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Graphic Novel"Scollatura profonda", il thriller psicologico di Conor Stechschulte

“Scollatura profonda”, il thriller psicologico di Conor Stechschulte

Come molte opere che oscillano tra realtà e finzione, anche Scollatura profonda di Conor Stechschulte si prende spesso gioco dei suoi personaggi, prigionieri di una struttura labirintica dalla quale non possono evadere senza tradire le loro sfumature più grottesche.

Glen, il protagonista, pare essersi cacciato in una strana storia di sesso nata per caso. Dopo aver forato due gomme sotto una pioggia torrenziale, aver ricevuto riparo da una coppia di coniugi e aver trascorso con loro la serata, Glen cerca in tutti i modi di non mettere in imbarazzo il marito (Art, uomo depresso che gestisce con fatica i propri disturbi) e di non lasciarsi sedurre dalla moglie (Cindy, donna semplice e schiva che sembra avere molto in comune con lui). A questa seconda tentazione Glen non dovrà resistere a lungo: sarà proprio Art a proporgli di passare la notte con Cindy, dato che il loro matrimonio è in caduta libera e che la donna si priva del piacere sessuale ormai da troppo tempo.

Stechschulte gestisce tutta questa prima parte con piglio verista, eclissandosi nelle situazioni che mette in scena. È l’unico frangente in cui i personaggi si mostrano al lettore per quello che sono: uomini e donne banali, che parlano per frasi fatte e dissimulano i loro intenti con grossolana pacatezza. Pare di assistere alle prove generali di un dramma recitato male, la scenografia scarna, il canovaccio imbevuto di stereotipi, gli attori fuori sincrono che si rubano le battute a vicenda, come in un qualsiasi film mumblecore ambientato nella più distaccata periferia americana.

Che ci sia sotto qualcosa di torbido lo si comincia a intuire dalla lunga scena di sesso tra Glen e Cindy, visibilmente impacciati e in preda a un forte senso di colpa. Il costante senso di inadeguatezza suggerito dai loro sguardi e dai loro movimenti estingue, in chi osserva, anche il più piccolo impulso voyeuristico, a dispetto di una costruzione dell’immagine scopertamente pornografica.

Già dalle pagine successive, tuttavia, il racconto cambia pelle. Con l’introduzione di nuovi personaggi e il ricorso a opportuni spostamenti in avanti e all’indietro nel tempo, dallo slice of life iniziale il racconto tracima bruscamente nel thriller psicologico. Per la precisione, un thriller d’impronta fantascientifica che flirta con complotti politici, paranoie, esoterismo, e che ha a che fare, in definitiva, con due grandi classici della narrativa distopica tout court: il controllo delle coscienze e la perdita dell’identità.

Per fortuna Stechschulte non calca la mano su nessuno di questi temi in modo esplicito. In Scollatura profonda è molto più facile perdersi che ritrovarsi, come accade di norma nelle migliori opere-congegno che affastellano scene madri su scene madri e in cui ogni dettaglio si ripresenta almeno una seconda volta sotto una luce diversa.

Il rischio di creare un fumetto verboso, che si limita a esibire i propri meccanismi o che si dimostra fin troppo accondiscendente con un certo tipo di pubblico è sempre dietro l’angolo, in questi casi. Ma il “libretto di istruzioni” offerto da Stechschulte è praticamente inesistente. La sceneggiatura è povera di appigli concreti, lavorando spesso di suggestioni verbali (suoni e onomatopee, dosate con ricercatezza quasi maniacale) e visive (le tonalità di colori che caratterizzano la bicromia di questa o quella sequenza, e che non è per nulla intuitivo associare subito a un dato personaggio o a uno specifico tempo narrativo).

Anche per queste ragioni Scollatura profonda è già stato immancabilmente accostato, sia in Italia che oltreoceano, al David Lynch post Twin Peaks. E in effetti in molti casi si rasenta la citazione esplicita, come nella scena della videocassetta, che sembra presa di peso dalla prima mezz’ora di Strade perdute. Il surrealismo di Stechschulte, come quello del cineasta americano, si scatena in un mondo in cui la distanza (la scollatura) tra società e individuo pare incolmabile, e dove anche chi vuole far credere di avere il controllo su tutto deve in realtà rispondere delle proprie azioni a un’eminenza grigia che lo precede.

Tuttavia, proprio a differenza di Strade perdute, dove la storia si sfalda man mano che ci si avvicina al finale e impedisce una ricostruzione razionale degli eventi, Scollatura profonda è prima di tutto un enigma che chiede di essere risolto. Stechschulte ha impiegato circa nove anni per portarlo a termine, attirando anche l’attenzione del produttore indipendente Rob Schroeder. Nel 2016, quando il fumetto era già stato pubblicato per metà dalla casa editrice britannica Breakdown Press, il suo autore si mise al lavoro in parallelo a una trasposizione per il grande schermo, che avrebbe visto la luce nel 2021 con il titolo Ultrasound.

Tutta la seconda parte del libro è stata quindi sottoposta a un duplice processo creativo, dovendosi piegare alle singole esigenze di due linguaggi diversi. Questo è ancora più chiaro quando si sfogliano le ultime 100 pagine del fumetto, in cui non tutti i passaggi risultano pienamente convincenti, specie per quanto riguarda i parallelismi tra i protagonisti e i personaggi “di contorno”. Poco importa, però. A lettura ultimata si resta ugualmente spaesati, consapevoli di poter sempre ricominciare da capo per mettere insieme i pezzi mancanti.

Scollatura profonda
di Conor Stechschulte
traduzione di Elisabetta Mongardi
Coconino Press, gennaio 2023
brossura, 376 pp., colore
25,00 €

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