarri, perentori e perfino razzisti (ai tempi di Iron Man 2 impose, per esempio, la sostituzione dell’esoso Terrence Howard nei panni di James Rhodes perché «nessuno se ne accorgerà, tanto i neri sono tutti uguali»).

Di recente Perlmutter ha tentato in tutti i modi – fallendo – di far entrare l’investitore e azionista a lui vicino Nelson Peltz (o, in alternativa il figlio di Peltz, Matthew) nel consiglio d’amministrazione, con l’obiettivo di mettere alla porta Bob Iger e ridare la carica di CEO al precedente amministratore delegato dell’azienda, Bob Chapek.

Dal 2009 al 2015, i Marvel Studios si interfacciavano con il Marvel Creative Committee, un gruppo di creativi che includeva il boss di Marvel Entertainment Ike Perlmutter, Alan Fine, Brian Michael Bendis e Dan Buckley. Questo gruppo supervisionava e dava suggerimenti alle produzioni dei Marvel Studios, guidato dal produttore Kevin Feige, ed era sempre ai ferri corti con quest’ultimo, in particolare Perlmutter. Fu il Committee ad affossare la versione di Ant-Man del regista Edgar Wright e a quasi sabotare Captain America: Civil War con quelle che Feige definì «le idee peggiori di sempre» (pare che Perlmutter chiese di eliminare Iron Man dalla storia perché non voleva assecondare le richieste contrattuali di Robert Downey Jr.). 

«Comprammo la Marvel nel 2009» ha commentato Iger. «Promisi ad Ike che avrebbe continuato a gestire la Marvel dopo l’acquisizione. Non per sempre, di sicuro. Ma dopo l’acquisizione. E nel 2015 aveva intenzione di licenziare Kevin Feige […] e per me era un errore. Mi attivai per fare in modo che ciò non accadesse. Penso che Kevin sia un dirigente incredibilmente talentuoso, e i record dei Marvel Studios parlano per loro». 

La situazione era tesa al punto che Warner Bros. offrì a Feige di diventare il supervisore dei film DC e così, per evitare che il produttore passasse alla concorrenza, nel 2015 la Disney scorporò i Marvel Studios da Marvel Entertainment, facendola diventare divisione cinematografica a sé che rispondeva direttamente ai vertici Disney, bypassando Perlmutter. A quest’ultimo restò il controllo delle divisioni editoriale (i fumetti) e televisiva della Marvel, fino al 2019, quando anche questi due settori finirono sotto il controllo di Feige

«Ike non ne fu felice» ha aggiunto Bob Iger. «E penso che quell’infelicità sia viva ancora oggi.» La nomea di Perlmutter è nota e si sprecano gli episodi che raccontano i suoi comportamenti dispotici. In seguito all’uscita dell’intervista, il giornalista di Collider Steven Weintraub ha testimoniato che «la quantità di storie dell’orrore che ho sentito riguardo a Ike Perlmutter vi scioccherebbe. Non avete idea di quanto sia una persona spregevole, oltre che un gran tirchio. Faceva sempre prenotare alla Disney i cinema più piccoli per risparmiare sulle anteprime stampa».

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