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Tex come esperienza religiosa

Certi fumetti non si leggono né si guardano: si celebrano. Sono riti collettivi. Messe disegnate. Con il numero 755, datato settembre 2023 e intitolato La cavalcata del destino, Tex – il personaggio più popolare del fumetto italiano – ha tagliato il traguardo dei 75 anni di vita editoriale (la sua prima apparizione in edicola risale infatti al settembre 1948) con un episodio autoconclusivo, scritto dal principale sceneggiatore Mauro Boselli e disegnato dallo storico copertinista della testata Claudio Villa, con i colori evocativi di Matteo Vattani.

Un anniversario importante, che Bonelli ha celebrato in grande stile innanzitutto con un allestimento speciale tutto dedicato a Tex negli spazi della Rinascente di fianco al Duomo di Milano. Dal 3 al 9 ottobre le vetrine del negozio hanno mostrato gigantografie dedicate al ranger e ai suoi pards, mentre gli interni hanno ospitato una serie di spazi a tema (il bar trasformato in una sorta di saloon; le scale mobili tappezzate di insegne) e oggettistica pensata per l’occasione (dalle magliette alle borracce agli zaini; trovate tutto qui), oltre a eventi e sessioni di firme con i fumettisti che hanno contribuito negli ultimi anni al successo del personaggio.

In questo contesto si è inserito La cavalcata del destino, la cui portata simbolica si può riassumere già tutta nella cover acquarellata di Villa: Tex avanza fiduciosamente al galoppo verso l’Avventura, in groppa al fedele cavallo Dinamite, lungo il paesaggio fordiano della Monument Valley. Alle sue spalle, il volto amorevole della moglie indiana Lilyth veglia su di lui, figura salvifica e rassicurante. Mentre per l’anniversario le copertine degli altri albi bonelliani del mese richiamano le storiche cover di Aurelio Galleppini, Villa ci riporta al Mito originario, rievocando un episodio fondativo del suo passato, per consegnarlo all’eternità. 

Così, da sempre, funzionano le celebrazioni. Mai come in quest’epoca frammentata e post ideologica, abbiamo bisogno di emozioni condivise. La trama, il racconto – anche se, talvolta, magnifici – non sono fondamentali al godimento. O meglio: l’emozione non scaturisce dall’arrivare a una qualunque meta, ovvero dallo scoprire come andrà a finire. Semmai, dal placido connettersi con il suo percorso. I lunghi battibecchi con Kit Carson, gli spiegoni a cavallo sulle aride distese della Monument Valley, i lauti pranzi con bistecca e patatine, sono tutte tappe imprescindibili di un cammino rassicurante.

Qualcuno davvero pensa che Tex mai morirà o sarà sconfitto? L’invincibilità dell’eroe è uno dei suoi elementi fondanti. Tex è giusto, perfetto e immortale. Tex spara più veloce dei cattivi. Non è per cercare l’innovazione che si legge Tex, o per farsi sorprendere da una narrazione spiazzante, ma per immergersi nell’impeccabile riscrittura delle dinamiche western, per ascoltare, ancora una volta, una nuova parabola di giustizia e di verità. Tex ora e sempre ci consola, perché ci assicura che, nonostante il mondo sia pieno di violenza e di soprusi, tutto tornerà al suo posto. Perché così deve andare. Tex è qui per questo.

tex la cavalcata del destino bonelli
La copertina di “Tex 755 – La cavalcata del destino”

Sto forse paragonando Tex a Gesù Cristo? Non proprio. Diciamo piuttosto un misto tra Gesù e Gary Cooper. Da 75 anni si ripete il rito collettivo (con poche, ben studiate variazioni dal canone) dell’Avventura texiana. I suoi quattro Evangelisti – Gianluigi (Bonelli), Guido (Nolitta), Claudio (Nizzi) e Mauro (Boselli) – ne hanno segnato le tappe fondamentali, costruendo la norma cui tutti – autori e lettori – devono scrupolosamente attenersi. Ogni albo è una messa, per il lettore texiano, una felice ricorrenza da onorare e festeggiare. 

Con i suoi picchi e cali qualitativi, il personaggio resta sempre un baluardo del fumetto popolare da edicola. Il rito texiano non prevede assenze né ritardi: il fedele pubblico con coscienziosa disciplina si offre ogni mese ad acquistare l’albo inedito, il Tex Gigante, o di recente il più sottile Tex Willer. Per non parlare delle sempre numerose ristampe (tradizione che risale già agli albi a strisce), dei volumi da libreria, o delle raccolte a colori portate avanti nei supplementi dei quotidiani. 

Il successo ultradecennale del personaggio è legato in particolare a un rigoroso rispetto delle tradizioni, dove le eccezioni, pur presenti, non fanno altro che confermare la validità della norma. Per almeno una volta al mese, da 75 anni il lettore texiano si libera per qualche minuto dagli affanni della vita, immergendosi nella rassicurante gabbia di due vignette per tre dell’albo bonelliano, impreziosita da grandi artisti del pennino come Galep, Guglielmo Letteri, Erio Nicolò, Giovanni Ticci, Fernando Fusco, Virgilio Muzzi fino agli attuali Mario Alberti, Fabio Civitelli, Roberto De Angelis, Pasquale Del Vecchio, Maurizio Dotti, Lucio Filippucci, Corrado Mastantuono, Majo, Alessandro Piccinelli, Rossano Rossi, Michele Rubini, Andrea Venturi, Claudio Villa. E tanti altri, senz’altro, ne dimentico. 

Nelle logiche immutabili del personaggio, nel linguaggio codificato che non ammette sovversioni, nel paesaggio cristallizzato e famigliare del western, nelle dinamiche narrative sempre improntate alla chiarezza, dove la violenza tipica del genere viene edulcorata dall’impeccabile moralità dell’eroe, si ripropone con esatta precisione la forza del rito texiano, scandito dai suoi momenti topici e ben preparato per il pubblico fedele. Naturalmente, il rito richiede una continua variazione sul tema, per potersi mantenere solido e credibile. 

Se c’è una cosa che l’attuale curatore Mauro Boselli ha colto molto bene, fin dall’ottima Il passato di Carson (1994), è che il mito non è immutabile: anzi, tramite la riscrittura, o meglio l’approfondimento, l’ampliamento, l’arricchimento dei suoi momenti fondamentali si può renderlo vivo, si può adattarlo ai gusti e alla sensibilità del lettore contemporaneo. Con questo spirito è nata la testata Tex Willer che si propone appunto di narrare la giovinezza del personaggio, riempiendo gli spazi bianchi tra le vignette delle sue prime avventure. 

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Una tavola di Claudio Villa da “Tex 755 – La cavalcata del destino”

Quella cavalcata riprodotta in copertina di Tex 755 esprime d’altra parte una tappa fondamentale della vicenda texiana, un momento di “passione” lungo la carriera dell’eroe che merita di essere approfondito. Tex cavalca con ansia febbrile verso il suo villaggio Navajo per raggiungere la moglie Lilyth, gravemente colpita dal vaiolo. Sappiamo che non arriverà in tempo per vederla viva. Sappiamo, come ci raccontarono Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini ne Il giuramento (1969), che la vendetta di Tex contro gli assassini di sua moglie e della sua tribù sarà implacabile. 

Ma qui Boselli riscrive per un attimo il mito, immaginando che Tex riesca a raggiungere l’amata Lilyth per abbracciarla prima della fine. Non è avvenuto davvero, ovviamente: non sarebbe Tex, se fosse successo così. Non è che un sogno, il suo, l’inizio di una nuova storia di vendetta che vedrà l’eroe e i suoi pard affrontare di nuovo un gruppo di malvagi speculatori recidivi. Con l’aiuto di Ely Parker, commissario agli affari indiani, e dell’agente della Pinkerton Jack Danuwoa, i nostri eroi dovranno risolvere alla loro maniera un complotto ordito ai danni di una tribù Cherokee stanziata suo malgrado su un territorio ricco di petrolio. 

In un clima incandescente da Spaghetti Western tipo Sergio Leone, lungo 120 pagine di gabbie bonelliane ottimamente illustrate da Villa e Vattani, si consuma ancora una volta il rituale dell’Avventura. Serve specificare come finirà? Tex non teme gli spoiler, il suo destino è già accaduto e così accadrà, nei secoli dei secoli. Tex è un atto di fede. Non ambisce all’innovazione, non presta il fianco a interpretazioni apocrife, ma ogni volta conferma, con classe e qualità, le nostre aspettative. 

Lo sappiamo già: certi fumetti non si guardano né si leggono soltanto, ma si celebrano ogni mese. Attraverso i suoi atti che non ammettono discussioni, attraverso le sue passioni e i suoi miracoli, attraverso le sue peripezie sempre diverse e sempre vittoriose, Tex cavalca fiduciosamente verso un destino già scritto. Un destino che siamo noi lettori, fedeli seguaci di un culto che dura da 75 anni. L’Avventura è finita, andate in pace. Ci rileggiamo il mese prossimo. Amen.

Tex – La cavalcata del destino, oltre che sul numero 755 della serie mensile di Tex, è stata pubblicato da Sergio Bonelli Editore in altre due edizioni in volume, una regular, disponibile in libreria, e una variant a tiratura limitata, disponibile esclusivamente nei negozi Mondadori, al Bonelli Store e nel negozio online della casa editrice.

Articolo realizzato in collaborazione con Sergio Bonelli Editore.

Leggi anche: Dylan Dog nel pianeta dei vivi

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