Chi realizza gli effetti speciali dei film Marvel vuole avere migliori condizioni di lavoro

effetti speciali film marvel

Un gruppo di oltre 50 dipendenti dei Marvel Studios che lavorano agli effetti speciali ha compilato una petizione presso l’agenzia governativa National Labor Relations Board (NLRB) per l’elezione di una rappresentanza all’interno dell’International Alliance of Theatrical Stage Employees (IATSE), il sindacato che rappresenta un’enorme quantità di lavoratori e figure professionali di cinema, tv e teatro che già non fanno parte di altri sindacati (come quelli dei registi, degli attori o degli sceneggiatori).

Si tratta di un gruppo di professionisti che lavorano direttamente per i Marvel Studios e sono presenti sui set delle loro produzioni, solitamente ad Atlanta, Los Angeles e New York. Sono, per ora, esclusi tutti i dipendenti dei vari studi d’effettistica a cui Marvel affida i film e le serie.

Come scrive Vulture, «in un’epoca in cui il 90% dei film contiene una qualche percentuale di effetti speciali (e non è raro per serie tv come Stranger Things contenere oltre 4.400 inquadrature con effetti visivi in una sola stagione), i lavoratori del settore continuano a non essere rappresentati da alcun sindacato […] vedendosi negati diritti come gli straordinari pagati o l’assicurazione sanitaria, mentre restano alla mercé di mancanza di personale e assurde tempistiche dettate dai manager».

Da tempo, i Marvel Studios sono sempre più criticati per il rapporto dispotico con gli studi di effetti speciali che curano le loro produzioni. In generale, non essendo tutelati da un sindacato, gli addetti agli effetti speciali, componente cruciale per quasi tutti i blockbuster di Hollywood, sono spesso costretti a tabelle di marcia massacranti e vengono sottopagati, ma nel caso dei film e delle serie tv Marvel questa deriva sembra aver preso una brutta piega.

«Nel giro degli effetti speciali, Marvel è considerato uno dei bulli dell’industria» continua Vulture, «spesso affidando di proposito quantità di lavoro impossibili da gestire o rovinando le carriere di chi non si dimostra all’altezza delle aspettative esagerate dello studio.»

Tre articoli da leggere per restare aggiornati
• Pubblicato da Marvel Comics nell’estate del 1991 e diventato il fumetto più venduto di sempre con oltre 8 milioni di copie, X-Men 1 fu il frutto di una strana miscela che tirava e spingeva, e affastellava storie editoriali e dinamiche distanti. Questa è la sua storia.
• Nel Tempo Medio in cui viviamo la quantità delle immagini che accumuliamo le rende inutili, senza costruire un discorso che ci arricchisca.
• 20 anni fa usciva Pluto di Naoki Urasawa. Un manga struggente e potentissimo.

I film dei Marvel Studios sono stati oggetti di critiche nell’ultimo periodo a causa della scarsa qualità degli effetti speciali. A marzo, Victoria Alonso, tra le personalità più improntanti dell’azienda nonché coordinatrice del reparto degli effetti speciali dei film Marvel, era stata licenziata per motivi che apparentemente non avevano a che fare con le critiche piovute sugli ultimi progetti dello studio. Ma in quell’occasione erano emerse storie che descrivevano le condizioni dei lavoratori come insostenibili.

Assicurare la copertura sindacale a un piccolo gruppo di personalità dall’alto profilo all’interno del cosiddetto “reparto produzione” dei Marvel Studios potrebbe essere il primo passo verso una sindacalizzazione estesa e generale dei vari studi di effetti speciali, in maniera simile al meccanismo recentemente messo in moto nel mondo dell’animazione, altra branca di Hollywood carente di copertura sindacale: a febbraio lo staff del reparto produzione (manager di produzione, supervisioni di produzione, assistenti al design, assistenti del casting, coordinatori dello storyboard) di due serie a cartoni, Rick & Morty e Solar Opposites, ha fatto domanda alla NLRB per ottenere l’elezione di un sindacato, innescando una serie di richieste simili in molti studi d’animazione.

Come ricorda Hollywood Reporter, un primo tentativo di sindacalizzare il settore era stato fatto una decina d’anni fa, in seguito all’amara vicenda di Rhythm & Hues, studio di effetti speciali che chiuse per bancarotta pochi giorni prima della loro terza vittoria agli Oscar per gli effetti speciali di Vita di Pi – storia poi raccontata nel documentario Life After Pi (che potete guardare su YouTube).

Leggi anche: Le prime immagini del rilancio di Daredevil

Entra nel canale WhatsApp di Fumettologica, clicca qui. O seguici su Telegram, Instagram, Facebook e Twitter.