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NewsI primi cambiamenti di Dylan Dog dopo la Trilogia del Ritorno

I primi cambiamenti di Dylan Dog dopo la Trilogia del Ritorno

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER

dylan dog 438 bonelli

Questa settimana, Sergio Bonelli Editore ha distribuito in edicola il nuovo numero di Dylan Dog, il 438, ovvero il primo del nuovo corso dopo la trilogia che ha riportato il protagonista della testata alle origini, per volere del suo creatore Tiziano Sclavi. Ma come e quanto è cambiato Dylan Dog?

La storia dell’albo – scritta da Gabriella Contu e disegnata da Giorgio Santucci – non è però una reale ripartenza, in quanto non ha nessun accenno alla continuity del personaggio o a quanto successo nella trilogia “del ritorno”. In questo modo, però, La città senza nome rappresenta una sorta di manifesto di quanto (ri)vedremo da qui in avanti: storie autoconclusive senza trame orizzontali.

In ogni caso, alcuni aspetti del nuovo corso sono già evidenti, e in parte erano già stati accennati nel finale della trilogia: per esempio il ritorno al ruolo di ispettore di Scotland Yard di Bloch, che su Dylan Dog 438 ritroviamo nel finale, alla guida di un gruppo di poliziotti. Nelle prime pagine, invece, ritroviamo il classico Dylan Dog farfallone e dall’innamoramento facile, che si infila in una brutta situazione a causa di una donna.

Non è invece del tutto chiara la collocazione della storia: più volte negli ultimi mesi Sergio Bonelli Editore ha affermato che la serie sarà ambientata nel mondo contemporaneo e che la tecnologia sarà presente. Lo stesso Roberto Recchioni – curatore della testata – ha ribadito su Instagram, in seguito all’uscita di Dylan Dog 438, che «il cellulare rimane», in riferimento a uno degli elementi da lui introdotti negli scorsi anni. In La città senza nome, però, Dylan Dog si ritrova in una città sperduta proprio perché in cerca di un telefono in seguito a un incidente con l’auto nei boschi (dopo aver dimenticato probabilmente il cellulare a casa).

Come in parte segnalato anche il mese scorso, il “reboot” è stato anche formale. Oltre alla testata della serie, che è tornata a essere più simile a quella originale, con un’ombreggiatura sullo sfondo, su Dylan Dog 438 è stata riportata alle origini anche la pagina del “Dylan Dog Horror Club” – la rubrica un tempo tenuta da Sclavi – in cui Recchioni presenta la storia dell’albo e le sue tematiche senza suddivisioni in paragrafi come negli ultimi anni, ma su tre colonne di testo continue.

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