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NewsI Puffi cambiano per la prima volta in 65 anni

I Puffi cambiano per la prima volta in 65 anni

puffi tebo fumetto Qui est ce schtroumpf?
La copertina di “Qui est ce schtroumpf?”, il nuovo fumetto dei Puffi, realizzata da Tébo

Lo scorso 5 maggio, in Francia, l’editore Le Lombard ha pubblicato Qui est ce schtroumpf? (traducibile come “chi è questo puffo?”), un nuovo volume autoconclusivo dei Puffi, i personaggi creati nel 1958 dal fumettista belga Peyo.

Si tratta di un fumetto molto particolare, nonché di un evento, perché per la prima volta in sessantacinque anni presenta una storia dei Puffi scritta e illustrata in uno stile diverso da quello del loro creatore. Testi e disegni sono infatti del fumettista francese Tébo (nome d’arte di Frédéric Thébault), tra i più apprezzati autori umoristici della bande dessinée contemporanea, che non è nuovo a operazioni del genere. Nel 2016, per la casa editrice francese Glénat, aveva realizzato La giovinezza di Mickey, una raccolta di 5 storie brevi che rielaboravano il Topolino classico di Floyd Gottfredson in chiave moderna (e di cui avevamo parlato molto bene).

puffi tebo fumetto Qui est ce schtroumpf?

In una cinquantina di pagine, Qui est ce schtroumpf? narra la storia di un puffo che ha perso la memoria e che non è in grado di esprimersi nella caratteristica lingua dei Puffi, una parlata buffa e surreale dove la parola “puffo” ritorna di continuo acquistando significati sempre diversi. Sperduto e incompreso in un mondo di creature così simili a lui (eppure così diverse), il puffo smemorato dovrà guadagnarsi la fiducia di Grande Puffo, Puffetta e del resto del villaggio, e allo stesso tempo cercare di capire chi lui sia e da dove venga.

«Non avevo intenzione di fare una parodia o un album tributo a Peyo», ha dichiarato Tébo a France Bleu. «I personaggi mi sono stati “prestati”, ma si tratta sempre del mio umorismo, del mio modo di raccontare storie e di metterle in scena». Il fumettista ha inoltre specificato di aver avuto carta bianca in fase di realizzazione e che, una volta terminato il lavoro, gli è stato chiesto di apportare «pochissime modifiche» alle proprie idee o ai propri disegni.

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«Ho potuto inventare il “mio” puffo, che ha un grande naso ed è un po’ diverso dagli altri. Ho potuto modificare anche i personaggi noti, come Puffo Forzuto, che ho reso ultrapiatto, e ho cambiato l’acconciatura e le scarpe di Puffetta. Anche il villaggio è fatto di funghi, ma sono i “miei” funghi. Quando la gente apre l’album, pensa che sia un album normale. Ma se lo si mette a fianco a un album di Peyo si possono vedere le differenze», ha proseguito Tébo.

Circa la realizzazione, l’autore ha ammesso di non aver incontrato particolari difficoltà né nel concepimento né nella scrittura della storia. Diverso è stato invece dedicarsi ai disegni: «ho fantasticato così tanto sull’album che a un certo punto non sono più riuscito a portare avanti le mie fantasie. Ho dovuto correggere i miei disegni centinaia di volte. Solo dopo avere iniziato la colorazione mi sono detto: ci siamo, ho i personaggi». Nonostante le difficoltà incontrate, Tébo si è comunque detto felice del risultato: «sono 25 anni che pubblico un fumetto all’anno e sono sempre un po’ deluso. Continuo a ripetermi che farò di meglio nel prossimo, ma questa è la prima volta che sono abbastanza soddisfatto.»

puffi tebo fumetto Qui est ce schtroumpf?

Qui est ce schtroumpf? è il primo volume della collana “One-shot Schtroumpfs par…”, con cui la casa editrice Le Lombard si propone di pubblicare altre storie dei Puffi realizzate da alcuni dei più noti fumettisti di scuola franco-belga, anche molto distanti dall’immaginario della serie classica.

Non si tratta di un caso isolato nel mercato del fumetto francese. Nel 2006, Dupuis aveva inaugurato un progetto analogo (“Le Spirou de…”) che proponeva le nuove avventure “adulte” del fattorino Spirou, e nell’ambito del quale aveva debuttato La speranza nonostante tutto di Émile Bravo.

Seguendo la stessa logica, dal 2016, Glénat ha iniziato a pubblicare volumi autoconclusivi che rielaborano l’universo Disney, venandolo di atmosfere gotiche, horror o steampunk. E persino il personaggio di Lucky Luke è stato oggetto di alcune riscritture molto diverse tra loro per stile e contenuto: una da parte di Matthieu Bonhomme e una da parte di Ralf König.

Nati come comprimari della serie a fumetti di Peyo John & Solfami per Le Journal de Spirou, fino a questo momento i Puffi erano stati protagonisti di 40 albi a fumetti, 16 dei quali realizzati dal loro creatore. Con la sua morte, nel 1992, le redini della serie erano state assunte dai figli, Thierry e Véronique Culliford. Il primo decise di proseguire l’opera del padre con nuove storie inedite di cui curò la sceneggiatura; la seconda è oggi a capo dello studio di autori che continua a produrre fumetti nello stile grafico di Peyo, e che, dal 2006 al 2022, ha prodotto un volume all’anno.

Leggi anche: I Puffi: un colore, una forma, mille nomi

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