x

x

NewsSi è conclusa la causa tra Disney e gli autori Marvel per...

Si è conclusa la causa tra Disney e gli autori Marvel per la proprietà di personaggi come Iron Man e Ant-Man

La prima apparizione di Iron Man, disegnata da Don Heck su “Tales of Suspense” 39 del marzo 1963

Da pochi giorni si è conclusa la causa legale tra Walt Disney Company e un gruppo di autori di Marvel Comics (o i loro eredi) per stabilire la proprietà dei personaggi co-creati per la casa editrice, tra cui Iron Man, Ant-Man e Capitan Marvel. Fra i nomi di spicco coinvolti ci sono Larry Lieber, Don Heck, Steve Ditko, Gene Colan e Don Rico.

La multinazionale aveva intentato causa ai fumettisti dopo che quest’ultimi avevano tentato di reclamare la proprietà intellettuale dei personaggi da loro co-creati nel corso degli anni. Disney ha accettato di far cadere le accuse, offrendo agli autori un accordo extra-giudiziario, definito dai portavoce di entrambe le parti «una risoluzione amichevole».

Lieber e gli eredi di Heck, Colan e Rico hanno accettato, mentre gli eredi di Ditko hanno preferito continuare la loro battaglia legale – la più importante, perché ne va del possesso di due personaggi fondamentali per Marvel Comics: Spider-Man e il Dottor Strange.

Non è la prima volta che si tengono cause legali di questo tipo. Anni fa, la famiglia di Jack Kirby intentò causa a Marvel Comics per ottenere la proprietà intellettuali dei personaggi co-creati dal disegnatore. Nel 2011, una corte federale decretò che tutte le opere realizzate da Kirby come disegnatore tra il 1958 e il 1963 andavano classificate come “work for hire”, lavoro su commissione, ovvero un’attività di mera “esecuzione” che prevedeva la rinuncia a qualsiasi paternità legale.

Tre anni dopo, gli eredi di Kirby portarono la causa presso la Corte Suprema, che acconsentì a rivedere solo una piccola percentuale dei casi posti in esame. Tuttavia, in quei casi, la Corte diede ragione all’autore. Messa di fronte a un’eventualità catastrofica, cioè la potenziale perdita della proprietà intellettuale su personaggi importantissimi, Disney si accordò con gli eredi per sistemare la cosa fuori dalle aule di tribunale – alcuni insider affermano che la cifra versata ai Kirby fosse nell’ordine delle decine di milioni di dollari.

Secondo i termini di legge che regolano il copyright negli Stati Uniti, gli autori o i loro eredi possono tornare in possesso delle proprietà intellettuali dopo un certo periodo. Nel caso di Spider-Man, creato nel 1962, Marvel Comics avrebbe dovuto cedere il personaggio agli eredi di Ditko proprio questo mese. 

Capire se un certo lavoro era “work for hire” o meno, va detto, è quasi sempre difficile. In questi casi la difficoltà è particolarmente elevata a causa del “metodo Marvel”, un sistema di lavoro in uso all’epoca della nascita dei personaggi citati che prevedeva lo sviluppo completo da parte del disegnatore di una breve sinossi fornita dallo sceneggiatore (a volte solo una vaga indicazione come «Dottor Destino ruba la tavola di Silver Surfer»), il quale tornava poi sulle tavole disegnate per aggiungere i dialoghi.

Il “metodo Marvel” rese fumosa l’assegnazione dei crediti, perché al disegnatore di turno erano attribuite soltanto le matite, quando lui in realtà era a tutti gli effetti responsabile anche della storia. Per la gran parte delle opere realizzate negli anni Sessanta, oltre ai crediti stampati negli albi, non esistono documenti ufficiali che stabiliscano chi abbia fatto cosa.

Il primo caso che fece scuola in questo senso fu quello risalente al 1989 tra lo scultore James Earl Reid e l’organizzazione no-profit Community for Creative Non-Violence, che gli aveva commissionato una statua. In base a una serie di fattori (come l’uso di attrezzature personali o decisioni creative prese indipendentemente dal committente) fu stabilito che quello di Reid non era un lavoro su commissione. Alla fine però l’organizzazione e lo scultore si divisero i diritti: la prima mantenne quelli sulla statua vera e propria, il secondo si tenne il copyright della creazione.

«Anche se Disney dovesse bissare il successo della precedente causa», aveva scritto l’Hollywood Reporter nel 2021, «dovrebbe tornare davanti alla Corte Suprema e poi affrontare gli stessi rischi che portarono a un patteggiamento sette anni fa». In questo caso, il patteggiamento è arrivato prima di qualsiasi sentenza, forse proprio grazie al precedente con gli eredi di Jack Kirby.

Leggi anche: Com’è il documentario di Disney+ su Stan Lee

Entra nel canale WhatsApp di Fumettologica, clicca qui. O seguici su Threads, Telegram, Instagram e Facebook.

Ultimi articoli

neil gaiman asta fumetti

Neil Gaiman mette all’asta parte della sua collezione di disegni e fumetti rari

Neil Gaiman, l'autore di The Sandman e American Gods, ha deciso di messo all'asta una serie di oggetti della sua collezione personale.

“Il cane mangiava solo farfalle”, un graphic novel sull’elaborazione del lutto

Il cane mangiava solo farfalle è un graphic novel dal ritmo frammentato e che basa il suo estremo fascino sul non detto. 

Todd McFarlane amplia l’universo di Spawn con nuove testate

Todd McFarlane ha annunciato una serie di nuovi titoli che andranno ad ampliare l'universo di Spawn sotto l'etichetta The New U.
Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Ads Blocker Rilevato!!!

Abbiamo rilevato che stai utilizzando le estensioni per bloccare gli annunci. Il nostro sito è gratuito e il lavoro di tutta la redazione è supportato dalla pubblicità. Supportaci disabilitando questo blocco degli annunci.

Powered By
Best Wordpress Adblock Detecting Plugin | CHP Adblock